La “Giornata del Camminare” di Maruggio: benessere, condivisione e scoperta

Oggi l’invito è esteso a tutti, grandi e piccoli, a tutti coloro che abbiano voglia di condividere una giornata di sole e spensieratezza.

Infatti davanti al punto di ritrovo (presso l’azienda agricola “Olivaro”, nel territorio di Maruggio), notiamo con piacere che si raccolgono un centinaio di persone, e dopo una breve esposizione da parte dei presidenti delle associazioni “Play your Place” – Aldo Summa – e “Terra Nostra” – Piero Melchiorre -, non resta altro che immergersi nelle terre dagli olivi centenari.

Il sole splendente accende i colori che cominciano già ad assumere la morbidezza dei toni autunnali.
I piccoli camminatori scorrazzano contenti, contagiando di allegria con la loro freschezza e vivacità.

Su uno spiazzo che ospita quattro straordinari trulli in fila, sostiamo, adottandoli come cornice per le foto ricordo più belle della giornata. Questi trulli risalenti alla fine del 1800, ospitavano i contadini in alcuni periodi dell’anno, per la raccolta delle olive o dei fichi.

La tappa successiva ci porta a Masseria “Gravara”, situata su un modesto altopiano da cui si domina la campagna circostante. Siamo vicini al mare e ci sembra di intravederlo sfumato in lontananza o forse ne sentiamo solo la presenza rassicurante e il respiro, un poco salmastro, nell’aria. La grande masseria pure se in stato di abbandono, conserva la sua impronta elegante con le scalinate che portano al piano di sopra e quasi intatti i portici, le stalle e le scuderie.

Ora si ritorna, ammirando i grandi olivi carichi di frutti e davanti all’azienda agricola ci attende un piccolo ristoro con gli squisiti formaggi di loro produzione e acqua fresca a volontà per tutti.

Siamo soddisfatti per la riuscita della manifestazione, ma soprattutto per la presenza di tanti piccoli ospiti, che con i loro passi saltellanti e instancabili, ci hanno ricordato quanto sia naturale, se possibile, intraprendere un breve cammino anche nella vita di tutti i giorni.

Ringraziamo tutti i partecipanti, la famiglia Merendino dell’azienda agricola “Olivaro” e il Comune di Maruggio – rappresentato, per l’occasione, dall’Assessore Danilo Chiego e dai Consiglieri Antonella Friscini e Tiziana Destratis – per aver patrocinato l’evento.

Vi aspettiamo chi ha voglia di continuare l’avventura per la prossima domenica, sempre con “Terra Nostra”.

Concludiamo riportando un pensiero dell’amica Mariella Spagnolo:

“CAMMINARE ci ri-genera, ci ridona benessere, scioglie la tristezza che ci portiamo chiusa dentro. Ci inoltriamo attraversando uliveti centenari, e lungo sentieri delimitati da una vegetazione autunnale che ci scalda il cuore.

Il cielo limpidissimo e il sole caldo riaccendono suggestioni d’estate ancora non del tutto svanite. In un momento di sosta contempliamo la maestosità di antiche costruzioni rurali che resistono al tempo. Riprendiamo il cammino, ora in silenzio, ora scambiando parole, mentre gli occhi ritrovano, inaspettatamente, incantevoli paesaggi interiori che credevamo perduti”.

Autore articolo: Clarita Fornari, A.S.D. “Terra Nostra”

Trullli, “casodde” e cappelle votive: il bando del GAL “Terre del Primitivo” per la valorizzazione in campagna delle tradizioni e delle produzioni tipiche

L’intervento B 4.4 “La valorizzazione in campagna delle tradizioni e delle produzioni tipiche” prevede il finanziamento di investimenti relativi al recupero del patrimonio architettonico diffuso nelle aree rurali, avente interesse storico-culturale della tradizione locale, caratterizzato da costruzioni quali “casodde”, pajare, trulli, e dai luoghi in cui si svolgevano attività, mestieri e manifestazioni della vita materiale, sociale e spirituale, quali fabbricati rurali, frantoi ipogei, palmenti, granai, tratturi, jazzi, antichi acquari, cappelle, ed in generale, le più varie testimonianze del patrimonio culturale “minore” e alla realizzazione di percorsi sensoriali e allestimenti di scene di vita rurale tradizionale, compresa la realizzazione di spazi per la degustazione dei prodotti.

Il sostegno è concesso nella forma di contributo in conto capitale pari al 50% della spesa ammessa a finanziamento. L’investimento massimo ammissibile non può essere superiore a € 40.000,00.

Gli obiettivi sono i seguenti:

  • Favorire processi di multifunzionalità nel settore agricolo al fine di aumentare la sostenibilità ambientale delle produzioni, tutelare la biodiversità e la difesa del suolo;
  • Implementare attività di servizio, di tipo turistico nelle aziende agricole, volte a rispondere ai nuovi bisogni di domanda turistica
  • Tutelare e valorizzare il patrimonio storico e le tradizioni

Possono partecipare al bando gli agricoltori (così come definito dall’art. 2135 del Codice Civile) in forma singola o associata che siano proprietari del manufatto al momento della presentazione della Domanda di Sostegno.

Sono ammesse le seguenti spese:

  • Adeguamento funzionale di costruzioni (compresi piccoli interventi di recupero e di manutenzione ordinaria e straordinaria e gli adeguamenti igienico-sanitari) in tufo e/o pietra;
  • Realizzazione di percorsi sensoriali;
  • Arredi e attrezzature
  • Allestimento di spazi di degustazione
  • Attrezzature informatiche, telematiche e software

Le Domande di Sostegno corredate della documentazione prevista devono essere trasmesse attraverso il portale SIAN di Agea; i termini di operatività del portale SIAN sono fissati alla data del 07/10/2019 (termine iniziale) e alle ore 23,59 del giorno 09/12/2019 (termine finale). La scadenza per la presentazione cartacea al Gal della DdS rilasciata nel portale SIAN è fissata alla data del 16/12/2019.

> Altre informazioni e modulistica sul sito del G.A.L. “Terre del Primitivo”

Domenica 13 Ottobre a Maruggio (Ta): “Giornata del Camminare”, tra uliveti, trulli e cose buone

Domenica 13 Ottobre in tutta Italia migliaia di cittadini cammineranno insieme a piedi per riprendersi il tempo e gli spazi, e dimostrare che il camminare può essere la prima forma di spostamento sostenibile.

Camminare, infatti, non è solo una sana abitudine che fa bene al corpo e allo spirito. Noi crediamo che il camminare sia anche un impegno civile. Un gesto naturale che ha la potenzialità di innescare un ciclo virtuoso per un nuovo stile di vita che renda marginale l’uso dell’auto e contribuisca allo sviluppo sostenibile.

In occasione dell’ottava edizione della “Giornata Nazionale del Camminare” – promossa da FederTrek – per il sesto anno consecutivo Domenica 13 Ottobre l’A.P.S. “Play your Place” di Maruggio e l’A.S.D. “Terra Nostra” di Sava organizzano una passeggiata lungo un itinerario che toccherà le contrade rurali “Olivaro” e “Castigno”, alla scoperta di grandi uliveti secolari e particolari manufatti dell’architettura in pietra a secco.
Al termine della passeggiata, prevista una degustazione di prodotti tipici a cura dell’Azienda Agricola “Olivaro”

Il punto di ritrovo è presso il parcheggio antistante l’Azienda Agricola “Olivaro”. Si parte alle 9.00.

Il percorso è lungo circa 5 km, non presenta particolari difficoltà.
La partecipazione alla camminata prevede una quota di adesione pari a 3 euro (per la degustazione).
Si prega di prenotare e confermare la partecipazione.

Si consiglia di equipaggiarsi con abbigliamento comodo, cappellino per ripararsi dal sole, acqua a sufficienza ed eventualmente anche di fotocamera.

Le Associazioni non rispondono di eventuali danni o persone partecipanti all’evento.

L’evento è in collaborazione con Endas – Ente Nazionale Democratico di Azione Sociale, ed ha il patrocinio del Comune di Maruggio.

Per informazioni: 349.1971486 / 329.6916914

Venerdì 4 Ottobre la presentazione pubblica del percorso “Abitare il Paese” a Taranto

Il prossimo Venerdì 4 ottobre 2019, su invito dell’Ordine degli Architetti P.P.C. della Provincia di Taranto, sarà a Taranto il Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti P.P.C. Arch. Giuseppe Cappochin, per presenziare ad alcune iniziative in corso.

In particolare nella mattinata, a partire dalle ore 10.00 presso la Scuola “Giovanni Falcone” dell’Istituto Comprensivo “Luigi Pirandello” (al Quartiere Paolo VI) di Taranto, saranno illustrati pubblicamente i risultati della prima edizione dell’iniziativa “Abitare il Paese. La cultura della domanda” (promossa in collaborazione con la Fondazione “Reggio Children”) a cui l’Ordine A.P.P.C. di Taranto ha partecipato, insieme ad altri 34 Ordini provinciali in Italia.

I due tutor della provincia di Taranto, selezionati dal C.N.A.P.P.C. (gli Architetti Aldo Summa e Nicola Volpe, coordinati dalla referente per il Consiglio dell’Ordin Arch. Rosanna Bussolotto), presenteranno il lavoro svolto con gli studenti della scuola primaria e secondaria sul rapporto con il proprio quartiere e con la propria città.

Inoltre sarà inaugurata una mostra con i pannelli dei lavori realizzati nelle altre città italiane aderenti al progetto.

Fonte: Ordine degli Architetti di Taranto

Leggi e scarica gli articoli de La Gazzetta del Mezzogiorno e del Nuovo Quotidiano di Puglia del 5 Ottobre 2019

Scuola, studiare la storia per vivere il futuro

“Io non so cosa significhi vivere sulla propria pelle le privazioni di una guerra: la fame, i bombardamenti, la morte dei tanti a cui vuoi bene. E non conosco, perché non l’ho vissuta, una dittatura. Non so cosa significhi vivere in un Paese che da un giorno all’altro, vara leggi razziali, in grado di modificare e stravolgere la vita quotidiana”. Un pensiero che accomuna tutti noi, immuni alla precarietà di una vita vissuta nella paura, nel terrore, nel tormento di giorni senza fine e notti senza sonno. Noi che siamo sempre più immersi nel presente, che dimentichiamo con più facilità perché il nostro mondo, quello tecnologico, virtuale, sembra girare più veloce e voltare pagina diventa semplice come un click.

Alberto Angela, paleontologo, scrittore e divulgatore scientifico ha espresso con semplicità e con una prepotenza emotiva disarmante, questo pensiero che unisce tutti con un filo invisibile. Lo ha pubblicato sui social, per presentare la puntata di Ulisse, in onda l’11 ottobre sulla Rai, che avrebbe trattato il drammatico tema della deportazione e dell’Olocausto. Il suo post ha colpito i tantissimi spettatori, tra cui davvero molti giovani. Eccolo, il filo. Il motivo, quello che abbiamo sentito dentro come un pugno: noi non c’eravamo, non abbiamo assistito all’orrore, non abbiamo subito la separazione forzata dai nostri cari, non sappiamo cosa significhi vedere un figlio deportato e ammazzato. Noi non c’eravamo. E proprio per questo, abbiamo una grande responsabilità: la memoria.

“C’è sempre il rischio che i volti bui della Storia riappaiano” scrive lo scienziato.
Penso a come possiamo difenderci dall’oblio, a come possiamo spiegare ai nostri ragazzi, figli e alunni, quanto può essere feroce il passato e che si ha l’obbligo di non permettere che riaccada mai più. Mai più. Non esiste altro modo se non la conoscenza. “L’unico modo per evitare è conoscere la Storia, raccontarla. Perché con l’alternarsi delle generazioni, tutto viene stemperato e gradualmente dimenticato. Rimane solo nei libri, ma non basta”. No, non basta. Le pagine dei libri sono utili, ma, spesso, per i più giovani, sono solo parole sterili. La Storia non va solo insegnata, deve essere trasmessa alle nuove generazioni attraverso i racconti dei testimoni, video, immagini, raffigurazioni, perché occorre vivere emotivamente gli eventi per avvicinarsi ed essi e comprenderli nel profondo.

Storia è scritto volutamente con la lettera maiuscola nel post, perché qui non è più solo un sostantivo; diventa un’accezione più elevata, un concetto, un mondo e un luogo talmente grande da non riuscire ad essere contenuto in una semplice parola. L’uomo privo di storia perde la sua dimensione umana: non si può vivere sempre nel qui ed ora, nel tempo presente, nell’immediatezza, nella frangibilità dell’attimo che fugge. Non siamo esseri mono-dimensionali: il nostro essere persone, cittadini del mondo, affonda le radici in ciò che siamo stati e in tutto ciò che è stato prima di noi. Cosa saremmo senza passato? E senza ricordi? Ci avete mai pensato? Come sarebbe vivere una vita senza la nostra storia personale o familiare? Sicuramente, molti ricordi dolorosi li cancelleremmo volentieri. Eppure, ogni stortura, ogni inciampo, ogni caduta ci riporta a quello che siamo, ci riporta alla nostra essenza. Non saremmo così se non avessimo imparato dal passato.

Anche i bambini, ad un certo punto si chiedono com’era la vita prima della loro nascita.
“Mamma, come sono nato? Tu com’eri prima? Come vi siete conosciuti tu e papà?”.
Il “prima” di noi è un concetto difficile da comprendere, eppure già quasi innato. Sapere cosa è successo prima, ci permette di ricostruire il nostro vissuto, di conoscerci a fondo, e quindi di proiettarci nel futuro con più sicurezza, appropriandoci delle nostre radici. Siamo fatti di memoria, in fondo e no, non potremmo sopravvivere senza i nostri ricordi: saremmo solo condannati a ripetere sempre gli stessi sbagli, senza procedere, senza crescere. Fermi nello stesso punto, senza sapere dove andare.
Nonostante sia vitale conoscere il passato, oggi assistiamo ad un progressivo allontanamento dalla storia, come se fosse diventato un noioso fardello da smaltire: nella prova scritta dell’esame di maturità, ad esempio, la traccia storica è stata cancellata, così come le già poche ore scolastiche dedicate a questa disciplina, sembrino destinate a diminuire ancora.

Credo, piuttosto, che andrebbe rivisto il “come” insegnare la storia: leggere e studiare avvenimenti, dati e fatti non basta. Ciò che segna insegna e quindi tutto ciò che può essere sperimentato attraverso un percorso emozionale, può essere imparato in modo più efficace. Raccontare, ad esempio, gli ideali, le credenze, le storie della vita quotidiana, i valori, i sentimenti, la religiosità, lo spirito che animava gli uomini e le donne di un certo periodo storico, può ispirare e coinvolgere ed emozionare gli alunni. Utilissimo e interessante sarebbe la multidisciplinarietà dell’insegnamento: la storia che si intreccia con la filosofia, con l’arte, con la poesia e la letteratura. Cosa saremmo capaci di fare senza il nostro vissuto, senza la nostra storia? Diventeremmo sempre più simili a dei robot, programmati per svolgere attività, privi di bagaglio affettivo ed emotivo, privi di orientamento spaziale e temporale, privi di umanità. “La conoscenza è una fedele compagna di viaggio nella vita che suggerisce le scelte migliori da fare, giunti ad un bivio”.

Senza passato, non esisterebbe il presente e nemmeno il futuro.

E’ la Storia che ci rende umani.

Autore articolo:  Antonella Bonavoglia
Articolo pubblicato su: “Il Sole 24 Ore”