L’esperienza ecomuseale pugliese e delle Serre Salentine di Neviano, raccontate in un volume edito da Maggioli

Il volume “Ecomuseums and cultural landscapes. State of the art and future prospects” a cura di Raffaella Riva, è stato appena pubblicato da Maggioli Editore.

Questo libro raccoglie i contributi del dibattito lanciato nel 2016 a Milano – in occasione della 24a Conferenza Generale ICOM – con il Forum degli Ecomusei e dei Musei di Comunità, e il convegno “Musei e paesaggi culturali. Le prospettive degli ecomusei e dei musei della comunità”.

Presenta riflessioni, progetti e buone pratiche di riconoscimento, cura, gestione, promozione e valorizzazione dei paesaggi culturali, offrendo un’opportunità per un dibattito a livello internazionale sul ruolo sociale del progetto e sull’importanza della partecipazione e valorizzazione del patrimonio come incentivi per lo sviluppo sociale, ambientale ed economico, in armonia con i valori e le esigenze delle comunità locali.

La versione ebook è liberamente scaricabile da Re.Public@Polimi, archivio istituzionale dei prodotti della ricerca del Politecnico di Milano, al link: https://re.public.polimi.it/handle/11311/1041602.

Il libro contiene due contributi relativi all’esperienza degli Ecomusei pugliesi, e nello specifico delle Serre Salentine di Neviano (Le): alla pag. 238 e ss., il saggio dell’arch. Francesco Baratti dal titolo “Ecomuseums and social production of landscape in Apulia”; alla pag. 247 e ss., il saggio “The Ecomuseum of the Serre Salentine” a cura della prof.ssa Rita Stefanelli e dell’arch. Aldo Summa.

“Ti dirò della Nostra Terra”: un evento per parlare di trekking, bellezza e strategie di promozione territoriale

L’associazione A.S.D. “Terra Nostra” è lieta di invitarvi ad una serata speciale ed emozionante alla (ri)scoperta della bellezza della nostra terra!

Venerdì 23 Febbraio, presso la sala conferenza del Gal Terre del Primitivo, a partire dalle ore 18:30, parleremo delle meraviglie troppo spesso dimenticate del nostro territorio!
Video, foto e immagini ricche di fascino e di storia faranno da cornice agli interventi di quattro prestigiosi relatori, amici della associazione di trekking savese: gli architetti Angelo Campo (“Archeoclub di Carosino e delle terre del Mesochorum”) e Aldo Summa (“Play your Place. Il luogo in gioco”), la guida turistica e Presidente della cooperativa “Spirito Salentino”, Angela Greco e il presidente di Pro Loco di Manduria, Domenico Sammarco, che sapranno svelarci i segreti che rendono uniche le nostre zone dando vita ad un intenso confronto sulle strategie di marketing territoriale!

Assieme a loro il presidente e il vicepresidente della associazione, Piero Melchiorre e Antonio Buccolieri, ci accompagneranno in un suggestivo racconto immerso tra tratturi, chiesette di campagna, muretti a secco, uliveti e masserie, facendoci innamorare ancora una volta della nostra terra e dell’arte del camminare (il trekking) che da sempre è sinonimo di cultura, natura, rispetto e speranza!

Aprirà i lavori il Presidente del Gal Terre del Primitivo, Dario Daggiano.
Modera la serata la giornalista Valentina Palumbo.

Nel suggestivo chiostro dell’ex Convento delle Servite una intensa mostra fotografica: narrazione per immagini dei percorsi di trekking dell’associazione.
A fine convegno anche un momento di convivialità curato dai volontari della Pro Loco di Manduria!

L’ingresso è libero e gratuito.
Per maggiori informazioni: 333.1845685

Biotestamento, tra ragione e fede: se n’è parlato ieri a Maruggio

In una sala gremita di persone interessate, si è svolto ieri sera l’incontro di approfondimento dal titolo “Il testamento biologico, tra scienza e carità”, organizzato dall’A.P.S. “Play your Place” e dall’Associazione culturale “Terra dei Cavalieri di Malta”, con il patrocinio del Comune di Maruggio (Ta).

Negli ultimi tempi si è sentito più volte parlare di biotestamento, testamento biologico, fine vita, e dopo un acceso dibattito che ha diviso le coscienze di moltissimi – tra laici e cattolici – e a seguito di un iter piuttosto travagliato, il testamento biologico ha ricevuto l’ok del Parlamento.

La legge ribadisce il principio per cui nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata, tranne che nei casi espressamente previsti dalla legge.

Il cuore della legge è l’introduzione della disciplina delle DAT – Disposizioni Anticipate di Trattamento – con le quali le persone possono dare indicazioni sui trattamenti sanitari da ricevere o da rifiutare nei casi in cui si trovassero in condizioni di incapacità.

Senza entrare nei dettagli della legge, e senza neanche propendere per l’uno e per l’altro approccio, rispettando le sensibilità di ognuno, ieri sera – con l’aiuto del prof. Cava (biologo ed esperto di bioetica) – sono state delineate le posizioni che dall’antichità ai giorni nostri sono state alla base del dibattito sull’argomento.

Poi ciascuno liberamente, avrà avuto modo di farsi un’opinione al proposito.

 

“Il testamento biologico tra scienza e carità”: l’esperto di bioetica ne parla a Maruggio (Ta) il 9 Febbraio

Si svolgerà Venerdì 9 Febbraio 2018 presso i locali ubicati in Via Umberto I n° 45 in Maruggio (Ta), l’incontro informativo sul tema “Il testamento biologico tra scienza e carità”, durante il quale il prof. Francesco Cava (esperto di bioetica) illustrerà in maniera generale le nuove disposizioni in materia, approfondendo – con un excursus storico-culturale e sociale – la tematica, al fine di delineare una panoramica completa dell’argomento, sia dal punto di vista laico che religioso.

La relazione sarà introdotta dai referenti delle due Associazioni locali che organizzano l’iniziativa: il prof. Giuseppe Caraccio – dell’Associazione Culturale “Terra dei Cavalieri di Malta” – e l’arch. Aldo Summa – dell’A.P.S. “Play your Place. Il luogo in gioco”. L’evento è patrocinato dal Comune di Maruggio (Ta).

Turismo delle radici: viaggiare tra nostalgia e curiosità

L’Italia è sempre stata, e in parte continua a esserlo ancora oggi, un Paese di emigranti, di persone che si sono trasferite all’estero in cerca di fortuna o di nuove occasioni lavorative. Ma l’Italia è anche un Paese di persone che hanno la tendenza a tornare nella terra delle radici appena possibile, spinte da un’incalzante nostalgia mista a una buona dose di curiosità.

Partire o viaggiare alla ricerca e alla scoperta delle proprie radici: è questa la possibile definizione da attribuire a una recente tendenza turistica che prende il nome di turismo delle radici. Già ampiamente consolidata negli Usa, in Scozia, in Irlanda, in Brasile e in Argentina, inizia a diffondersi a poco a poco anche in Italia, contribuendo a valorizzare risorse e piccoli gioielli nascosti. Il principio è quello che guida ad esempio il protagonista del film Ogni cosa illuminata, Elijah Wood, che ripercorre il cammino compiuto da un nonno ucraino di cui sono rimaste solo poche fotografie sbiadite. O da un leggendario zio americano mai conosciuto in vita, o da un lontano parente tornato a vivere in quel paesino dell’entroterra in cui la maggior parte degli abitanti ha lo stesso cognome. E, seguendo questa logica, si porta avanti la ricerca fino a scoprire e a rintracciare le proprie origini e la propria discendenza.

Sono i figli, ma più spesso i nipoti e i pronipoti, di emigrati italiani nei vari continenti che hanno tra le loro aspirazioni quella di conoscere e visitare i luoghi di provenienza dei loro padri, nonni e bisnonni. Ed ecco allora che il desiderio di ricerca storica e culturale si miscela alla voglia di riscoprire origini lontane e all’emozione di ritrovare un senso di appartenenza ormai perduto.

Una ricerca condotta dal Ciset, centro studi sul turismo dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, ci aiuta a comprendere meglio questo comparto turistico in crescita del ritorno a casa, anche solo per una breve vacanza, delle seconde e terze generazioni di quelli che un tempo sono stati gli emigranti italiani:“In principio è stato un movimento spontaneo, l’istinto insopprimibile di tornare a casa – anche se solo per una breve vacanza – per gli emigranti o di visitare la patria mai conosciuta per le seconde e terze generazioni”.

“Il turismo delle radici o di ritorno identifica quel turismo generato dai migranti e dai loro discendenti che si recano in vacanza nel paese di origine spesso dopo esserne stati lontano per lungo tempo. Il viaggio e il relativo soggiorno nella terra natale costituiscono un’esperienza ad alto contenuto emotivodato che rappresentano l’occasione per rivedere i propri cari e soprattutto ritrovare i luoghi che hanno segnato la propria vita prima di partire; oppure, nel caso dei discendenti, soprattutto di coloro che hanno perso in parte i legami con la terra di origine, il viaggio è strumentale alla ricerca delle proprie radici e della scoperta dei luoghi in cui hanno vissuto i propri avi” hanno spiegato i ricercatori Ciset, Erica Mingotto e Damiano De Marchi.

E non mancano esempi, come riportato dallo stesso studio, di celebrità che hanno sposato e adottato questa pratica turistica: da Lady Gaga a Madonna, da Bill De Blasio a Francis Ford Coppola, da Robert De Niro a Martin Scorsese. Ed è bello verificare come le mete di queste numerose esperienze di viaggio siano quei piccoli paesi e borghi sperduti che impreziosiscono l’Italia, confermando come gran parte del nostro patrimonio culturale e artistico sia legato anche a vecchi palazzi e residenze nobiliari, a piccole chiese di campagna, a viuzze e vicoletti di un centro storico medievale e a tutte quelle destinazioni lontane dalle rotte del turismo di massa. Un insieme di usanze, folclore, rituali e tradizioni locali che, se valorizzati a dovere, contribuiscono alla necessaria riqualificazione di determinati territori.

Ritrovare allora le proprie radici potrebbe significare ritrovare le innumerevoli ricchezze e bellezze di un Paese a cui sentiamo di appartenere e verso il quale ci riporta quell’incalzante nostalgia mista a una buona dose di curiosità.

Autore articolo: Emanuela Faiazza