L’Associazione “Ecomuseo del Paesaggio delle Serre Salentine” in occasione della “Giornata Mondiale della Decrescita” vi invita a partecipare al “7° Meeting degli Ecomusei delle Serre” che si terrà Domenica 5 Giugno 2016 presso l’area esterna del nuovo Museo del Territorio (presso l’Abbazia di San Nicola di Macugno) a Neviano (Le).

Il ritrovo è previsto per le ore 11.00 circa

Da sette anni, ormai, l’appuntamento fisso è insieme giornata di scambio e di convivialità.

La giornata è organizzata per permettere alle realtà ecomuseali operanti sulle Serre Salentine di incontrarsi, confrontarsi scambiandosi le esperienze con l’obiettivo di programmare una serie di attività condivise. Nel corso del meeting saranno illustrate le attività svolte da ciascun Ecomuseo, cui seguirà un dibattito propositivo.

Nella stessa giornata si svolgerà il “Pic-nic per la Decrescita”, un evento coinvolgente, nato su facebook nel 2010, che rivaluta il momento del pasto e dell’incontro, forse il miglior modo attraverso il quale famiglie e amici si raccontano, rivalutando i tempi lenti e riavvicinandosi alle cose semplici.

> Per il pic-nic, ogni partecipante è invitato a portare qualcosa da mangiare per sé e per gli altri: a tal proposito si chiede di preparare una pietanza della tradizione salentina, corredata dalla ricetta per un eventuale raccolta.

Si prega di portare con sé, inoltre, un piatto, una forchetta, un bicchiere (rigorosamente non di plastica per evitare gli sprechi) e una bevanda da condividere con gli altri.

Come raggiungere il Museo del Territorio presso l’Abbazia di San Nicola di Macugno (Latitudine: 18° 8 26.06″ E / Longitudine: 40° 5 16.86″ N):

 

Il concorso “Balconi fioriti” a cura dell’A.T. “Pro Loco Maruggio” è stato ideato per valorizzare il centro storico del paese con una esplosione di colori, rendendolo gradevole ed ospitale sia per gli stessi residenti che per i visitatori.

Attraverso l’utilizzo dei fiori – un mezzo poco costoso e di grande effetto cromatico ed estetico – si intende trasformare lo scorcio di una via, una piccola finestra, uno slargo o un balcone di un palazzo.
Tramite il linguaggio dei fiori, si intende testimoniare l’affetto dei cittadini verso il proprio paese, nonché un segno di amicizia rivolto agli altri cittadini.

“Balconi fioriti” vuole essere anche invito ed occasione per i turisti a visitare e conoscere il nostro bel territorio, la sua parte antica, le sue vie e le sue Chiese, la sua storia, i suoi ambienti di vita e di lavoro.

Il concorso ha, infine, la finalità di incentivare e promuovere presso i cittadini i valori ambientali e la cultura del verde come elemento di decoro, soprattutto in una comunità che ha nel suo verde e nel suo ambiente una leva importante di sviluppo e di promozione.

Il concorso è aperto a tutti i residenti del centro storico di Maruggio, ma anche a coloro che abitano nelle vie ad esso limitrofe (via Roma, via Balì Caracciolo, via Vittorio Emanuele, via Gigli e via Malta).

Al concorso si potrà partecipare sia individualmente sia associandosi.

La partecipazione al concorso prevede il pagamento di una quota di iscrizione pari a 5 euro.

Tutti gli interessati dovranno compilare - nel periodo compreso tra l’1 e il 15 Giugno ed entro tale termine - il modulo di iscrizione al concorso allegato al Regolamento del concorso (visionabili e scaricabile cliccando qui) oppure ritirandolo presso lo studio professionale del Presidente della Pro Loco – ing. Massimo Quaranta – sito in via Umberto I, angolo via Regina Elena.

I balconi, i davanzali, le scale ecc con i quali si intende partecipare al concorso devono essere già allestiti entro il termine del 15 Giugno 2016 e devono essere mantenuti fino al 15 Luglio 2016.

Tale modulo potrà essere  poi consegnato a mano al Presidente stesso oppure inviate via mail all’indirizzo proloco.maruggio@gmail.com.

I partecipanti che vorranno avere più informazioni e chiarimenti, potranno contattare l’associazione chiamando direttamente il Presidente al numero 327 7745476.

Ad ogni partecipante verrà consegnato un apposito cartello numerato che dovrà essere esposti accanto all’allestimento floreale in modo ben visibile.

Una giuria, poi, valuterà i due allestimenti più belli che saranno premiati con un contributo in denaro pari rispettivamente a 50 e 20 euro; un ulteriore vincitore sarà determinato da un contest fotografico su Facebook. Sarà premiata la foto con il numero maggiore di “mi piace”, quindi la più apprezzata dagli utenti.

Leggi e scarica il Regolamento del Concorso Balconi fioriti con il Modulo di adesione, in formato pdf

L’Istituto Comprensivo “Del Bene” di Maruggio (Ta) ha scelto l’A.P.S. “Play your Place” per accompagnare i bambini delle Classi Seconde della Scuola Primaria alla scoperta del meraviglioso paesaggio rappresentato dalle “Dune di Campomarino”.

Stamattina, infatti, decine di scolari sono stati accompagnati dall’arch. Aldo Summa (guida turistica abilitata) in un percorso didattico finalizzato alla conoscenza dell’importanza delle dune costiere e delle loro funzioni ambientali, per scoprire tanti aspetti dell’ecosistema spiaggia/duna, della morfologia, e riconoscere le piante che popolano questo incantevole contesto.

Si è trattato di una vera e propria lezione all’aperto, molto apprezzata dai bambini che hanno preso appunti, disegnato dal vero e posto numerose domande.

I bambini sono in una fase di apprendimento importante, pertanto a loro sono stati rivolti numerosi inviti alla cura e al rispetto dell’ambiente, da concretizzarsi con gesti semplici ed efficaci.
La speranza è che essi sappiano conservare nel tempo tali insegnamenti, e soprattutto farsi promotori nei confronti degli adulti stessi, che molto spesso dimenticano il senso civico.

L’iniziativa odierna si inserisce nell’ambito del progetto “Scopri le Dune”, già brillantemente testato l’estate scorsa quando decine di visitatori hanno passeggiato attentamente tra i fiori e le erbe selvatiche che coronano il sistema dunale locale.
Tale progetto (che si replicherà anche nel corso della stagione estiva 2016) è frutto di una vera e propria messa in rete delle Associazioni locali sensibili e attive sulle tematiche ambientali.

Si coglie l’occasione per ringraziare tutti gli alunni che hanno partecipato all’escursione, insieme con le loro maestre e tutto l’Istituto Comprensivo “Del Bene” per aver riconosciuto all’A.P.S. “Play your Place” il privilegio di affidare l’educazione e la sensibilizzazione sul tema, a riprova del grande impegno che l’associazione sta profondendo ormai da anni sul territorio, dimostrando grande disponibilità e attitudine nella salvaguardia del patrimonio culturale locale.

SMILE – Strategies for Marine Litter and Environmental prevention of sea pollution in coastal areas– è un progetto finanziato dall’Unione Europea che mira alla riduzione dei rifiuti marini nelle aree costiere.

La presenza di rifiuti in zone costiere e marine costituisce innanzitutto un problema di carattere ambientale. La loro presenza può mettere a rischio l’equilibrio degli ecosistemi e delle specie che li abitano. Dallo stato dell’ambiente in cui viviamo dipendono molti aspetti importanti della nostra vita quali la salute, la qualità della vita, l’economia del territorio. SMILE coinvolge il territorio dei comuni di Pietra LigureMaglioloGiustenice e Tovo San Giacomo nella zona del Torrente Maremola.

SMILE è un progetto pilota per la prevenzione del fenomeno del marine litter. La presenza di rifiuti in mare rappresenta una minaccia per le specie e gli ecosistemi. I materiali, soprattutto i frammenti, possono essere ingeriti dagli animali rappresentando un pericolo per la biodiversità ma anche per l’uomo poiché entrano a far parte della catena alimentare dal plancton agli esseri umani. Il marine litter costituisce un problema a livello economico: dove l’economia è basata sul turismo il buono stato dell’ambiente rappresenta un fattore di attrattività. Inoltre quando i rifiuti vengono raccolti sulle spiagge e in mare, difficilmente vengono differenziati ed entrano nel flusso del riciclo, la prevenzione diventa pertanto lo strumento più importante. Ideato sulla scala di un piccolo bacino della Liguria quello del torrente Maremola, SMILE agisce non soltanto a livello costiero ma anche nell’entroterra coinvolgendo i comuni di Pietra LigureMaglioloGiustenice e Tovo San Giacomo. Tale approccio nasce dalla consapevolezza del legame tra corretta gestione dei rifiuti e presenza di marine litter dal momento che si stima che circa l’80% del marine litter abbia origine terrestre.

Obiettivi. Il Progetto SMILE ha come obiettivo quello di ridurre e recuperare i rifiuti marini nelle zone costiere attraverso lo sviluppo di processi di governance, in conformità con le strategie europee in materia di Gestione Integrata delle Zone Costiere (ICZM) e Marine Litter. Le azioni di progetto intendono approfondire la conoscenza su questo tema proponendo soluzioni di governance, metodologiche e di comunicazione che diano benefici anche di lungo termine sull’area pilota e che siano trasferibili ad altre regioni italiane ed europee con simili problematiche.

SMILE tiene conto delle principali conclusioni emerse dall’esperienza pregressa sui rifiuti marini e definisce soluzioni innovative per una gestione efficace del problema.

Partendo dal presupposto che l’80% circa dei rifiuti marini deriva da attività sulla terraferma, SMILE vuole dimostrare, a livello di area pilota, che la prevenzione attuata contemporaneamente su costa ed entroterra può ridurre il marine litter. In particolare, la costruzione di un sistema integrato di gestione dei rifiuti presso i comuni che insistono sul bacino considerato può contribuire alla riduzione degli impatti del fenomeno.

La metodologia di SMILE:

1) un set di azioni preliminari volte a migliorare la conoscenza del fenomeno sotto diversi aspetti: dal punto di vista quali quantitativo, con la realizzazione dei monitoraggi su spiaggia e bassi fondali e con l’azione sperimentale delle “reti trappola” per individuare i materiali trasportati dal corso d’acqua; dal punto di vista gestionale, con la ricognizione delle pratiche esistenti per la gestione dei rifiuti marini; dal punto di vista socio-economico con l’analisi sulla percezione del marine litter e dei servizi eco-sistemici connessi all’ambiente marino e la valutazione della recuperabilità del materiale raccolto.

2) una consistente attività di governance del territorio con il coinvolgimento delle amministrazioni locali e delle società impegnate nella gestione dei rifiuti finalizzata alla messa a punto di un sistema di gestione dei rifiuti che tenga conto delle migliori pratiche esistenti e comprenda anche azioni “marked based”.

3) una serie di azioni che mirano al coinvolgimento degli stakeholders sul territorio che si sviluppato in attività di comunicazione e di partecipazione volte a sensibilizzare e a modificare i comportamenti dei destinatari. Il sistema di segnalazione dei rifiuti abbandonati, basato su una piattaforma web e su una applicazione per smartphone, oltre a coinvolgere direttamente cittadini e turisti nel controllo del territorio, fornisce ulteriori dati sulle tipologie di rifiuto abbandonate.

I risultati attesi. Attraverso le azioni del progetto, nel bacino pilota si attende un decremento dei rifiuti marini ed un modello di gestione che permetta di migliorare la raccolta differenziata e di ridurre le quantità di rifiuti prodotti. Sarà attuata un’analisi costi-benefici per un potenziale recupero dei rifiuti marini per migliorare la filiera a livello locale, questo potrebbe anche migliorare la manutenzione del territorio.

Il progetto in un approccio integrato sperimenta nuove tecniche e metodologie per prevenire il trasporto a mare dei rifiuti, migliorare la collaborazione tra i soggetti coinvolti nella gestione dei rifiuti marini e la catena di riciclaggio al fine di promuoverne il recupero. Oltre quindi a ridurre i rifiuti marini SMILE prevede di fornire strumenti alle autorità locali per migliorare il sistema di raccolta dei rifiutiper ridurre l’abbandono illecito ed aumentare il riciclo. Una serie di azioni mira a migliorare la conoscenza del marine litter presso operatori, cittadini e turisti al fine di incidere positivamente sui comportamenti e sulle abitudini scorrette. L’approccio, le tecnologie, le metodologie e gli strumenti realizzati nel corso di SMILE potranno essere adottati anche in quelle regioni costiere italiane ed europee con simili problematiche fornendo uno spunto utile alla Commissione Europea per affrontare la problematica dei rifiuti marini nel quadro della ICZM.

> Visita il sito Life + SMILE

> Scarica la fotoguida per il monitoraggio dei rifiuti marini

Nell’ambito del progetto “Sulle orme dei Cavalieri Crociati in Terra di Maruggio”, l’Associazione Turistica “Pro Loco Maruggio” intende organizzare una rievocazione storica dal titolo “Attacco a Maruggio”, nel ricordo dell’attacco dei Turchi alla Commenda Magistrale avvenuto il 13 Giugno 1637.

A tal proposito e con l’obiettivo di coinvolgere in questo ambizioso progetto le realtà associative presenti sul territorio, la “Pro Loco Maruggio” ha programmato un incontro al quale sono stati invitati i referenti delle varie Associazioni locali, per illustrare l’iniziativa, verificare le disponibilità alla collaborazione e discutere circa l’organizzazione dell’evento.

La riunione è prevista per Sabato 14 Maggio 2016 alle ore 18.00 in Via Umberto I n. 79 (presso lo studio professionale del Presidente Ing. Massimo Quaranta).

Nel solco di una tradizione che negli ultimi decenni ha visto tanti studiosi del posto collaborare con altrettante Associazioni e prodigarsi insieme nella riscoperta e la valorizzazione di questa nostra importantissima discendenza, oggi ripercorriamo quella strada e stiamo già lavorando ad una serie di iniziative culturali dedicate, con l’obiettivo di far conoscere meglio questa origine ai nostri concittadini e promuovere all’esterno questa nostra identità.

Si è già svolta, Venerdì 15 Aprile 2016,  la presentazione di un interessante libro dal titolo “Insediamenti cavallereschi in Puglia. Templari, teutonici, ospitalieri” dello studioso Paolo Lopane.

La “Pro Loco Maruggio”, ha inoltre preso contatti con l’Ordine di Malta – Delegazione di Terra d’Otranto per cercare di organizzare assieme una giornata di studi e di approfondimento sulla presenza dei Cavalieri Giovanniti a Maruggio.

Continueranno, poi, le visite guidate nel centro storico e le attività didattiche in collaborazione con la Scuola, al fine di scoprire i segni ancora evidenti del passaggio dei Cavalieri sul nostro territorio.

Il progetto “Sulle orme dei Cavalieri Crociati in Terra di Maruggio” è stato ideato da un team di Associazioni ed è sostenuto da illustri cultori della materia, ed è allo stesso tempo un cantiere aperto nel quale chiunque – a titolo personale o organizzato – può collaborare e contribuire, fisicamente, intellettualmente ed anche economicamente.

Ha da poco compiuto un anno di vita la startup Table Babel. Lanciata a luglio 2014 da un gruppo di amici under 30, è una piattaforma di «international social dining» pensata per imparare (o allenare) una lingua straniera davanti a un buon piatto. In pratica, mentre si socializza si fa pratica con il vocabolario. Ci racconta il progetto la Ceo Helena Geraci, 29 anni, una Laurea in Comunicazione Internazionale e in Brand Management.

Come e quando nasce l’idea di Table Babel?

«Table Babel è nata con l’idea di consentire a chiunque di praticare le lingue in modo informale e divertente in momenti di condivisione sociale legati al cibo e alla buona tavola, fuori dai banchi di scuola e dai contesti istituzionali».

Il vostro obiettivo?

«Vogliamo avvicinare persone di diverse nazionalità e culture alla pratica delle lingue straniere gustando del buon cibo. Il nostro punto di vista? Quale momento migliore per mettere in pratica le proprie conoscenze linguistiche se non davanti a un buon bicchiere di vino e degli ottimi piatti?».

Chi c’è dietro il progetto?

« Il nostro team è under 35 ed è composto da me, Helena Geraci, 29 anni, di Catania, come Ceo; Andrea Bonanno, 29 anni, anche lui catanese, Sviluppatore e responsabile It; Martina Ricci Gori, 28 anni, milanese, Business Development & Account; Sarah Geraci, 27 anni, catanese con base a Londra, Online Marketing & Social Media. Io e Martina eravamo compagne allo Iulm, mentre con gli altri eravamo amici da tempo, ma senza aver mai collaborato insieme. Prima del luglio 2014. A legarci la passione per le lingue, la buona tavola e le culture straniere».

Vi descrivete come una «piattaforma di international social dining»; come funziona il vostro servizio? 

«Ci occupiamo di organizzare cene in lingua straniera per praticare dal vivo una o più lingue straniere in un ambito rilassato. Offriamo un luogo virtuale, in cui chiunque possa organizzare e condividere il proprio evento culinario (pranzo, cena, brunch, aperitivo) in una lingua straniera. In casa propria o in un locale pubblico. Agli eventi creati liberamente dai membri della piattaforma si aggiungono gli eventi ufficiali Table Babel, organizzati dal team di ambassadornelle differenti città italiane, coordinati direttamente da noi in partnership con i locali che ci ospitano».

Il tutto “for free”? 

«Sì, la nostra è una community gratuita. La particolarità risiede proprio nell’unicità linguistica di ogni singolo evento, tematizzato culturalmente per permettere a tutti, anche solo per una sera, di immergersi completamente in una differente realtà linguistica. Per viaggiare stando fermi».

A che target vi rivolgete? 

«Persone molto aperte alla socialità, ai viaggi, agli scambi culturali, intenzionati ad imparare una nuova lingua (non conta quanto e come la sappiano parlare, ma l’ attitudine che hanno nei confronti delle lingue straniere). La media dei nostri partecipanti ha un età compresa tra i 25 e i 40 anni, una buona percentuale sono italiani desiderosi di migliorare la pratica delle lingue dal vivo, e la restante parte è divisa tra viaggiatori stranieri, così come stranieri stabiliti ormai da per periodi più o meno lunghi in una determinata città per lavoro o per studio».

Come stanno andando gli affari? 

«Il modello di business si basa sulle partnership commerciali con i ristoranti e locali di varia tipologia che ospitano i nostri eventi in lingua, organizzati interamente da noi, da cui deriva poi il nostro guadagno sui singolo eventi. A ogni evento, infatti, una percentuale della quota pagante da ogni partecipante va a Table Babel. Il modello di business principale basato sui fee ottenuti dalle partnership con il settore della ristorazione prevede inoltre nuovi business integrabili dati da partnership con le aziende, sviluppando attività culinarie in lingue straniere per i dipendenti delle aziende come attività di team building e apprendimento linguistico per il personale delle aziende».

La risposta di pubblico è positiva? 

«Finora abbiamo organizzato in otto città: Milano, Roma, Genova, Palermo, Catania, Bologna, Firenze, Verona. Presto arriveremo anche a Napoli e Torino. La media dei partecipanti varia a seconda del luogo, dai 20/30 partecipanti per le cene e apericene a Milano ai quasi 100 per gli aperitivi e le degustazioni a Catania passando per la trentina a Roma e Verona. In generale, da Nord a Sud abbiamo riscontrato grande entusiasmo e voglia di partecipare».

Da dove nasce il nome Table Babel? 

«Da tavola e da Babele. Ci sembrava efficace per sottolineare l’unione tra il cibo e le lingue straniere».

Che ingredienti occorrono per lanciare una start up in tempi di crisi?

«Infinita pazienza e forte determinazione a raggiungere il proprio obiettivo: di alti e bassi ce ne sono parecchi. Inoltre, la presenza dei giusti collaboratori è essenziale ai fini della buona riuscita del progetto».

Imparare le lingue oggi quanto conta e perché? 

«Per noi è fondamentale, a meno che non si voglia rimanere sempre e solo nel proprio paese di appartenenza. Per chi vuole viaggiare, scoprire nuove culture e aprirsi a nuovi mondi è molto importante poter parlare almeno un’ altra lingua, soprattutto nel mondo interconnesso di oggi. Inoltre impegnarsi a studiare e parlare un’ altra lingua apre e allena la mente. E il bello è che si può fare a qualunque età».

Autore articolo: Marzia Nicolini

Articolo pubblicato su: “Corriere della Sera”

Le grandi rivolte urbane che stanno scuotendo il mondo, dal Cairo a Hong Kong passando per Istanbul, rappresentano la dimostrazione più plastica di quanto il mondo stia cambiando senza che l’urbanistica tradizionale sia capace di fornire chiavi di lettura per comprendere le dimensioni e gli effetti di questo cambiamento. Da questa constatazione parte l’antropologo Franco La Cecla in “Contro l’Urbanistica” (Einaudi), che rimette in discussione cliché e luoghi comuni legati allo studio delle città.

L’urbanistica è una disciplina sempre piú inadeguata alla realtà delle città e del loro quotidiano farsi e disfarsi. I processi umani, economici, etnici e ambientali che si manifestano nei centri urbani sfuggono sistematicamente a piani e progetti, a mappe e logiche immobiliari. L’urbanistica continua a essere anacronisticamente legata all’architettura, con le sue ossessioni formalistiche e spettacolari. Le città, nel frattempo, crescono per spinte interne, non solo in slums e favelas, ma attraverso la richiesta di spazio pubblico che si manifesta nei grandi eventi di piazza, da Gezi Park a Occupy Wall Street. Mai come oggi la democrazia si gioca nello spazio pubblico, nelle strade, sui marciapiedi. Urbanistica e pianificazione sono invece ancora prigioniere di una visione obsoleta, che mitizza la passività a scapito delle esigenze del reale. Serve una nuova scienza delle città, capace di garantire, in primo luogo, una vita dignitosa e decorosa per tutti. Un’urbanistica da rifondare, per rispondere al diritto a una quotidianità ancora del tutto ignorata.

Legando a doppio filo il racconto delle città ad una visione antropologica capace di vedere gli spazi come luoghi di vita prima che terreno di sperimentazione per archistar e tecnici della smart city, La Cecla alterna visioni ed esperienze personali in città più o meno inconsueto (frutto delle osservazioni compiute di persona negli ultimi anni) ad una riflessione teorica sul fallimento di un’urbanistica vista come tecnica prima che come scienza al servizio delle persone.”Invece di conoscerla, sostiene di anticiparla con le proprie utopie estetiche” afferma La Cecla, rimettendo in discussione non solo il ruolo dell’urbanistica nel progettare le città del futuro ma anche di architetti e urbanisti di svolgere tale ruolo con spirito civico e nuove forme rispetto al passato.
Non sta però nel singolo livello urbano l’errore, secondo l’autore, ma in un’impostazione dall’alto che vede addirittura enti insospettabili come Un-Habitat puntare tutta l’attenzione sulla prosperità di un mondo tutto urbano senza minimamente metterlo in relazione con quel sistema di reti e di attenzione alle persone che solo un rinnovato rapporto tra discipline, in particolare con l’antropologia, potrebbe portare a vantaggio non solo dell’urbanistica ma delle città stesse.
Uscire dalle categorie dell’urbanistica glamour, meno smart city e più città delle persone: La Cecla chiama a raccolta le energie vive del cambiamento per ricostruire senso di comunità, per dare senso alle forme di partecipazione civica e creare città più inclusive e sostenibili. L’autore cita il cibo di strada come strumento di socialità ma anche mezzo ancestrale per recuperare quel rapporto tra residenti e luoghi di vita cementificato nei secoli proprio da quella che è l’occasione di socialità per eccellenza. Ma più in generale è l’attenzione alle persone che caratterizza una nuova visione di città che La Cecla rimarca in opposizione a quella vuota e tecnicistica che ha animato il dibattito in questi anni: dopo l’invettiva contro le archistar di “Contro l’architettura” un ulteriore invito a ripensare al futuro dei nostri luoghi di vita attraverso un cambio di prospettiva, capace non di demolire certezza quanto di fare ordine tra gli elementi chiave del dibattito urbano contemporaneo.

> Leggi un estratto del libro

> Ascolta l’intervista all’autore nel programma “Fahrenheit” di Radio3

Questa domenica del 17 aprile 2016, la nostra Associazione A.S.D. “Terra Nostra” di Sava (Ta) insieme all’A.P.S. “Play your Place” di Maruggio (Ta), “Pro Loco Maruggio” e l’Ecomuseo del Paesaggio delle Serre Salentine di Neviano (Le), hanno organizzato una passeggiata all’insegna della cultura e conoscenza delle piante presenti nel territorio, grazie all’amico esperto Tommaso Minisgallo.

Una volta riuniti nel piazzale della bellissima “Masseria Grazioli”, accompagnati da vento e sole, ci dirigiamo verso Monte Maggio: qui l’opportunità di godere del bellissimo panorama tra terra e mare; la primavera è la stagione dei fiori e le campagne salentine diventano un’esplosione di colori: il rosso dei papaveri, i gialli, le malve, margherite, calendule, orchidee selvatiche, soprattutto nei campi incolti ricoperti dal verde.
Una passeggiata in piena libertà in mezzo alla natura e relax.
Le campagne di Maruggio offrono bellissimi percorsi tra uliveti e trulli, basta camminare in silenzio per ascoltare le voci della natura e tutto diventa una grande meravigliosa scoperta!

Al nostro rientro in Masseria ci aspetta una gradita degustazione dei nostri prodotti locali, organizzata dagli amici della “Pro Loco” di Maruggio, proprio condividendo un momento come questo… il mio pensiero va alla nostra “Terra”… quanto continua a offrirci, chiedendo in cambio quel rispetto che ancora non siamo riusciti a donare!!!

Ringraziamo la famiglia Filomena di Tonino, Fernando e Anna Rita per averci dato la possibilità di utilizzare la bella “Masseria Grazioli”.

Guarda e scarica l’album con le fotografie della passeggiata botanica scattate da Ada Gioia

Autore articolo: Piero Melchiorre – ASD “Terra Nostra”, Sava (Ta)

« Older entries