Ogni tre anni, la Conferenza Generale di ICOMConsiglio Internazionale dei Musei - riunisce la comunità museale internazionale su un tema scelto dai professionisti museali.
Nel 2016, la ventiquattresima Conferenza Generale di ICOM si terrà a Milano dal 3 al 9 luglio. Nel 2013 si è svolta a Rio de Janeiro, in Brasile e nel 2010 a Shanghai, in Cina.

Molte sono le professioni rappresentate alla Conferenza Generale: professionisti del patrimonio museale culturale, curatori, restauratori, archeologi, storici, architetti, urbanisti, allestitori, capo progetti, archivisti, conservatori, coordinatori di inventario, gestori dell’informazione e della documentazione, bibliotecari, rappresentanti governativi, funzionari di politiche culturali, assessori alla cultura, esperti di turismo, ricercatori, docenti universitari, artisti, fornitori, consulenti…I partecipanti possono anche essere appassionati di cultura, anziani, studenti coinvolti nelle discipline di cui sopra e persone semplicemente curiose.

Il Comitato nazionale italiano che organizzato l’evento ha proposto loro di affrontare un tema caro alla museologia italiana: il rapporto  tra musei e paesaggi culturali. Una questione centrale per l’Italia, ma anche una prospettiva strategica per i musei del Terzo Millennio in tutto il mondo. Un’occasione e una sfida per il rilancio e il rinnovamento della loro missione e per il rafforzamento del loro ruolo culturale e sociale.

L’Italia è l’unico paese al mondo in cui gli Ecomusei si sono moltiplicati nel corso degli ultimi venti anni e sono ormai riconosciuti dalla legge in dodici regioni o province autonome. È in fase di costituzione una rete nazionale per facilitare la cooperazione e la solidarietà tra i musei esistenti e per accogliere quelli nuovi.

Gli Ecomusei italiani stanno elaborando un testo comune, chiamato Manifesto o Agenda 2016, che riassuma l’esperienza accumulata dalla rete. Il Manifesto diventerà un documento permanente, evolutivo, destinato a documentare la costruzione collettiva, sia teorica che pratica, del movimento degli Ecomusei italiani.

Gli Ecomusei italiani vogliono cogliere l’occasione della Conferenza di Milano e la presenza in Italia di tanti professionisti museali per invitare ad un programma speciale di dibattiti e visite, tutti i loro colleghi che si occupano di progetti comunitari di gestione del patrimonio culturale per lo sviluppo locale: Ecomusei, musei di comunità, musei locali che sviluppano strategie territoriali e coinvolgono la comunità.
Noi vogliamo condividere la nostra esperienza, le nostre domande, le nostre speranze, le nostre difficoltà e vogliamo anche studiare la possibilità di scambi per il futuro.

La Rete degli Ecomusei della Lombardia, la regione di cui Milano è il capoluogo, è responsabile per l’organizzazione di questo «Programma Speciale», in collaborazione con il Comitato Organizzatore della Conferenza ICOM, che ha già offerto il proprio aiuto logistico per rendere possibili le attività nel corso della Conferenza Generale di Milano.

Il programma si compone di due parti:

-  Il 6 luglio verrà organizzato un Forum degli Ecomusei e dei musei di comunità che si terrà durante e presso la sede della Conferenza generale; sono previsti riunioni plenarie e incontri specialistici, così come presentazioni multimediali, esposizioni di poster, pubblicazioni e tutti i documenti forniti dai partecipanti stranieri.

L’Ecomuseo del Paesaggio delle Serre Salentine di Neviano (Le) sarà presentato mediante un poster e alcune pagine sul catalogo a stampa della Conferenza, nei quali sono descritte le attività svolte, gli obiettivi raggiunti assieme alla comunità locale per riappropriarsi e valorizzare il proprio territorio.

L’8 luglio, saranno organizzate visite per piccoli gruppi agli Ecomusei dell’area metropolitana di Milano e dei laghi prealpini.

- Una settimana prima e una settimana dopo la conferenza, numerosi Ecomusei italiani offriranno ospitalità ai loro colleghi stranieri per consentire loro la visita dell’Ecomuseo con la speranza di stabilire in futuro piani e progetti di scambio e di cooperazione.

> Leggi e scarica il Programma Speciale

> Visita il sito della Conferenza Generale ICOM

> Visita il sito Ecomusei.eu 

Il gruppo Bentornati al Sud ha avuto il piacere di essere invitato, da due tornati al Sud, a ben due presentazioni del libro scritto da Guglielmo Minervini e pubblicato da Carocci Editore, dal titolo “La Politica Generativa. Pratiche di comunità nel laboratorio Puglia”.

Naturalmente, per noi è un onore essere coinvolti in tutti gli eventi che raccontano il cambiamento del Sud, un Sud che si propone e ripropone come innovatore, partecipe delle nuove tendenze sociali, propulsore di un motore del mutamento silenzioso ma costante, al quale assistiamo in Italia, e in altre zone d’Europa che, storicamente, hanno vissuto gli alti e bassi della fama, del successo e della fortuna.

Gli avvenimenti più recenti in Italia e in altre aree d’Europa ci insegnano che la moltitudine è stanca di osservare come il potere decisionale e di trend setting sia nelle mani di pochi, e privilegiati, individui, e che prende coscienza e consapevolezza della propria forma e del proprio colore, iniziando quindi a muoversi per la creazione di movimenti, eventi, azioni, pensieri che nascono dal basso (perifrasi che sta diventando, per ovvie ragioni, fil rouge delle riflessioni contenute in questo blog) e, attraverso l’aggregazione, si sviluppano e arrivano a farsi sentire, si scusi il gioco di parole, “in alto” e “tutt’intorno”, diremmo.

La politica generativa di cui racconta Minervini è un processo di restituzione, per cui le poche mani che hanno tenuto il potere e hanno guidato il corso economico, imprenditoriale, sociale, e tutto sommato politico, delle masse, rimettono inconsapevolmente tale potere nelle mani della moltitudine in aggregazione, che riunisce forze, competenze, esperienze passate, energie, si rigenera, e genera una nuova concezione e una nuova struttura per il Paese del futuro. La limitatezza delle risorse economiche e lavorative, in questo scenario, non abbatte le aspettative dei cittadini, o lo fa solo momentaneamente, diremmo, ma piuttosto li stimola alla ricerca di nuovi modi dell’esistere e del fare cittadinanza. E così la politica generativa agisce all’interno della società in un’ottica di comunanza di intenti e risorse, che attraverso lo scambio (metaforico o effettivo) riscrive il presente e programma una nuova idea di futuro.

La Puglia è un esempio eccellente di queste forme di gestione delle risorse, con i suoi bandi (come Bollenti Spiriti, per citare la stessa esperienza contenuta all’interno del libro di Minervini), i suoi movimenti più e meno noti, una generazione di ritornati che sta mettendo a frutto le proprie competenze acquisite, al contempo mettendole al servizio di una serie di realtà socio-politiche che sono state per lungo tempo lasciate a se stesse, e ad iniziative di co-working, di solidarietà e di associazione che muovono passi notevoli verso la gestione e la promozione del territorio, della sua popolazione, e del potenziale di entrambi.

La fiducia nei cittadini, nelle loro opinioni, nelle loro maestranze, nel loro potenziale, nel contributo che possono dare nei luoghi delle decisioni e delle azioni, dev’essere il motore di tutte le politiche che la Politica ha intenzione di attuare, oggi e domani.

Un cambiamento radicale, di cui è necessario prendere coscienza in quanto già in atto, un cambiamento che nasce (sic!) dal basso, e si muove verso l’alto, e dall’alto deve essere apprezzato, riconosciuto, alimentato. L’esperienza di Bentornati al Sud di partecipazione, in ben due occasioni, alla presentazione del libro ai lettori, è stata di forte partecipazione, comunanza di intenti, calore energico, condivisione di una necessità di affermazione di questo cambiamento, all’aperto e al chiuso, con gli odori e i sapori del Sud, e nelle parole dei partecipanti.

Il focus è stato sulle esperienze locali, che avevamo in alcuni casi già raccontato sul nostro blog, e che manifestano una recuperata consapevolezza del valore delle radici meridionali, di un’area che offre e soffre, e attende di essere recuperata geograficamente e politicamente (intendendo politica come azione sul territorio), con le sue lingue, le tradizioni, le risorse naturali, che offrono un ventaglio di opzioni al servizio delle idee di chi resta, torna e arriva.

Il sottofondo di questi incontri è stato il rumore del vento, che ci ha fatto riflettere: un vento che, in Puglia, dove hanno avuto luogo i due incontri di presentazione del libro di Minervini, porta i rumori della sabbia delle spiagge, della terra delle campagne, gli odori del polline, delle vigne e degli uliveti, la freschezza del bagno fra due mari. Un vento forte come quello del cambiamento, che muove cose e pensieri, e che potrà, prima o poi, con la determinazione e l’impegno di chi dal vento viene accarezzato, travolgere e ridisegnare tutte le dune delle politiche attuali.

Autore articolo: Roberta Iacovelli
Fonte: “Bentornati al Sud” 

Sabato 11 giugno, Borgagne (Lecce), presentazione organizzata da Antonella Corciulo del B&B La Torre nel Borgo – Salento e moderata da Alessandro Cannavale. Patrocinio del Comune di Melendugno. Parola chiave: #Fiducia

Giovedì, 16 giugno, Maruggio (Taranto), presentazione organizzata da Aldo Summa di PLAY YOUR PLACE – Il luogo in gioco e moderata da Danilo Chiego. Patrocinio del Comune di Maruggio. Parola chiave: #Condivisione

Il ricavato del libro, per volere dell’autore, è interamente devoluto all’ AIL – Associazione Italiana contro le Leucemie-Linfomi e Mieloma Onlus

Tra tutti i tipi di rifiuti – prodotti e abbandonati dall’uomo – che causano degrado ambientale, le alghe spiaggiate di “Posidonia Oceanica” sono erroneamente considerate come tali.

Occorre sapere, invece, che questa “alga” è una vera e propria pianta, provvista di radici, fusto (detto “rizoma”) e foglie, che produce fiori e frutti, ed è presente in estesi banchi sottomarini, e talvolta forma delle vere e proprie praterie verdi.
Laddove essa cresce rigogliosa, è sinonimo di purezza e buona qualità delle acque.

Come tutte le piante, anche la “Posidonia” ha un ciclo vitale, e a causa del moto ondoso essa viene staccata dal fondale e arriva a depositarsi sulla battigia.

Nel periodo estivo – quando le nostre spiagge si popolano di vacanzieri – la presenza di quest’alga provoca sdegno, lamentele e denunce da parte di coloro che ne vorrebbero la rimozione al fine di trovare le spiagge “pulite”.

Nel corso delle escursioni guidate rientranti nel progetto “Scopri le Dune” effettuate dall’A.P.S. “Play your Place”, ai numerosi turisti e i bambini accompagnati nella conoscenza delle bellissime Dune di Campomarino di Maruggio (Ta), ci sforziamo di far comprendere loro l’importanza di questa alga: per contrastare l’erosione della costa, infatti, è necessario lasciare la posidonia spiaggiata sugli arenili in modo che possa mischiarsi e compattarsi con la sabbia, potendo, così, contrastare l’erosione dovuta alle mareggiate invernali.

Pazienza se l’acqua magari si intorbidisce, o i pezzi di posidonia ci si attaccano alle gambe prima di entrare a fare un bagno.
Possiamo sempre spostarci un pò più in là, lasciando che la natura faccia il suo corso.

L’anno successivo, tornando sulla stessa spiaggia, troveremo una linea di costa ricostruita e potremo godere appieno della sua bellezza.

Si potrebbe, certo, rimuovere temporaneamente l’alga e stiparla in cassoni appositi magari a monte della spiaggia, per poi rimetterla diligentemente al suo posto a fine stagione, ma ciò comporterebbe evidenti costi ed esborsi di denari pubblici che non sempre possono essere sostenibili.

C’è addirittura chi utilizza le “palle” di filamenti (fibre) di “Posidonia” come isolante termico, bioassorbenti di metalli pesanti da usare in edilizia, o come compost da impiegare in agricoltura.

Coloro che volessero approfondire la conoscenza di questa importante risorsa naturale, possono effettuare delle ricerche su Internet, e troveranno numerosi contributi scientifici.

Alla fine di questo articolo troverete qualche riferimento.

Concentriamoci, dunque, nel preoccuparci di tenere pulite le nostre spiagge dai rifiuti “umani”, impegnandoci nella raccolta e nel corretto conferimento, e lasciamo lì dov’è la preziosa “Posidonia”, che non ha mai fatto male a nessuno, anzi…

> Leggi il contributo “Posidonia oceanica (Linnaeus) Delile”

> Leggi l’articolo “Posidonia spiaggiata. Indice di degrado o di qualità ambientale?”

> Leggi il contributo “La rimozione della Posidonia dalle spiagge: conseguenze sulla stabilità dei litorali”

> Leggi il contributo “La rimozione della Posidonia oceanica dalle spiagge: conseguenze sulla stabilità dei litorali” 2

> Leggi il contributo “Manuale per la gestione sostenibile e il recupero dei residui spiaggiati di Posidonia”

> Leggi l’articolo “Le praterie a Posidonia oceanica: una risorsa per il Mediterraneo”

> Leggi l’articolo “Uso alternativo dei materiali naturali: la Posidonia”

Lo scorso 19 Maggio 2016 – nell’ambito del progetto “Scopri le Dune” a cura dell’A.P.S. “Play your Place” – si è svolta una passeggiata guidata sulle “Dune di Campomarino”, alla quale hanno partecipato gli alunni delle Classi Seconde della Scuola Elementare “Tommaso Del Bene”.

Pochi giorni fa abbiamo ricevuto un graditissimo regalo direttamente dal cuore sensibile di una bambina che ha assistito all’escursione.
È un meraviglioso opuscolo che vogliamo condividere con tutti voi, e che potete sfogliare on-line cliccando direttamente qui.

Si tratta degli appunti che la nostra piccola osservatrice ha preso nel corso della spiegazione: nelle pagine finemente decorate sono riportati i nomi della piante più diffuse sulla spiaggia, accompagnati da preziosi disegni fatti a mano sul posto.

Non ci sono parole per descrivere l’emozione che abbiamo provato nel ricevere questo prezioso e spontaneo omaggio: ci riempie il cuore di gioia, e ci fa comprendere che quando si semina curiosità si riesce sempre a raccogliere soddisfazione!

L’obiettivo che si intende perseguire con il progetto “Scopri le Dune” è quello di far conoscere ed apprezzare la natura presente sul nostro territorio, in modo guidato ed intelligente, sviluppando nel visitatore – piccolo o adulto, turisti o scuole – un senso educato di rispetto e di affetto.

Educare all’ambiente, conoscere “sul campo” i suoi delicati equilibri anche con i suoi problemi, i suoi paesaggi ed i suoi numerosi abitanti, sono per noi le migliori azioni per comprendere e rispettare il valore ed il significato della gestione attiva dell’ambiente.

Pierluigi Cervellati – noto architetto e urbanista – diceva che un territorio “stupisce ed istruisce”, sottolineando come lo stupore suscitato dalla visita “in loco” faccia nascere il desiderio di conoscere più approfonditamente la realtà che lo costituisce, le dinamiche che lo rendono vivo, l’origine dei suoni e dei colori che lo animano.

La nostra piccola maruggese è la dimostrazione evidente che tutto ciò corrisponde.

Cogliamo l’occasione per ricordare che è sempre possibile prenotare una passeggiata guidata sulle Dune di Campomarino.
Una nostra guida turistica abilitata vi accompagnerà alla scoperta dell’incantevole ecosistema, con approfondimenti botanici finalizzati al riconoscimento delle maggiori specie vegetali presenti sul litorale.
Per informazioni, potete contattare il num. 349.1971486

Informiamo, inoltre, che anche quest’anno – ad Agosto - torneranno gli appuntamenti fissi delle escursioni guidate pomeridiane sulle “Dune di Campomarino”, cui seguiranno le gustose degustazioni di vini e prodotti tipici.

Una formula già collaudata l’estate scorsa (e di così grande successo al punto da essere addirittura imitata), un modo per promuovere e valorizzare anche le eccellenze e i produttori del nostro territorio.

Ma per ulteriori dettagli, vi terremo informati in seguito.

> Leggi l’articolo “Alla scoperta delle Dune di Campomarino con i bambini delle Seconde Elementari di Maruggio (Ta)”

Siamo felici di comunicarvi che la Regione Puglia ha approvato PIN – Pugliesi Innovativi – la nuova iniziativa dell’Assessorato alle Politiche Giovanili che intende offrire ai giovani pugliesi occasioni di apprendimento in situazione attraverso la sperimentazione di progetti imprenditoriali ad alto potenziale di sviluppo locale nei seguenti ambiti:

- Innovazione culturale (es: valorizzazione del patrimonio ambientale, culturale e artistico; turismo; sviluppo sostenibile etc.)
- Innovazione tecnologica (es: innovazioni di prodotto e di processo; media e comunicazione; nuove tecnologie etc.)
- Innovazione sociale (es: servizi per favorire l’inclusione sociale, il miglioramento della qualità della vita, l’utilizzo di beni comuni etc.)

La misura è rivolta a gruppi informali di almeno due giovani residenti in Puglia, di età compresa tra i 18 e i 35 anni, che hanno un’idea imprenditoriale innovativa e vogliono svilupparla.

PIN supporta i progetti giovanili con:

- Un finanziamento di entità compresa tra 10.000 e 30.000 € a fondo perduto a copertura delle spese di gestione e degli investimenti del primo anno di attività;

- Una serie di servizi di supporto e rafforzamento delle competenze erogati dall’ARTI – Agenzia Regionale per la Tecnologia e l’Innovazione – e co-progettati con gli stessi giovani beneficiari.

Il bando funzionerà a sportello e ha una dotazione finanziaria pari a 10 milioni di euro, proveniente da fondi del P.O. Puglia 2014-2020 e del FSC, di cui 8 dedicati al finanziamento di progetti e 2 ai servizi di affiancamento e rafforzamento delle competenze dei partecipanti.

La presentazione delle candidature è interamente online, attraverso il sito pingiovani.regione.puglia.it.

I progetti dovranno essere presentati compilando il modello Canvas, utile a descrivere l’idea imprenditoriale con l’indicazione di azioni, risorse e soggetti chiave. La piattaforma sarà disponibile per la presentazione di candidature a partire dal 01/09/2016 e fino ad esaurimento delle risorse disponibili.

A breve partirà un tour di presentazione dell’iniziativa e organizzeremo incontri pubblici in giro per tutta la Puglia.

Questa estate fate frullare i vostri cervelli.

Fonte: “Bollenti Spiriti 2.0″

Con l’arrivo della primavera e della stagione estiva, il panorama del territorio di Maruggio e Campomarino è oggetto di deturpamenti ambientali: intorno ai contenitori stradali si accumulano quotidianamente rifiuti, che andrebbero invece conferiti in maniera più corretta.

I cittadini che quotidianamente si impegnano per il corretto conferimento dei loro rifiuti, sono – a ragione – infastiditi: il territorio è sporco e disordinato, e tutto l’impegno investito nella raccolta differenziata rischia di demotivare i più entusiasti.
I numeri, infatti, ci dicono che la maggioranza dei maruggesi raccoglie e separa in modo efficace i propri rifiuti.

Purtroppo ci sono ancora persone (poche, per fortuna) che non rispettando le regole del vivere civile, offuscano l’impegno di quei cittadini che stanno dimostrando un forte senso civico a favore dell’ambiente, della salute pubblica e del decoro del territorio.

Per contrastare l’indegna abitudine di abbandonare rifiuti ed oggetti ingombranti nelle campagne, si stanno adottando nuove strategie.

Saranno intensificati i controlli operati dal personale di Polizia Locale che – unitamente agli operatori della ditta incaricata per la raccolta dei rifiuti, che ogni giorno lavorano intensamente per raccogliere a mano i rifiuti abbandonati illegalmente e ripulire la sporcizia – effettueranno specifici servizi di vigilanza.

Verranno inoltre installate telecamere mobili in alcune zone che nel corso degli ultimi mesi sono state mete privilegiate degli incivili. Le telecamere verranno spostate periodicamente per tutelare il più possibile il territorio nella sua interezza.

La vergognosa situazione verrà, quindi, combattuta sanzionando chi non rispetta le regole.

Occorre, in ogni caso, lavorare sul piano culturale.

Studiando, ad esempio, un’efficace e periodica campagna di sensibilizzazione culturale a lungo termine, nella quale ci si appelli al senso civico della cittadinanza, e per informare i cittadini dei servizi messi a disposizione dalla ditta incaricata della raccolta dei rifiuti.

Le alternative esistenti all’abbandono – già attive sul territorio, ma forse non troppo conosciute – saranno certamente ben spiegate attraverso l’installazione di cartelli in prossimità delle aree più critiche caratterizzate dal maggior numero di abbandoni, ma si potrebbero anche stampare flyer e cartoline informative che potranno essere distribuite in modo mirato presso le sedi delle associazioni, a scuola, negli uffici pubblici, nei locali commerciali e in occasione di eventi ed iniziative pubbliche.

La campagna si potrebbe inoltre sostanziare anche uno spot da trasmettere sul web e sulle reti locali.

Si tratta quindi di responsabilizzare i cittadini, mostrando tante valide alternative ma soprattutto ricordando che l’abbandono di rifiuti fuori dai cassonetti (compresi i sacchi neri di rifiuto indifferenziato e le scatole di cartone) è un reato e che gli interventi effettuati per eliminare questi ingombri pesano ad ogni famiglia diverse centinaia di euro, a cui si devono sommare tutti i costi aggiuntivi.

I rifiuti abbandonati a bordo strada e intorno ai cassonetti non sono solo un problema estetico ed ecologico, ma anche un problema economico, perché comportano una spesa collettiva non indifferente.

Ma come si inquadra e come è sanzionato il reato di abbandono dei rifiuti?

Il reato di abbandono di rifiuti si materializza qualora vengano rinvenuti cumuli di materiale in stato di degrado e abbandono, sia in aree pubbliche che private.
La fattispecie trova sanzione all’art. 255 del D. Lgs 152/06: chiunque abbandona o deposita rifiuti ovvero li mette nelle acque superficiali o sotterranee è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 105 a 620 euro.

Se l’abbandono di rifiuti sul suolo riguarda rifiuti non pericolosi e non ingombranti si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da venticinque euro a centocinquanta euro.

Inoltre, il colpevole dell’abbandono di rifiuti ʺè tenuto a procedere alla rimozione, all’avvio a recupero e allo smaltimento dei rifiuti e al ripristino dei luoghiʺ. Lo stesso obbligo ricade sul proprietario o conduttore dell’area.

Il Sindaco ʺdispone con ordinanza le operazioni a tal fine necessarie ed il termine entro cui provvedereʺ. Se il colpevole ʺnon ottempera all’ordinanza, è punito con l’arresto fino a un annoʺ.

Elemento caratterizzante dell’abbandono è l’occasionalità dell’evento.

Quando la condotta diventa reiterata e conseguente ad un’attività organizzata non si ha semplicemente abbandono, ma si realizza una discarica abusiva. Cioè quando i rifiuti vengano accumulati in un’area trasformata di fatto in deposito degli stessi, mediante una condotta ripetuta, consistente nell’abbandono – per un tempo considerevole e comunque non determinato – di una notevole quantità, che occupa uno spazio cospicuo. E, si badi, la provvisorietà e lo stoccaggio in attesa di un trasferimento, da attuare in tempi lunghi, non escludono la sussistenza dell’illecito.

In ogni caso siamo tutti diversamente chiamati a prenderci cura del nostro territorio, perchè è la nostra casa, e al pari di essa bisogna tenerlo in ordine.

E occorre che tutti insieme si comprenda il valore del Bene Comune e il rispetto del patrimonio materiale del luogo in cui viviamo, e ci si sforzi di essere d’esempio anche per i più giovani, nelle cui mani abbiamo il dovere – come diceva Baden-Powell, fondatore dello scoutismo – di “lasciare un mondo più pulito di come l’abbiamo trovato”.

“La vecchia politica non funziona più. Il paradigma tradizionale della concentrazione del potere e della sua gestione dall’alto è andato in frantumi. Lo Stato e il Partito non sono più sovrani e la società ha imparato a operare in autonomia, come un’immensa rete di scambi che innescano creativi processi di trasformazione. Se la politica vuole recuperare un ruolo efficace deve tradursi in dispositivo che aiuta le persone a condividere una comune visione di futuro, valorizzando il loro capitale di energie e competenze, passioni e tempo. La politica generativa supera la vecchia concezione del potere gestito dall’alto, per liberare le diffuse competenze ed energie della società”.

È così che Guglielmo Minervini (consigliere regionale in Puglia, già sindaco di Molfetta dal 1994 al 2000 e assessore alle Politiche Giovanili, allo Sport e alla Trasparenza nei governi Vendola dal 2005 al 2015) immagina la “politica generativa”, come una piattaforma in grado di attivare il cambiamento.
Di questo si parlerà nella presentazione del suo libro – edito da Carocci editore – Giovedì 16 Giugno alle ore 18.00, presso il Giardino di Palazzo Caniglia (Biblioteca Comunale) a Maruggio (Ta), in un’iniziativa a cura dell’A.P.S. “Play your place. Il luogo in gioco”, patrocinata dal Comune di Maruggio.

La fiducia che porta a sperimentare nuove pratiche di comunità, sarà il filo conduttore della serata cui parteciperà l’autore, e che sarà coordinata dal giovane Danilo Chiego; interverranno Aldo Summa (dell’A.P.S. “Play your Place”) e Marianna Pozzulo, portavoce di “Bentornati al Sud”, gruppo nato per mappare, raccontare e fare rete tra chi torna al Sud.

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