La Convenzione sui Diritti dell’Infanzia compie 25 anni

Ogni bambino ha diritti, uguali per tutti, indipendentemente da dove cresce. Dalla sua entrata in vigore il 20 novembre 1989, la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia è stata ratificata da quasi tutti gli Stati, ponendo così le basi per un mondo più a misura di bambino. L’UNICEF è menzionato esplicitamente all’interno della Convenzione e con l’aiuto di persone come voi aiuta ad attuare i diritti dell’infanzia.

In questi venticinque anni, il tasso di mortalità infantile mondiale si è dimezzato e l’accesso all’istruzione scolastica è migliorato. Restano però milioni i bambini esclusi da ogni forma di progresso e in molti paesi le disparità sono addirittura in aumento. In questo anniversario così importante, aiutate l’UNICEF a garantire a ogni bambino i suoi diritti alla vita, all’istruzione, alla protezione e alla partecipazione.

Per creare una base giuridicamente valida per tutti i bambini, nel 1989 è stata redatta la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia. Essa comprende 54 articoli sui temi della vita, della protezione e dello sviluppo, e si basa sui principi della non discriminazione, del benessere e dell’ascolto del bambino.

Tutti gli Stati tranne gli USA, la Somalia e il Sud Sudan hanno ratificato questo trattato internazionale che li obbliga ad adottare provvedimenti giuridici per la tutela dei diritti dei bambini.

Una nuova prospettiva sull’infanzia

La Convenzione ha mutato il modo di vedere i bambini. Per la prima volta, l’infanzia è stata definita come un’età protetta. I bambini vengono considerati individui a pieno titolo, con opinioni proprie che hanno il diritto di esprimere. Quando c’è da prendere una decisione che influisce sul loro avvenire (p.es. il divorzio dei genitori), hanno diritto a essere ascoltati e a dare il loro avviso, tenendo conto della loro età.

Vita e sviluppo
Da una prospettiva globale, i maggiori progressi sono stati compiuti in Africa e in Asia nell’ambito del diritto alla vita e allo sviluppo:

  • il numero di bambini che muoiono prima dei cinque anni è calato da 12,5 a 6,6 milioni (1990-2012);
  • dal 1990, i casi di denutrizione tra i minori di cinque anni sono diminuiti sensibilmente in tutte le regioni in sviluppo;
  • in sette paesi africani, le infezioni da HIV si sono ridotte di almeno il 25 per cento;
  • i decessi causati dal morbillo sono calati del 74 per cento grazie alle vaccinazioni;
  • il 91 per cento dei bambini frequenta oggi la scuola elementare;
  • le pari opportunità nell’istruzione di base sono sensibilmente migliorate: vanno a scuola l’90 per cento delle femmine e il 92 per cento dei maschi.

Protezione dell’infanzia
Si stima che tra i cinquecento milioni e il miliardo e mezzo di bambini sono vittime di abusi, sfruttamento, abbandono o discriminazioni. I dati sommersi sono elevati e i progressi lenti:

  • 150 milioni di bambini devono lavorare;
  • 125 milioni di bambine e donne subiscono mutilazioni genitali;
  • 230 milioni di bambini sotto i cinque anni non vengono registrati;
  • oltre 67 milioni di ragazze tra i 20 e i 24 anni sono state date in sposa prima dei diciott’anni;
  • oltre un miliardo di bambini vive in zone colpite da conflitti armati.

In occasione del ventesimo anniversario della Convenzione dell’ONU sui Diritti dell’Infanzia, l’UNICEF ha pubblicato una serie speciale di rapporti sulla situazione dell’infanzia nel mondo, con retroscena e prospettive d’avvenire.

> Visita il sito dell’UNICEF

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