Il Comune di Maruggio aderisce alla “Città amica delle bambine, dei bambini e degli adolescenti” dell’Unicef

Nel corso del Consiglio Comunale del 23 Marzo 2015, il Comune di Maruggio ha aderito – all’unanimità – al programma UNICEF “Città amiche delle bambine, dei bambini e degli adolescenti”.

L’idea di pensare e progettare la città “con” e “per” i bambini si inserisce in quel fermento culturale e legislativo che – negli ultimi trent’anni – ha elaborato indirizzi, linee guida, convenzioni e leggi tali da far passare il bambino da oggetto di tutela a cittadino, con i medesimi diritti degli adulti.

A livello internazionale, il più importante documento che ha ispirato la strategia delle “Città sostenibili amiche delle bambine e dei bambini” – e che fa da sfondo alle iniziative locali e nazionali, delle associazioni e dei governi per promuovere un ambiente a misura dell’infanzia – è stata la “Convenzione dei Diritti dell’Infanzia dell’ONU”, del 1989 (ratificata dall’Italia con la Legge n. 176/1991, cui è seguita la Legge n. 285/97 recante “Disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per l’infanzia e l’adolescenza”).

A livello nazionale il Ministero dell’Ambiente ha promosso il progetto “Città sostenibili delle bambini e dei bambini” con l’obiettivo di avviare nelle città interventi a favore dell’infanzia sulla base delle indicazioni e degli impegni internazionali.

Il Comune di Maruggio ha raccolto la sfida di pensare, progettare e rendere più vivibile il contesto cittadino, assumendo il bambino come indicatore del benessere di una comunità.

La prima e più importante scelta da farsi è quella di attribuire ai bambini il ruolo da protagonisti, dare loro la parola (così come stabilito dall’art. 12 della Convenzione ONU), permettere loro di esprimere un parere e mettere gli adulti nell’atteggiamento dell’ascolto.

Far parlare i bambini non significa chiedere loro di risolvere i problemi della città che noi adulti abbiamo generato, ma significa imparare a tener conto delle loro idee e delle loro proposte, perché i bambini sono competenti.

Di fatto, assumendo il bambino come metro di misura per qualsiasi scelta che abbia a che fare con la vita cittadina, si garantiscono i diritti di tutti quelle categorie cosiddette deboli. Nel sostituire il cittadino medio, adulto, maschio e lavoratore con il bambino, un’Amministrazione Comunale abbassa l’ottica fino all’altezza dei piccoli, per non perdere nessuno.

Si tratta di accettare la diversità che il bambino porta con sé a garanzia di tutte le diversità.
Chi è capace di tener conto delle necessità dei bambini automaticamente sta andando incontro alle necessità dell’anziano, del disabile, della donna o dell’extracomunitario.

Tra le esperienze proposte per la realizzazione di una “Città dei Bambini” c’è sicuramente il “Consiglio Comunale dei Ragazzi” (inserito recentemente nello Statuto del Comune di Maruggio), che va organizzato e gestito in maniera attenta e competente, se si vuole che esso sia costruttivo e raggiunga gli obiettivi auspicati, evitando di adottare esclusivamente modalità e atteggiamenti imitativi dei Consigli degli adulti (come l’enfasi sulle candidature, le elezioni, le votazioni ecc.).

Un altro modo per coinvolgere i bambini nella vita della città è quello di tenere presente il contributo progettuale che essi possono offrire attraverso le loro idee sui vari problemi.
È chiaro che invitare i bambini a progettare spazi e strutture della città non significa delegare loro il compito della progettazione esecutiva, ma l’esperienza progettuale dei bambini rappresenta un modo per avvicinarli alla partecipazione attiva.

Pertanto  – d’ora in poi – bisognerà interpellare – con i metodi e le tecniche più opportune e consolidate – i bambini e i ragazzi nelle scelte che li riguardano, e ogni qualvolta si deciderà di progettare un’opera pubblica, di riqualificare uno spazio collettivo, un’area da destinare a verde, un giardino scolastico, e ci si deve adoperare affinché i piccoli cittadini maruggesi possano dare il proprio contributo, perché in qualità di primi fruitori di questo luoghi, essi sono in grado di fornire utili indicazioni ai progettisti, e perché vedendo concretizzarsi l’opera in base ai loro desideri, essi possano sviluppare un senso di appartenenza più forte e un maggiore rispetto del Bene Comune.

Per il raggiungimento di questi obiettivi, bisognerà agire in stretta collaborazione con tutti quegli Enti pubblici (come la Scuola) e tutte quelle Associazioni locali che si dedicano all’educazione dei più piccoli (dotate di know-how ed esperienze comprovate nel campo della didattica).

Operando in questo modo, nella costruzione di un ambiente urbano più sostenibile e nella crescita di una comunità più cooperante, si potrà contare sul contributo di “grandi” collaboratori: i “piccoli” maruggesi!

> Leggi e scarica il documento UNICEF “Costruire Città amiche delle bambine e dei bambini – I nove passi per l’azione”  

Leggi e scarica il dossier illustrato “In viaggio con la PIMPA alla scoperta dei dititti delle bambine e dei bambini

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