Ecomusei, paesaggi e… Le comunità si riscoprono

È un “libro militante, bilancio di una lunga esperienza sul campo”, il lavoro di Francesco Baratti per la Nuova serie di architettura edita da FrancoAngeli. Con l’intensità di un diario di bordo e il rigore di una pubblicazione scientifica, l’autore racconta dieci anni di fruttuoso lavoro sulla riqualificazione dei paesaggi culturali del Salento, nell’ambito del progetto sperimentale Sesa (Sistema Ecomuseale del Salento).

La riscoperta attiva del proprio passato e il diritto/dovere alla qualità dell’ambiente in cui si vive, sono i principi intorno ai quali si sono sviluppati i laboratori ecomuseali. Coinvolgendo in prima persona i cittadini, come illustra l’architetto Baratti, si sono avviati una serie di “cantieri”, animati dal tentativo di restituire alle comunità la propria identità, di proteggere e diffondere la cultura locale, riscoprendo gli antichi saperi e i mestieri di una volta.

Ed ecco sorgere ad Acquarica di Lecce l’Ecomuseo dedicato ai “paesaggi di pietra”, a Botrugno un Ecomuseo urbano, mentre si valorizzano il Capo di Leuca e le “Serre Salentine” a Neviano.

L’archeologia riveste un ruolo di primaria importanza nel progetto Sesa, che ha visto collaborare costantemente l’architetto Baratti con l’Università del Salento e, in particolare, con il professor Francesco D’Andria. Nella presentazione al volume, infatti, il preside della Scuola di specializzazione in archeologia “Dino Adamesteanu” introduce anche le esperienze ecomuseali, internazionalmente note, del Parco dei Guerrieri di Vaste, del Museo Diffuso di Cavallino e del Museo Diffuso Castello di Alceste di San Vito dei Normanni. A corredo del volume si trovano, infine, le colorate Mappe di comunità e l’originale Manifesto del Paesaggio di Neviano.

Fonte: “quiSalento”, Novembre 2012

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