Storia e profilo dell’Ordine degli Ospitalieri, poi Ordine di Malta

Manca esattamente un mese al 2 Ottobre 2016, giorno in cui andrà in scena la prima edizione di “Attacco a Maruggio”, l’evento organizzato dalla “Pro Loco Maruggio” (con il patrocinio del Comune di Maruggio, media partner “La Voce di Maruggio”) nell’ambito del progetto “Sulle orme dei Cavalieri Crociati in Terra di Maruggio”.

Si tratta di una rievocazione storica nel ricordo dell’attacco dei Turchi alla Commenda Magistrale dei Cavalieri di Malta – possidenti di Maruggio – avvenuto il 13 Giugno 1637.
Il canovaccio della rievocazione affonda le sue ragioni storiche nelle pagine del libro di Tonino Filomena (coautore Cosimo E. Marseglia) dal titolo, appunto, “Attacco a Maruggio: 13 giugno 1637 – Cronaca di una giornata di pirateria turca nel contesto politico – sociale europeo”.

Per conoscere più da vicino questi nostri antenati, iniziamo oggi una serie di approfondimenti tematici, per giungere alla data dell’evento più preparati e meglio informati.

L’Ordine degli Ospitalieri ha antiche origini, antecedenti alla spedizione crociata. Infatti il nome stesso dell’ordine deriva dallo “spedale” dei pellegrini cristiani, eretto dai mercanti Amalfitani negli anni cordiali di Carlo Magno – Imperatore dei Paladini – e di Harun – Califfo delle Mille e una Notte – quando in Terrasanta i cristiani ed i musulmani si tolleravano.

Scopo dello “spedale” era chiaramente quello di accogliere i pellegrini malmessi dopo il lungo e difficile viaggio. Successivamente il fine mutò, in parte, ed i Cavalieri Ospitalieri parteciparono anche alle azioni di guerra, affianco ai Templari, in difesa dei territori conquistati nella Prima Crociata.

Non a caso il simbolo dell’Ordine è una croce ad otto punte, proprio come la croce Amalfitana.

Le sue 8 punte possono simboleggiare le Beatitudini che Gesù pronunciò nel discorso della montagna, oppure alcune importanti virtù cristiane: lealtà, pietà, franchezza, coraggio, gloria ed onore, disprezzo per la morte, solidarietà verso i poveri ed i malati, rispetto per la Chiesa.
Ma possono anche rappresentare le 8 nazionalità di provenienza dei Cavalieri di San Giovanni oppure gli 8 princìpi che dovevano rispettare gli antichi cavalieri: spiritualità, semplicità, umiltà, compassione, giustizia, misericordia, sincerità, sopportazione.

L’Ordine Ospitaliero di San Giovanni in Gerusalemme (successivamente noto come Ordine di San Giovanni) fu costituito da Fra Gerardo Sasso, reggente dell’ospedale e chiesa amalfitani già dal 1099. L’Ordine fu ufficialmente approvato da Papa Pasquale II nel 1113.

Le vesti originarie erano quelle benedettine (tunica nera). Ottenuto il riconoscimento ufficiale, gli ospitalieri aggiunsero il mantello – ancora nero – e la croce bianca ad otto punte (amalfitana) apposta nel petto, dalla parte del cuore.

Lo stendardo, invece, era rosso con una croce bianca lineare. Successivamente, anche le vesti divennero rosse (periodo in cui l’Ordine era noto come Ordine di San Giovanni).

Già nel 1130 Papa Innocenzo II decretò “che la Religione in guerra portasse uno stendardo con croce bianca in campo rosso”. Nel XIII secolo l’uso della croce latina si diffonde nell’Ordine. La bolla di Papa Alessandro IV del 1259 permette ai Cavalieri l’uso in guerra di una sopravveste rossa a croce latina bianca.

Insieme agli altri monaci crociati, i cavalieri combatterono con eroismo. Dopo la ritrovata unione politica e religiosa maomettana, il Krak dei Cavalieri, la più importante fortezza cristiana in Terrasanta, presidiata dai Cavalieri Ospitalieri, cede a Baibars nel 1271. Successivamente cede San Giovanni d’Acri. Ciò mette fine all’avventura in Terrasanta dei Cavalieri di San Giovanni in Gerusalemme, costretti a fuggire a Cipro.

Riorganizzatisi a Cipro, i cavalieri partono alla conquista di Rodi, che avviene nel 1308. Da questo momento i Cavalieri di San Giovanni in Gerusalemme vengono anche detti di Rodi.
A Cipro, l’Ordine scopre la sua vocazione marinara, diventando presto una temibile potenza navale, che inflisse duri colpi all’invadenza islamica, scacciando i musulmani dal Mediterraneo orientale. Da questo momento lo stendardo della cavalleria diventa la bandiera delle navi, e lo rimarrà per ben sei secoli.

Nel 1552 (il 18 dicembre), dopo secoli di battaglie, di tentativi di sbarco e di assedi respinti, i cavalieri furono costretti poi a lasciare Rodi, occupata dai turchi ottomani di Solimano I, e rimasero senza patria fino al 1530.
Infine Gran Maestro Fra Lisle-Adam, che intende continuare nella lotta di difesa dalle invasioni islamiche, chiede l’ intervento di Papa Clemente VII sull’Imperatore Carlo V, nella sua qualità di Re di Sicilia. Questi finisce col concedere all’Ordine dei Cavalieri di San Giovanni in Gerusalemme e di Rodi l’isola di Malta, con Gozo e Tripoli.

Il simbolo di Malta – la croce ad otto punte bianca in campo rosso – è legato indissolubilmente all’ordine di San Giovanni, che dalla venuta nell’isola divenne il “Sovrano Militare Ordine Gerosolimitano di Malta”.

Le vesti tornarono nere con lo stendardo ancora rosso, bianco crociato.

Le agili galee dell’Ordine condurranno la guerra da corsa contro i Turchi. Nel 1564 Solimano ordinò che si distruggesse quel “nido di vipere”, capace, da uno “scoglio” del mediterraneo, di offendere e colpire il vasto impero degli Osmanlì”.

Tutto l’ Islam, in armi, sviluppò l’offesa contro Malta. I Cavalieri, sempre più estenuati e decimati ributtarono attacchi su attacchi e, come nel 1480, da soli, sconfiggono l’immenso impero degli Osmanlì.

Nel 1571, l’Ordine di Malta fa parte della potente Lega fra Spagna, Venezia, il Pontefice, il Duca di Savoia, il Granduca di Toscana, Genova, e il Regno di Sicilia, che affrontò vittoriosamente a Lepanto, sotto la guida di Giovanni d’Austria, l’armata turca, comandata da Alì Pascià.

Fu Napoleone che, infrangendo la “neutralità dell’Ordine”, attaccò l’isola, inducendo alla resa i Cavalieri, che, ligi alla vecchia regola dell’Ordine, che vietava loro di impugnare le armi contro altri cristiani, non reagirono e lasciarono che la Storia voltasse pagina.

Dalla caduta di Malta l’Ordine è stato spesso travagliato da crisi di identità, e si è grandemente mutato nella sua forma esteriore, dovendosi adeguare alle mutate esigenze dei tempi.

L’attuale “Sovrano Militare Ordine di Malta”, con sede a Roma, proviene sostanzialmente dal Priorato di Russia, formatosi dopo la resa di Malta, che, militaristi convinti, ritennero “resa ingloriosa”.
Attualmente l’Ordine è tornato alla sua antica vocazione assistenziale, ed affronta nuovamente la lotta contro le malattie, la miseria, l’ ignoranza ed il disordine morale attraverso numerosi opedali sparsi nel mondo.

Autore articolo: Gian Luca Todini
Fonte: “Il Portale Medievale”

> Guarda anche il sito “Cavalieri di Malta”

> Consulta il sito “Biblioteca Melitense”

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