Presentati alle Scuole i nuovi progetti educativi di “Play your Place”

In occasione dell’avvio del nuovo anno scolastico, l’A.P.S. “Play your Place”– da sempre impegnata nella didattica e nell’accompagnamento intellettuale dei più piccoli – ha presentato a Maruggio e in altri istituti scolastici della provincia alcuni nuovi progetti educativi, con l’auspicio che essi possano essere inseriti nella programmazione ordinaria.

Con metodi e strumenti sempre nuovi, da molti anni “Play your Place” si dedica con passione all’organizzazione di percorsi formativi legati ai temi della conoscenza del territorio, della sensibilizzazione ambientale e della cittadinanza attiva, che puntano allo sviluppo delle competenze e alla crescita culturale delle nuove generazioni.

Di seguito i progetti didattici proposti alle scuole per l’anno scolastico 2016/2017.

Il progetto “I Santi sui muri. Censimento partecipato delle edicole votive di Maruggio” intende promuovere l’arte come strumento di conoscenza del patrimonio storico artistico e culturale locale.

La storia di un paese non passa solo attraverso l’arte “maggiore” – quella di grandi pittori dai pennelli formidabili o dai bravi architetti dall’ingegno raffinato – ma anche da tante piccole forme di arte popolare che con semplicità e bellezza sanno cogliere i tanti aspetti della vita quotidiana.

Rientrano a pieno titolo in questa categoria le edicole votive edificate da privati cittadini in segno di devozione e riconoscenza verso i Santi. Conoscere, rispettare e recuperare queste edicole è un dovere di tutti i cittadini.

Il progetto si pone l’obiettivo di operare il censimento, il rilevamento fotografico e la schedatura delle edicole religiose. I protagonisti di questa ricerca saranno gli studenti che condurranno in tutta l’area urbana (e possibilmente nel territorio rurale), un’indagine conoscitiva sulle edicole sacre, sia di quelle pregevoli che di quelle di scarso valore artistico, ma tutte comunque espressione di una forte e radicata spiritualità, quella stessa che nei secoli ha costituito la pietas popolare.

Le correnti migratorie di questi anni verso i paesi industrializzati (Italia compresa) fanno parte di un processo storico che si ripete ciclicamente, e di conseguenza destinato a non esaurirsi rapidamente. Ne consegue una progressiva trasformazione della nostra società in una realtà multiculturale e questo sta obbligando ciascuno di noi a misurarsi con il problema della diversità.

Tuttavia il fenomeno migratorio – che rappresenta di per sé un’opportunità di arricchimento – è troppo spesso accompagnato da campagne mediatiche che promuovono la paura ed il sospetto per tutte le diversità, diffondendo messaggi che stigmatizzano intere popolazioni sulla base di comportamenti individuali.

Il principale obiettivo educativo che si prefigge il progetto “A scuola nessuno è straniero. Primo approccio alla multiculturalità” è quello di avviare gli alunni all’educazione interculturale per stimolarli all’accettazione e al rispetto reciproco e cioè educarli al rapporto con gli altri aiutandoli a scoprire l’“altro” in quanto valore, risorsa, diritto e possibilità di crescita indipendentemente dalla nazionalità, razza, sesso, colore, religione, opinione politica, ecc. che sono le basi essenziali per un’educazione alla pace.

Il valore principale del progetto è quello di aver iniziare un processo di sensibilizzazione che a lungo termine potrebbe contribuire a mutare gli atteggiamenti di intolleranza di un’intera generazione, a smorzare la diffidenza verso il “diverso” e promuovere una maggior comprensione della ricchezza intrinseca nei processi di incontro e scambio fra persone di origini e culture diverse.

“Vivi responsabile. I bambini abitano, consumano e si muovono sostenibile” è un percorso partecipato che coinvolge un gruppo di bambini e le loro famiglie, nello sperimentare insieme l’ecologia in città, approfondendo il tema dell’educazione ambientale, sviluppando comportamenti individuali e collettivi per vivere sostenibile e diffondendo nuovi stili di vita.

I temi approfonditi nel corso delle attività e degli eventi previsti sono quello dell’abitare responsabile, del muoversi sostenibile in città e del consumare in maniera consapevole.

“Vivi Responsabile” non è un percorso di formazione tradizionale sui temi della sostenibilità, o un ciclo di incontri per trasmettere “contenuti esperti” sullo sviluppo sostenibile, ma è il tentativo di innescare un movimento culturale dal basso che coinvolge direttamente i bambini, i ragazzi e le loro famiglie che giornalmente contribuiscono all’equilibrio sostenibile della nostra città.

Un percorso in-formativo che pone l’attenzione sulla conoscenza degli impatti locali e globali che derivano da alcune scelte individuali insostenibili (spostamenti da casa a scuola in automobile anche per pochi metri, acquisti di prodotti nocivi per la propria salute e per l’ambiente, dispendio inutile di energia domestica, aumento nella produzione di rifiuti domestici, raccolta differenziata effettuata non correttamente, ecc.) e a sperimentare concretamente l’acquisizione di nuove abitudini, di diversi modi di consumare e di scelte personali e/o collettive sempre più consapevoli e informate.

In questi ultimi anni si sta ponendo con sempre maggiore urgenza il problema dell’aumento del traffico automobilistico nelle aree urbane con effetti negativi sulla sicurezza stradale, sulla qualità della vita delle persone e sull’ambiente.

Per affrontare questi problemi sono stati introdotti modelli di mobilità sostenibile finalizzati a garantire, fra le altre cose, la sicurezza stradale, la salvaguardia della salute umana, il rispetto e l’integrità dell’ambiente.

Il progetto “A scuola da soli”. Progetto di percorsi casa / scuola in sicurezza, a piedi o in bicicletta” si propone, pertanto, di individuare modelli di mobilità alternativi al caotico, solitario e nocivo (per la salute di tutti) utilizzo eccessivo dell’automobile privata, soprattutto per gli spostamenti da casa a scuola, sviluppando la capacità di spostamento autonomo e sicuro dei bambini e dei ragazzi, sperimentando il cosiddetto “Pedibus”, un “autobus” fatto di bambini, genitori, volontari che si muove a piedi per coprire la distanza che separa le proprie case dalla scuola.

Il progetto di educazione stradale “A scuola da soli” propone al territorio di lavorare attraverso la metodologia della progettazione partecipata che, tra le tante forme di collaborazione tra amministratori e cittadini, è quella che maggiormente consente di affrontare i problemi della città nella prospettiva di diffondere responsabilità civica e cultura della sostenibilità.

In una scuola, il parco/giardino deve essere considerato un “ambiente educativo” all’aperto e non uno spazio esterno grande, anonimo, vuoto e piatto, dove i bambini possono semplicemente sfogarsi, dove regna la confusione, la dispersione, l’agitazione e la noia.
Per arricchirlo, non è sufficiente collocare una serie di attrezzature, altrimenti lo si trasformerebbe banalmente in una palestra all’aperto.

Il concetto di progettazione partecipata che sottende alla proposta didattica “Progetta il tuo parco. Itinerario didattico di progettazione partecipata”, si fonda sulla convinzione che un luogo appartenga prima di tutto a chi lo abita e lo utilizza, e non solo a chi lo realizza. È dall’ascolto della varie esigenze, dall’incontro dei diversi bisogni, dalla negoziazione delle divergenze che può scaturire il nuovo disegno dei luoghi e degli spazi che, oltre che piacevoli, devono essere accoglienti, vivibili, stimolanti, coinvolgenti.

Le proposte di riqualificazione che verranno fuori dal processo partecipativo conterranno utilissime informazioni ai progettisti, indicando bisogni e aspettative di coloro che conoscono perfettamente lo spazio in questione..
Quando un progetto di riqualificazione vede la partecipazione e il coinvolgimento dei bambini (e più in generale degli abitanti) ha maggiori possibilità di successo: dove infatti si sviluppa un’interazione tra la comunità e lo spazio, aumenta il senso di appartenenza.

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