“L’ultimo temporale”, il documentario

La civiltà irrompe nel mondo plasmando il paesaggio; l’uomo scrive la storia e così la subisce.

“L’ultimo temporale” è il racconto di un territorio in cui storia, cultura e paesaggio si sono intrecciati e stratificati nei secoli. Partendo dalla bellezza panteistica, passando attraverso le attività umane che ne modificano la visione, si approda a un mondo complesso dove l’uomo si misura costantemente con l’incedere, visibile, del tempo.

Tra le campagne del Salento il paesaggio naturale dialoga con quello antropico; corsi d’acqua e prati rocciosi disegnano il contorno, le torri costiere affacciate sul Mar Ionio, le rovine delle antiche città messapiche e i centri storici dei piccoli comuni diventano testimoni di una storia che ha forgiato e modellato la cultura dei luoghi.

Un racconto scandito da elementi etnografici che svelano una tensione costante tra uomo e universo: la domesticazione delle piante quale primo atto antropico, l’artigianato e l’evoluzione della tecnica; la struttura geologica del territorio e l’evoluzione delle sue architetture; l’iconografia dell’arte sacra e la festa religiosa col suo simbolismo mitico-rituale; il gioco visto come momento liberatorio e la tecnologia quale ultimo atto temporale.

Scorci di un paesaggio negato dai limiti della nostra civiltà tracciano una parabola che avvolge le nostre esistenze, dove la crisi della presenza si manifesta ciclicamente, ogni volta con una nuova risoluzione.

Un documentario diretto da Tommaso Faggiano con musiche di Enzo Fina, realizzato nell’ambito del progetto “Folk in Tour” a cura di Fluxus Cooperativa, finanziato dal SAC Arneo e Costa dei Ginepri e girato nei comuni di Arnesano, Avetrana, Carmiano, Campi Salentina, Copertino, Galatina, Galatone, Guagnano, Leverano, Manduria, Nardò, Porto Cesareo, Salice Salentino e Veglie.

Fonte: “Luoghi e visioni”

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