Una domenica sulle tracce del tristemente famoso “Campo della fame” di Taranto

Come ogni domenica mattina, ci ritroviamo al bar per un caffè e per organizzarci con le auto per la nostra escursione. La nostra meta non è lontana, la periferia di Taranto, vicino al quartiere Paolo VI .

La scelta del luogo non è casuale: nel “Giorno della memoria”, gli organizzatori (l’A.S.D. “Terra Nostra” di Sava (Ta), l’A.P.S. “Play your Place Il luogo in gioco”di Maruggio (Ta) e l’Archeoclub di Carosino e dei territori del Mesochorum) hanno pensato bene a farci conoscere un posto dove è stata scritta una pagina della nostra storia recente.
Nel campo S. (o di S.Andrea), alla fine della seconda guerra mondiale, vennero nuovamente “imprigionati” migliaia di reduci dagli inglesi, che sostavano in quel campo, tra fame stenti e freddo, in attesa di poter finalmente tornare a casa.

Angelo Campo e Aldo Summa (storici ed esperti conoscitori del nostro territorio) hanno raccolto tante testimonianze documentate riguardanti quel periodo. Abbiamo anche appreso la generosità dei tarantini nell’aiutare quei poveri soldati. Ci siamo commossi ed emozionati nell’apprendere questa triste storia che tanti di noi non conoscevano.

Dopo la consueta “pausa pranzo”, e ripresa la nostra camminata, verso quel che resta dell’antica Masseria Caselle: solo ruderi, purtroppo pero’ ci fanno capire la sua maestosa imponenza, in un territorio brullo, una macchia mediterranea rada e pietrosa, con qua e là qualche pezzo di terra coltivata.

La nostra escursione finisce, lasciandoci dentro nuove emozioni, perchè è bene ricordare ciò che hanno vissuto i nostri “non” lontani parenti, per poter apprezzare al meglio quel che noi fortunati abbiamo adesso.

Autore articolo: Maria Soloperto

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