Biotestamento, tra ragione e fede: se n’è parlato ieri a Maruggio

In una sala gremita di persone interessate, si è svolto ieri sera l’incontro di approfondimento dal titolo “Il testamento biologico, tra scienza e carità”, organizzato dall’A.P.S. “Play your Place” e dall’Associazione culturale “Terra dei Cavalieri di Malta”, con il patrocinio del Comune di Maruggio (Ta).

Negli ultimi tempi si è sentito più volte parlare di biotestamento, testamento biologico, fine vita, e dopo un acceso dibattito che ha diviso le coscienze di moltissimi – tra laici e cattolici – e a seguito di un iter piuttosto travagliato, il testamento biologico ha ricevuto l’ok del Parlamento.

La legge ribadisce il principio per cui nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata, tranne che nei casi espressamente previsti dalla legge.

Il cuore della legge è l’introduzione della disciplina delle DAT – Disposizioni Anticipate di Trattamento – con le quali le persone possono dare indicazioni sui trattamenti sanitari da ricevere o da rifiutare nei casi in cui si trovassero in condizioni di incapacità.

Senza entrare nei dettagli della legge, e senza neanche propendere per l’uno e per l’altro approccio, rispettando le sensibilità di ognuno, ieri sera – con l’aiuto del prof. Cava (biologo ed esperto di bioetica) – sono state delineate le posizioni che dall’antichità ai giorni nostri sono state alla base del dibattito sull’argomento.

Poi ciascuno liberamente, avrà avuto modo di farsi un’opinione al proposito.

 

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