Colorare le foto e le cartoline d’epoca, con la tecnica della fotocromia? Ora si può

Esistono molti esempi di foto  e cartoline a colori realizzate con la tecnica della fotocromia in grado di mostrarci con una certa precisione l’antico aspetto di molte città.

La tecnica della fotocromia veniva utilizzata per colorare i negativi in bianco e nero, un complicato processo che nacque in Svizzera alla fine dell’800 e fu utilizzato sino agli anni ’70 del secolo scorso. La realizzazione di queste stampe prevedeva l’utilizzo di diverse pietre litografiche (fino a 16) e sostanze chimiche in grado di mostrare, alla fine del processo, una versione a colori dell’immagine in bianco e nero.

La tecnica ebbe una grande diffusione e fu utilizzata principalmente per realizzare cartoline e stampe che venivano vendute per essere spedite come souvenir.

Con l’avvento del Kodachrome e Agfacolor negli anni ’30 la fotocromia divenne completamente obsoleta, e venne progressivamente abbandonata. Oggi ci rimangono alcuni scorci di città ed epoche che non esistono più, fotografie di un mondo antico ormai scomparso nei decenni passati.

Algorithmia” (una società specializzata nello sviluppo di algoritmi di vario tipo soprattutto per la gestione delle immagini), ha messo a disposizione uno strumento per colorare le vecchie fotografie in bianco e nero (colorizzare, per gli addetti al mestiere).
Per usarlo è sufficiente inserire un link o caricare online una vecchia foto o una cartolina, e attendere che il sistema aggiunga i colori: l’immagine risultante può essere salvata sul proprio computer, sia nella versione completamente colorizzata o in quella comparativa.

> Visita il sito “Algorithmia

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