Aspettando la festa patronale di Maruggio: San Giovanni Battista tra storia e arte

LA STORIA

Nel Vangelo di Luca (1, 5) si dice che era nato in una famiglia sacerdotale, suo padre Zaccaria era della classe di Abia e la madre Elisabetta, discendeva da Aronne. Essi erano osservanti di tutte le leggi del Signore, ma non avevano avuto figli, perché Elisabetta era sterile e ormai anziana. Un giorno, mentre Zaccaria offriva l’incenso nel Tempio, gli comparve l’arcangelo Gabriele che gli disse: “Non temere Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio che chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza e molti si rallegreranno della sua nascita, poiché sarà grande davanti al Signore”. Dopo quella visione, Elisabetta concepì un figlio fra la meraviglia dei parenti e conoscenti, e il padre Zaccaria che all’annuncio di Gabriele era diventato muto per la sua incredulità, riacquistò la voce. Quando ebbe un’età conveniente, Giovanni conscio della sua missione, si ritirò a condurre la dura vita dell’asceta nel deserto. Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio (28-29 d.C.), iniziò la sua missione lungo il fiume Giordano, con l’annuncio dell’avvento del regno messianico ormai vicino, esortava alla conversione e predicava la penitenza. Giovanni in segno di purificazione dai peccati e di nascita a nuova vita, immergeva nelle acque del Giordano, coloro che accoglievano la sua parola, cioè dava un Battesimo di pentimento per la remissione dei peccati, da ciò il nome di Battista che gli fu dato. Anche Gesù si presentò al Giordano per essere battezzato e Giovanni quando se lo vide davanti disse: “Ecco l’Agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato dal mondo!”. Giovanni aveva operato senza indietreggiare davanti a niente, neanche davanti al re d’Israele Erode Antipa († 40 d.C.), che aveva preso con sé la bella Erodiade, moglie divorziata da suo fratello; ciò non era possibile secondo la legge ebraica, la “Torà”, perché il matrimonio era stato regolare e fecondo, tanto è vero che era nata una figlia Salomè. Per questo motivo un giudeo osservante e rigoroso come Giovanni, sentiva il dovere di protestare verso il re per la sua condotta. Infuriata Erodiade gli portava rancore, ma non era l’unica; perché il Battesimo che Giovanni amministrava, perdonava i peccati, rendendo così inutili i sacrifici espiatori, che in quel tempo si facevano al Tempio, e ciò non era gradito ai sacerdoti giudaici. Erode fece arrestare e mettere in carcere Giovanni su istigazione di Erodiade, la quale avrebbe voluto che fosse ucciso, ma Erode Antipa temeva Giovanni, considerandolo uomo giusto e santo, preferiva vigilare su di lui e l’ascoltava volentieri, anche se restava molto turbato. Ma per Erodiade venne il giorno favorevole, quando il re diede un banchetto per festeggiare il suo compleanno, invitando tutta la corte ed i notabili della Galilea. Alla festa partecipò con una conturbante danza anche Salomè, la figlia di Erodiade e quindi nipote di Erode Antipa; la sua esibizione piacque molto al re ed ai commensali, per cui disse alla ragazza: “Chiedimi qualsiasi cosa e io te la darò”; Salomé chiese alla madre consiglio ed Erodiade prese la palla al balzo, e le disse di chiedere la testa del Battista. A tale richiesta fattagli dalla ragazza davanti a tutti, Erode ne rimase rattristato, ma per il giuramento fatto pubblicamente, non volle rifiutare e ordinò alle guardie che gli fosse portata la testa di Giovanni, che era nelle prigioni della reggia. Il Battista fu decapitato e la sua testa fu portata su un vassoio e data alla ragazza che la diede alla madre.

Autore: Antonio Borrelli

L’ARTE

I temi ispirati alla figura del Battista sono raggruppati attorno a cinque momenti principali.

La Natività di S. Giovanni: preannunziata dall’angelo Gabriele a Zaccaria ormai vecchio; egli incredulo di fronte alla notizia insperata, verrà punito per la sua incredulità rimanendo muto fino al parto della moglie Elisabetta, quando riacquistata la parola imporrà al bambino il nome di Giovanni;

S. Giovanni nel deserto: Il Santo viene rappresentato giovane, (ha infatti meno di trent’anni), solo, nel deserto della Giudea, privo delle vesti, e coperto solo da pelli di cammello, Nel paesaggio circostante spesso viene inserito un corso d’acqua che allude al Giordano e al battesimo di Cristo. In molti casi il Santo indica un agnello o il bastone a forma di croce con chiaro valore allusivo a conferma della sua predicazione profetica che precede l’inizio dell’attività pubblica di Gesù;

Il Battista tra le folle: è il momento della predicazione alla gente che lo segue ammaliata dalla veemenza delle sue parole e dall’aspetto insolito e reso “selvaggio” dalla vita nel deserto. Da questa fase della vita del Santo prendono spunto tre diverse iconografie: la predica alle folle, il battesimo dei neofiti, e l’ultima in cui S.Giovanni indica Gesù come il Messia;

Il Battesimo di Gesù: Il santo appare provato dalla vita nel deserto. E’ rapresentato spesso con la pelle scura e vestito con pelli di animale. Oltre al personaggio di Cristo che ha, ovviamente, un ruolo centrale, sono presenti nell’iconografia altri personaggi, i battezzandi che indossano vesti bianche, la folla e talvolta gruppi di angeli.

Il banchetto di Erode: durante la precazione di Giovanni il re Erode Antipa aveva tollerato le folle raccolte dal Santo e non aveva reagito di fronte al pericolo della sedizione suscitato dalla predicazione del Battista. Ma di fronte all’accusa di essere l’amante della cognata Erodiade (moglie del fretello Filippo) non perde l’occasione di disfarsi della presenza del Battista, e secondo il Vangelo di S. Matteo fa arrestare e uccidere il Santo.

Testi e immagini dalla piccola mostra documentaria sulla storia dei Santi e sulla loro iconografia e rappresentazione nella storia dell’arte, allestita in Chiesa Madre dai Tutor Diocesani dei Beni Culturali Ecclesistici dell’A.P.S. “Play your Place. Il luogo in gioco” di Maruggio (Ta) in occasione dei festeggiamenti in onore dei Santi Giovanni Battista e Cristoforo (anno 2012)

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