Profumi, sapori, coltura e cultura antichi: riscoperto lo zafferano nel territorio di Maruggio e Campomarino

Fare promozione del territorio significa anche guardarsi attorno per individuare quegli elementi singolari che possono suscitare la curiosità e fare la differenza rispetto al contesto. Ed è sempre con questo spirito che l’A.P.S. “Play your Place” cerca di offrire occasioni di conoscenza, nel tentativo di valorizzare il patrimonio materiale ed immateriale, incoraggiando e collaborando con tutti quegli operatori del turismo e della produzione che concorrono ad arricchire l’esperienza di visita e di scoperta.

Stamattina, nonostante il tempo non fosse dei migliori, abbiamo ugualmente confermato una passeggiata che – diversamente – non avremmo potuto posticipare, perché ciò che avevamo intenzione di promuovere non era tanto il paesaggio rurale, quanto una coltivazione, che proprio e solo in questo periodo è all’apice della fioritura. Spostare l’iniziativa anche solo di una settimana avrebbe pregiudicato il colpo d’occhio.

Per fortuna il cielo è stato clemente e in tanti hanno voluto partecipare a questa originale escursione.
Dal boschetto di lecci della cosiddetta “Maviglia Piccola”, il gruppo dei curiosi si è spostato presso l’antica e misteriosa masseria omonima, laddove pure crescono – sotto gli alti pini – alcuni esemplari di croco selvatico.

Immersi nel paesaggio dei muretti a secco, dei trulli e delle “casodde”, a passo lento, abbiamo raggiunto il piccolo campo tappezzato di fiori rosa.
Anticamente (lo attesta una mappa della metà del ‘500 in cui compare la scritta “Hic tractus abundat crocu”, e la “Descrizione, Origini e Successi della Provincia d’Otranto”  di Girolamo Marciano, vissuto nel ‘600), Maruggio veniva menzionata non solo per le ampie distese di uliveti e vigneti e per la produzione di olio e vino, ma pure per le rigogliose piantagioni di croco, dal quale si ricavava il prezioso zafferano.

Dopo tanti secoli – durante i quali a Maruggio si è persa traccia di questa coltura – due coraggiosi nostri concittadini – Adriano Greco e Nella Curri, dell’azienda “Zafferano di Campomarino” – hanno provato a ripiantarla e a commercializzarla, con ottimi riscontri.

Ma questa coltura (e questa cultura) va fatta conoscere meglio, e per questo è nata questa giornata: Adriano ha sapientemente illustrato le origini, le tecniche di coltivazione dei bulbi, di raccolta dei fiori ed essiccazione dei pistilli; Nella, invece, si è preoccupata di preparare delle gustosissime puccette impastate utilizzando zafferano con la farina biologica dell’azienda agricola “La ‘ngegna” di Marco Piccinni, e delle deliziose mandorle tostate al profumo di zafferano.


Sul tavolino elegantemente allestito faceva bella vista un cesto colmo di fiori appena raccolti, che ha emanato un’essenza intensa e stimolante.


Per concludere in dolcezza, la pasticceria “Delicieux Sweet Bar” – del Maestro pasticciere Matteo Summa – ha proposto dei buonissimi biscotti, anche questi fatti con lo zafferano.

Tra gli altri, erano presenti la Consigliera Antonella Friscini – in rappresentanza del Comune di Maruggio, che ha patrocinato l’evento -, l’amico Tommaso Duggento – di “Maruggio e Dintorni Story” – che ha documentato la giornata con la sua inseparabile fotocamera, e gli amici dell’A.S.D. “Terra Nostra” di Sava, attenti e sensibili partner nell’organizzazione di cose belle per e con il nostro territorio.

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