Finanziato dal GAL Serre Salentine un intervento di manutenzione straordinaria per l’Abbazia di Macugno a Neviano

Alcuni centri salentini si rifaranno il look. Infatti, il Gal “Serre Salentine” ha finanziato due interventi di per tutela e riqualificazione del patrimonio storico, culturale e architettonico. In particolare nel Comune di Alliste, è stato finanziato il lavoro di restauro e di risanamento conservativo del Frantoio Ipogeo, in via Immacolata nella frazione di Felline, per un importo di 57.670,56 euro; il restauro conservativo di un manufatto storico denominato “Caseddho”, in località Sinpanò, è stato finanziato con 14.469,83 euro; il restauro del fabbricato denominato “Masseria Nucita” per un contributo pubblico pari a 22.605,01 euro.

Nel Comune di Galatone si procede al restauro, al risanamento conservativo, alla valorizzazione e alla fruizione del Frantoio Ipogeo di Largo San Sebastiano, avendo avuto un finanziamento di 38.053,72 euro. Il Comune di Neviano, punta invece alla manutenzione straordinaria dell’area di pertinenza del complesso rurale dell’ex Abbazia di San Nicola di Macugno, a sud dell’abitato, con un contributo pari a 28.211,27 euro. Nel Comune di Tuglie, con 57.670,56 euro, è previsto il restauro di una porzione del Palazzo Ducale, sito in via Venturi, dell’Azienda Agricola Bernardi Giuseppe. Per la chiesa di Santa Marina, nel Comune di Taviano, è prevista una manutenzione straordinaria con il risanamento conservativo e l’adeguamento igienico-sanitario per un contributo pubblico pari a 26.726,81 euro.

Tutto questo grazie al bando pubblico sulla Misura 323 “Tutela e riqualificazione del patrimonio rurale” – Azione 1, che ha finanziato questi sette interventi di restauro e di valorizzazione del patrimonio culturale territoriale. Soddisfazione è stata espressa dal Presidente del Gruppo di Azione Locale, Salvatore D’Argento: “Ora, il nostro impegno, ha detto, è quello di far rientrare i beni finanziati, in un sistema integrato di promozione che possa creare non solo un’offerta turistico-culturale di qualità, ma anche capace di porre le condizioni affinché lo sviluppo che ne derivi sia capace di produrre opportunità lavorative sul territorio. Dopo il finanziamento e il recupero dei beni, ora bisogna attuare una strategia di promozione e di utilizzazione”.

Fonte: “Il Tacco d’Italia”, 2 Ottobre 2013

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