“Attacco a Maruggio”: l’album dei disegni dei bambini

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“Giovedì scorso, 21 Settembre, mentre noi facevamo merenda , è entrato un architetto di nome Aldo Summa che ci ha sorpresi. La nostra maestra ci ha fatto sedere sui banchi, dopo qualche minuto è arrivata la 4^B e si è seduta sulle nostre sedie. Aldo Summa ha cominciato la sua lezione spiegandoci la storia di Maruggio facendoci rivivere i momenti storici molto interessanti con foto e piccoli video. È stato tutto bello e interessante ma la cosa che mi ha colpito di più sono state le foto dei cavalieri e i video mentre combattevano” . (Alessio S.)

“Giovedì scorso in classe abbiamo ricevuto una sorpresa: la visita dell’architetto Aldo Summa, che ci ha illustrato la storia del nostro paese. Ci ha mostrato delle immagini e dei video dei Cavalieri di Malta e dei Templari che abitavano nel nostro paese tanti e tanti anni fa. L’architetto ci ha fatto vedere tante cose interessanti: com’erano vestiti i cavalieri, le croci che indossavano; ci ha fatto poi vedere il confronto tra Maruggio di quell’epoca (un piccolo centro circondato dalle mura) e Maruggio di oggi. Mi sono piaciuti tanto quelle immagini e quei video, in particolare i colori che erano diversi da quelli di oggi. È stata un’oretta fantastica!
Ho scoperto tante cose che non sapevo”. (Francesca L.)

“Giovedì 21 settembre in classe è venuto un esperto di storia locale che per un’oretta ci ha parlato dei Cavalieri di Malta e delle origini del nostro paese illustrando contemporaneamente foto e video dello stesso argomento alla LIM.
Sia la 4^B che la mia classe, la 4^A, si sono riunite in una sola aula quella della 4^A per seguire la lezione.
Tutti i bambini pieni di domande e l’esperto Aldo Summa contendo di rispondere”. (Alice E.)

“Attacco a Maruggio”, il 23 e 24 Settembre la rievocazione storica tra cortei, arte, musica e spettacoli

Per il secondo anno consecutivo, Maruggio rivivrà il passato con la rievocazione dell’unico attacco dei pirati turchi alla Commenda Magistrale dei Cavalieri di Malta, avvenuto il 13 Giugno 1637 e raccontato nel libro omonimo scritto da Tonino Filomena e Cosimo E. Marseglia, opera dalla quale Michele Chiego – appassionato di storia antica – ha liberamente tratto il copione della manifestazione.

Il 23 e 24 Settembre 2017, infatti, i maruggesi e i tanti turisti che ancora approfittano delle frizzanti giornate dell’ultimo mese estivo, potranno assistere alla seconda edizione di “Attacco a Maruggio”, un evento co-organizzato dal Comune di Maruggio e dalla “Pro Loco” di Maruggio, nato soprattutto con l’intento di far ri-scoprire una Storia poco conosciuta, per promuoverla come fondamentale elemento identitario.

Il lavoro svolto durante l’anno appena trascorso è stato molto impegnativo, ma con l’aiuto di tante persone appassionate ed entusiaste questo grande evento si candida a diventare fra i più importanti del Salento.

Il grandissimo successo di critica e di pubblico dello scorso anno – per alcuni versi inaspettato – ha spinto gli organizzatori ad arricchire ancora di più la manifestazione non solo in termini di tempo (le giornate ad essa dedicate quest’anno saranno due), ma anche e soprattutto in quanto a spettacoli: quest’anno, infatti ,vi sarà un vero e proprio accampamento militare e – oltre al corteo storico e alla rappresentazione dell’”Attacco” – saranno messi in scena due momenti molto importanti della storia di Maruggio: l’investitura a Cavaliere di Nicola de Pandis (primo Commendatore, del quale proprio quest’anno ricorre il 700° anniversario) e la donazione del feudo di Maruggio da parte di Giovanna Caballaro (madre di De Pandis), portato in dote a seguito dell’ingresso del figlio nell’Ordine.

Sono previsti, inoltre, spettacoli di sbandieratori, danze, il concerto dei “Cantacunti” – compagnia di cantastorie – con la narrazione musicata del “Martirio di Otranto”.
In programma anche una visita guidata nel centro storico e nelle chiese parrocchiali di Maruggio, organizzata allo scopo di far conoscere il ricco patrimonio artistico ed architettonico ereditato dai Cavalieri Ospitalieri.

L’evento si inserisce nel progetto tematico “Sulle orme dei Cavalieri Crociati in Terra di Maruggio”, attraverso il quale la “Pro Loco” ha già intrapreso un’azione di divulgazione con seminari, visite guidate e attività didattiche.

Media partners dell’evento saranno “La Voce di Maruggio” e “Maruggio e Dintorni Story”.

Questo il PROGRAMMA dettagliato della manifestazione:

SABATO 23 SETTEMBRE

17.00: apertura accampamento militare (presso il “Giardino Comunale di Palazzo Caniglia”)

17.00: apertura stand artigianato tipico

17.30: visita guidata nel centro storico e alle chiese di Maruggio

18.00: apertura stand gastronomici

19.00: spettacolo sbandieratori Rione San Basilio – Oria (BR)

19.30: danza del ventre

19.45: dialogo con gli autori del libro “Attacco a Maruggio” e presentazione della seconda edizione

20.15: danza del ventre

20.30: spettacolo sbandieratori

21.00: investitura del cavaliere e donazione feudo di Maruggio

21.30: “Cantacunti” in concerto: “Il Martirio di Otranto”

DOMENICA 24 SETTEMBRE

17.00: apertura accampamento militare (presso il “Giardino Comunale di Palazzo Caniglia”)

17.00: apertura stand artigianato tipico

18.00: corteo storico (Partenza da piazza Marconi seguendo questo itinerario: via Malta, via Gigli, via A. Rosiello, piazza San Giovanni, via Virgilio, via Roma, via Balì Caracciolo, piazza San Giovanni, via Umberto I, piazza del Popolo)

20.00: saluto del Commendatore e spettacoli

20.30: “Attacco a Maruggio” con la partecipazione de “I Cavalieri de li Terre Tarentine”

Tutti gli spettacoli si svolgeranno in Piazza del Popolo. Presenta: Serena Guida.

Dunque, per i prossimi 23 e 24 Settembre non prendete appuntamenti perché a Maruggio faremo un salto indietro nel tempo, per rivivere insieme un’esperienza che siamo certi sarà indimenticabile.

Informazioni: 327.7745476 / 348.4653564

Ing. Massimo Quaranta – Presidente “Pro Loco” Maruggio (Ta)

Cinema, musica, storia, mare, natura e cultura: venite a scoprire Maruggio e Campomarino anche a Settembre!

L’estate non è ancora finita, e Settembre è il mese ideale per coloro che desiderano trascorrere le proprie vacanze in completo relax in un posto unico, tra terra e mare, tradizioni e gusto.

Nel mese di Settembre, infatti, a Maruggio e Campomarino – in provincia di Taranto – è ancora possibile godere di piacevoli giornate di sole in riva al mare cristallino, passeggiare o pedalare lentamente nella campagna profumata d’uva appena vendemmiata, oppure approfondire la conoscenza del territorio alla scoperta delle ricco patrimonio storico-artistico e naturalistico.

Ricco anche il cartellone degli eventi culturali organizzati dal Comune di Maruggio e dalla “Pro Loco” che – quest’anno – si protraggono per tutto il mese con l’obiettivo di offrire ai turisti la possibilità di immergersi nel cinema, nella musica, nella danza e nella storia locale.

Dal 1 al 3 Settembre, infatti, a Campomarino è in programma “Q-Cine. Galà del cinema da mangiare”, una rassegna cinematografica di film d’autore a sfondo enogastronomico, che prevede incontri con attori e registi, degustazione di prodotti locali.
Il 9 Settembre – in Piazza del Popolo a Maruggio – si recupera il concertone finale della quindicesima edizione della sagra “La Strada dei Saperi e dei Sapori”. I “Fabbrica Folk” faranno ballare e intratterranno il pubblico con il loro repertorio musicale tratto dal patrimonio tradizionale del Sud, che si mescola ad un sound ricco di prog-folk, ambient rock ed etno-fusion.
Il 23 e il 24 Settembre, inoltre, si torna indietro nel tempo: la seconda edizione di “Attacco a Maruggio” rievocherà – con un sontuoso corteo in costume d’epoca ed un ricco programma di eventi satellite – l’unico attacco dei pirati turchi avvenuto nel 1637 ai danni del nostro paese, all’epoca già Commenda Magistrale dell’Ordine di Malta.

Per tutto il mese di Settembre, l’A.P.S. “Play your Place” – da anni impegnata costantemente nella promozione e nell’animazione territoriale – continuerà a garantire ai visitatori una serie di proposte dirette alla narrazione del luogo:

  • “Scoprire Maruggio”, visite guidate nel centro storico e nelle chiese parrocchiali;
  • “Scopri le dune”, escursioni guidate sulle dune di Campomarino;
  • “Passeggiando nel paesaggio”, escursioni guidate tra gli ulivi, i trulli e le masserie.

“Play your Place” si avvale di una guida turistica locale (regolarmente abilitata dalla Regione Puglia), che è possibile contattare in ogni momento per concordare la propria esperienza di visita al num. 349.1971486.

Ci sono, dunque, tanti motivi per venire a scoprire Maruggio e Campomarino. Anche a Settembre!
Cosa aspettate, allora? Vi aspettiamo!

> Leggi e scarica il pacchetto di proposte di visita e percorsi esperienziali di Play your Place

“L’emozione del cemento”. La prima e imperdibile mostra di Pietro Guida a Manduria (Ta)

Il G.A.L. Terre del Primitivo organizza la prima mostra di Pietro Guida a Manduria intitolata “L’Emozione del Cemento”: un viaggio emozionante alla scoperta delle grandi opere scultoree del maestro Guida.

La mostra si terrà presso il Chiostro del Palazzo delle Servite, in Via Ludovico Omodei n. 28 a Manduria (TA)
Orari di apertura: Lun – Ven: 10 – 13 / 18:30 – 20:30

La magica notte di San Giovanni, tra falò, erbe e fiori propiziatori

Il 24 Giugno si festeggia la natività di san Giovanni Battista, al quale sono legati ben tre primati: è l’unico Santo di cui si celebra la nascita (e non il martirio o la traslazione delle reliquie); è il Santo più rappresentato della storia dell’arte (lo vediamo anche fanciullo, soprattutto nel Quattrocento italiano); è il santo a cui si ispirò Guido d’Arezzo per il nome delle note musicali (UT queant laxis – REsonare fibris – MIra gestorum – FAmuli tuorum – SOLve polluti – LAbii reatum – Sancte Johannes).

L’eccezionalità della figura del Battista risiede nel ruolo centrale assegnato al Santo nella dottrina cristiana: San Giovanni – precursore dell’avvento di Cristo –  costituisce infatti la connessione tra Antico e Nuovo Testamento, essendo l’ultimo dei profeti e il primo Santo del Vangelo. È comprensibile quindi che la celebrazione della natività del Battista abbia un’importanza speciale nel calendario medievale.

La tradizione di festeggiare la natività di san Giovanni Battista è infatti molto antica (ne dà notizia sant’Agostino già nel IV secolo) ed è il tipico esempio di come si siano intrecciati e mescolati riti romani, celtici e cristiani.

Nell’antica Roma i giorni immediatamente seguenti al solstizio d’estate corrispondevano alle feste in onore della Dea Fortuna: in quest’occasione le persone più umili e indigenti si recavano al tempio dedicato alla Dea per offrire sacrifici e trascorrevano il resto della giornata in banchetti intorno al tempio. Una consuetudine che, anche dopo molti secoli, avrebbe contribuito a fare delle celebrazioni di san Giovanni una festa di carattere popolare.

La notte di S. Giovanni – il 24 Giugno – rientra nelle celebrazioni solstiziali, durante le quali secondo un’antica credenza il sole (fuoco) si sposa con la luna (acqua): da qui i riti e gli usi dei falò e della rugiada, presenti nella tradizione contadina e popolare. Non a caso gli attributi di S. Giovanni sono il fuoco e l’acqua, con cui battezzava: una comoda associazione, da parte del cristianesimo, per sovrapporsi alle antiche celebrazioni.

Così nel corso del tempo, c’è stato un mischiarsi di tradizioni antiche, pagane, e ritualità cristiana, che dettero origine a credenze e riti in uso ancora oggi e ritrovabili perlopiù nelle aree rurali.

Nella notte del 24 Giugno era una festa di purificazione in cui si dava fuoco alle stoppie secche. Questi falò avevano il preciso compito di allontanare gli spiriti maligni, illuminare le tenebre ed infondere energie positive in coloro che praticavano danze e canti propiziatori intorno alle lingue di fuoco che, quasi con fare ipnotico, levitavano verso il cielo.

I contadini si posizionavano principalmente su dossi o in cima alle colline, e accendevano grandi falò in onore del sole, per propiziarsene la benevolenza e rallentarne idealmente la discesa; spesso con le fiamme di questi falò venivano incendiate delle ruote di fascine, che venivano fatte precipitare lungo i pendii, accompagnate da grida e canti.

I falò avevano una funzione purificatrice: per questo vi si gettavano dentro cose vecchie o marce, perchè il fumo che ne scaturiva tenesse lontani spiriti maligni e le streghe (si riteneva che in questa notte le streghe si riunissero e scorrazzassero per le campagne, alla ricerca di erbe).

Nella tradizione popolare, San Giovanni era venerato come taumaturgo capace di guarire qualsiasi male. Era a Lui che il popolo si rivolgeva per scongiurare il pericolo dei temporali che incutevano sempre grande paura per i danni che potevano arrecare ai raccolti e alle persone.

Un’usanza molto diffusa era anche quella della raccolta delle erbe di San Giovanni, le quali acquistano proprietà magiche, benedette dalla rugiada del santo e dagli influssi astrali. Il potere alle piante veniva trasmesso dalla rugiada, ragion per cui bisognava attendere che questa si depositasse sulle foglioline prima di poterle raccogliere.

Queste si raccoglievano, appunto, nella notte fra il 23 e il 24 Giugno, si mettevano in un bacile colmo d’acqua e lo si lasciava fuori casa per tutta la notte.

Il mattino seguente ci si sciacquava viso e occhi per lavare via ogni negatività. L’acqua aveva il potere di aumentare la bellezza, preservare dalle malattie ma nello stesso tempo difendere dal malocchio, l’invidia e le fatture, soprattutto quelle pronunciate contro i bambini.

Tra le erbe utilizzate per la preparazione della cosiddetta “acqua di San Giovanni” possiamo menzionare:

− l’iperico dai fiori gialli, da tenersi sul corpo tutta la notte per proteggere dalle sventure, e garantire sonni sereni, o fuori dalle porte per proteggere le famiglie;
− l’artemisia contro il malocchio;
− la ruta per le proprietà curative, e come scaccia diavoli, data la sua forma a croce;
− la menta bagnata dalla rugiada a garanzia della lunga vita;
− la salvia a proteggere dalle creature malvagie;
− la verbena simbolo di pace e prosperità; cara alle streghe, era in grado di guarire dalle malattie;
− il ribes i cui frutti rossi sono chiamati anche bacche di San Giovanni;
− la vinca, utilizzata anch’essa per la preparazione di talismani vegetali;
− la mandragora, una delle piante più pericolose, con la doppia facoltà di sedare ed eccitare data la sua essenza ambivalente, maschio e femmina; molto cara alle streghe, la usavano per preparare narcotici e filtri d’amore;
− il rosmarino che, appeso con iperico e ruta alle porte delle case, teneva lontani diavoli e streghe;
− l’aglio, potentissimo talismano, se raccolto prima del sorgere del sole era particolarmente forte contro la stregoneria;
− l’artemisia, preservava dai fulmini ed era amuleto protettivo contro il malocchio;
− la lavanda, riposta a mazzetti nei cassetti e negli armadi, proteggeva la biancheria e per estensione anche tutta la famiglia;
− la felce, donava capacità divinatorie, forze soprannaturali e sapienza (secondo le credenze il suo fiore si schiude solo la Notte di San Giovanni, resta visibile per un attimo e può essere raccolto solo dopo aver lottato con il diavolo);
− l’erba carlina, che serviva ad impedire il passo malefico della strega; se inchiodata alla porta di casa infatti, costringeva la strega a contarne con esattezza tutti i capolini.