Venerdì 4 Ottobre la presentazione pubblica del percorso “Abitare il Paese” a Taranto

Il prossimo Venerdì 4 ottobre 2019, su invito dell’Ordine degli Architetti P.P.C. della Provincia di Taranto, sarà a Taranto il Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti P.P.C. Arch. Giuseppe Cappochin, per presenziare ad alcune iniziative in corso.

In particolare nella mattinata, a partire dalle ore 10.00 presso la Scuola “Giovanni Falcone” dell’Istituto Comprensivo “Luigi Pirandello” (al Quartiere Paolo VI) di Taranto, saranno illustrati pubblicamente i risultati della prima edizione dell’iniziativa “Abitare il Paese. La cultura della domanda” (promossa in collaborazione con la Fondazione “Reggio Children”) a cui l’Ordine A.P.P.C. di Taranto ha partecipato, insieme ad altri 34 Ordini provinciali in Italia.

I due tutor della provincia di Taranto, selezionati dal C.N.A.P.P.C. (gli Architetti Aldo Summa e Nicola Volpe, coordinati dalla referente per il Consiglio dell’Ordin Arch. Rosanna Bussolotto), presenteranno il lavoro svolto con gli studenti della scuola primaria e secondaria sul rapporto con il proprio quartiere e con la propria città.

Inoltre sarà inaugurata una mostra con i pannelli dei lavori realizzati nelle altre città italiane aderenti al progetto.

Fonte: Ordine degli Architetti di Taranto

Leggi e scarica gli articoli de La Gazzetta del Mezzogiorno e del Nuovo Quotidiano di Puglia del 5 Ottobre 2019

Il 26 Luglio: visita all’atelier dello scultore Pietro Guida

Il 26 Luglio alle 17.30, l’A.P.S. “Play your Place” organizza una visita speciale presso l’atelier del Maestro scultore Pietro Guida, a Manduria, per apprezzare la ricca esposizione di opere d’arte e i luoghi in cui egli crea.

La partecipazione è gratuita.
Il numero di massimo di partecipanti è stabilito in numero di 15.

Appuntamento alle ore 17.00 in Piazza S. Giovanni a Maruggio, oppure direttamente in loco alle 17.30 sulla via per Francavilla Fontana a Manduria.

L’iniziativa è in collaborazione con “Spazio Ciprea” e con il patrocinio del Comune di Maruggio.

Informazioni e prenotazioni: 349.1971486

Rassegna “Tu non conosci il Sud”: il 27 Dicembre la presentazione / laboratorio del libro “Fiabe Lombarde” di Carla Saracino

Nell’ambito della rassegna culturale maruggese “Tu non conosci il Sud. Letture Mediterranee”, Giovedì 27 Dicembre alle ore 18.30, presso la Biblioteca Comunale di Maruggio (Ta), si terrà la presentazione / laboratorio del libro di Carla Saracino dal titolo “Fiabe Lombarde” (Pane e Sale – Rusconi Libri).

Dalla penna di Carla Saracino prendono vita dieci divertenti racconti ambientati ciascuno in varie città lombarde. Milano, Bergamo, Brescia, Mantova, Monza e altre località diventano teatro di nuove storie e simpatici personaggi illustrati da Marisa Vestita. Si tratta di una raccolta di storie i cui protagonisti – dei buffi animali d’ogni tipo – si muovono tra avventure e disavventure su e giù per le città della Lombardia.
Veniamo così a conoscenza della particolare famiglia Dragonetti, che decide di trascorrere le vacanze a Cascina Burrona, famosa per essere costruita con il burro; e di Sandra La Salamandra appassionata di arte che vive dietro uno specchio del Palazzo Ducale a Mantova. E ancora, scopriremo il mistero dell’amore con le Lucciole di Brera o la vita di Ignazio LoStrazio, che vuole esplorare il mondo attraverso il buco di un imbuto. Divertimento e risate vi attendono con le avventure narrate nelle Fiabe lombarde. Età di lettura: da 6 anni.

Introduce Aldo Summa – dell’A.P.S. “Play your Place” – e interviene Maurizio Schirone – Consigliere delegato alla Cultura. Enrica Fallone – editore – dialogherà con l’autrice, e l’illustratrice Marisa Vestita terrà un laboratorio creativo con i bambini.La rassegna è ideata e organizzata dalle Associazioni ARCI “Paisà”, “Lotus”, “Maruggiu Mia”, “Play your Place” e “Terra dei Cavalieri di Malta” ed è patrocinata dal Comune di Maruggio.
Media Partner: LAIKA “Web Radio Paisà”.Per info e contatti:
Facebook: Tu non conosci il Sud – Letture Mediterranee
Email: letture mediterranee@gmail.com

L’architettura sui banchi di scuola. Al via “Abitare il Paese – la cultura della domanda. I bambini e i ragazzi per un progetto di futuro”

Serve che l’architettura entri nelle scuole per generare una cultura della domanda di questa disciplina, per ridurre l’assuefazione all’ordinarietà di una edilizia mediocre e superare definitivamente lo stereotipo secondo il quale all’architetto ci si debba rivolgere solo quando si voglia ottenere l’effetto stupefacente di una costruzione ardita o una sequenza armonica di grigi nel design di un interno all’ultima moda. Urbanistica, architettura e politiche urbane hanno passato gli ultimi 80 anni a costruire piani, regole e modelli perdendo però di vista la ragione fondamentale di tutto questo: migliorare la vita delle persone. È questa la ragione per cui devono essere attivate, senza ulteriori rinvii, politiche e processi in grado di assicurare la qualità dell’abitare. È il momento di pensare la città del futuro prossimo perché in quel futuro si giocherà il destino dei bambini e dei ragazzi di oggi e di quelli che verranno.

Spiega così Giuseppe Cappochin, Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori l’obiettivo principale del Progetto “Abitare il Paese – la cultura della domanda – i bambini e i ragazzi per un progetto di futuro” che si avvale della collaborazione della Fondazione Reggio Children – Centro Loris Malaguzzi. Un progetto innovativo, ambizioso, lanciato nel corso del recente Congresso Nazionale degli architetti italiani.

La prima tappa del progetto si è appena conclusa ed ha riguardato l’attività di formazione per gli architetti che saranno protagonisti di questo “viaggio nella scuola italiana”. Saranno coinvolti oltre 3mila bambini e ragazzi tra i 3 e i 18 anni di oltre 70 scuole distribuite su 35 province e 15 regioni. Verranno anche coinvolti i loro insegnanti e dirigenti scolastici che interagiranno con gli architetti e le comunità locali puntando a “ragionare insieme” sulla strategia per la città del futuro. Gli istituti scolastici sono distribuiti su tutto il territorio nazionale (anche se si tratta di un progetto pilota) e includono le città metropolitane e le aree interne, ma anche quelle periferiche e aree di particolare complessità.

“Siamo particolarmente contenti di aver avviato questo significativo progetto in collaborazione con il Consiglio Nazionale degli Architetti – sottolinea Carla Rinaldi, presidente di Fondazione Reggio Children – perché quello del rapporto tra pedagogia e architettura è un tema particolarmente caro all’esperienza educativa di Reggio Emilia. Ma il progetto assume un valore particolare perché ribadisce la centralità dei bambini e dei ragazzi come cittadini dell’oggi e non solo di domani. Ed è quindi da oggi, da subito, a partire dai desideri, visioni e sogni di bambini e ragazzi, che può partire un ripensamento delle città presenti e future, ambizioso obiettivo del progetto Abitare il Paese”.

Il Progetto “Abitare il Paese – la cultura della domanda – i bambini e i ragazzi per un progetto di futuro” prevede incontri e tavoli di lavoro che saranno sviluppati, in forma coordinata, a livello territoriale e i cui risultati saranno presentati in una serie di eventi che saranno organizzati nei singoli territori. É previsto inoltre un evento conclusivo a livello nazionale al termine dell’anno scolastico 2018/2019 e, tra le varie iniziative, sarà realizzata una Mostra itinerante mirata a descrivere come deve essere, dal punto di vista dei bambini e dei ragazzi, la città del futuro. Un modo per contribuire a dare un volto all’idea di città del futuro intelligente e sostenibile, nella quale le risorse ambientali, culturali e umane, vengono valorizzate e concorrono a creare un ambiente in cui l’esistenza umana è in equilibrio, connettendo i primi e gli ultimi, gli anziani e i bambini. E così proprio i bambini e i ragazzi diventano i protagonisti di questo sforzo creativo e progettuale per arrivare, nel dialogo con gli architetti, ad essere protagonisti della costruzione del mondo in cui si troveranno a vivere.

Fonte: AWN – Archiworld Network

MarTa e scuole insieme realizzano il progetto “Mappe di comunità”

La “Notte europea dei musei” ha riservato un’anteprima ai visitatori: la presentazione delle mappe di comunità create da alcuni istituti superiori di Taranto. «Liceo Calò, Battaglini, Archita e Vittorino da Feltre hanno lavorato con il nostro staff – ha spiegato la direttrice del MarTa, Eva Degl’Innocenti – dando vita alle mappe di comunità, un documento importante e una riflessione sul patrimonio culturale. Speriamo di consegnare presto questo bel lavoro al Comune».


La mappa di comunità è lo strumento con cui gli abitanti di un luogo possono rappresentare il patrimonio, il paesaggio, i saperi in cui si riconoscono e che desiderano trasmettere alle nuove generazioni (in questo caso impegnate attivamente nel progetto). Si evidenzia il modo con cui la comunità locale vede, percepisce, attribuisce valore al proprio territorio, alle sue memorie, alle sue trasformazioni, alla sua realtà attuale e a come vorrebbe che fosse in futuro attraverso una rappresentazione cartografica o elaborati.


Alessandra Larizza, dirigente scolastico del liceo delle scienze umane Vittorino da Feltre ha dichiarato: «L’idea proposta dal MarTa nel percorso di alternanza scuola-lavoro è stata estremamente innovativa, la promozione della cultura attraverso i ragazzi e la conoscenza del territorio sono fondamentali per far recuperare ai nostri studenti le loro radici e la speranza nel futuro. I nostri giovani hanno avuto la fortuna di poter toccare con mano non solo i beni presenti sul territorio, ma li hanno guardati attraverso gli occhi delle persone che abitano quelle zone, questo è il vero valore del progetto».
La professoressa Pieranna Terzi del liceo Archita ha aggiunto: «Abbiamo lavorato con altre scuole alle mappe di comunità che stasera stiamo illustrando. Abbiamo sperimentato la ricerca filologica e archeologica, peculiarità del liceo classico».


Predisporre una mappa di comunità significa avviare un percorso finalizzato ad ottenere un “archivio” permanente, e sempre aggiornabile, delle persone e dei luoghi di un territorio. Il professore del Vittorino da Feltre Luigi Marzulli ha sottolineato l’unione tra competenze: «Le scuole coinvolte hanno competenze diversificate, il risultato è dato dall’impegno di tutti, dalla ricerca filologica all’elaborazione grafica e alla ricerca sul campo, creando una mappa di comunità che emerge dal basso. Ci sono fonti antiche e moderne come la Concattedrale di Giò Ponti».

Autore articolo: Alessandra Macchitella
Articolo pubblicato su: “Il nuovo Quotidiano di Puglia”