Parte il percorso partecipato per la costituzione dell’Ecomuseo di Francavilla Fontana (Br)

Il prossimo 12 Febbraio si avvierà ufficialmente il percorso che condurrà alla costituzione dell’Ecomuseo della Città di Francavilla Fontana, in provincia di Brindisi.

A differenza dei tradizionali musei, che spesso si presentano come luoghi chiusi che custodiscono testimonianze del passato, l’ecomuseo si configura come uno spazio attivo e diffuso nella città che ha lo scopo di promuovere l’identità collettiva e il patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico della comunità.
Grazie alla partecipazione della cittadinanza, dei soggetti pubblici e privati è possibile avviare un processo di riscoperta e valorizzazione della cultura materiale e immateriale, focalizzando in particolare l’attenzione nel rapporto tra ambiente naturale e antropizzato.

Il processo partecipativo avrà la sua naturale collocazione nel laboratorio ecomuseale, ribattezzato dai promotori dell’iniziativa “Aiò!”, e si porrà come primo obiettivo la definizione di una mappa di comunità che metterà in evidenza le percezioni dei cittadini in materia di patrimonio, paesaggio e conoscenze.

“Avviamo un percorso inedito per la nostra Città – dichiara l’Assessore alle Attività Produttive Domenico Magliola – la definizione della mappa di comunità, primo atto verso l’ecomuseo, rappresenta un passo decisivo per comprendere le dinamiche consolidate, percepite e in fase di gestazione presenti nella nostra società cittadina. Non si tratta semplicemente di salvaguardare il patrimonio esistente, ma di orientare lo sviluppo futuro in un’ottica di sostenibilità ambientale, economica e sociale.”

Le attività del laboratorio ecomuseale saranno possibili grazie al finanziamento regionale di 20 mila euro ottenuto dal bando “Puglia Partecipa” alla fine del 2019.

Il primo appuntamento per la presentazione del laboratorio ecomuseale è per Venerdì 12 febbraio alle ore 17.30 in diretta streaming dalla pagina facebook del progetto “Aiò!”.

Interverranno il Sindaco Antonello Denuzzo, l’Assessore alle Attività Produttive Domenico Magliola, l’Arch. Gabriella Verardi, Direttore tecnico di Interplan Architettura e Design, e Gabriele Fanelli di Studio Lampo.

Aiò – Il laboratorio ecomuseale di Francavilla Fontana” è un progetto a cura dell’Amministrazione Comunale di Francavilla Fontana nell’ambito del bando regionale “Puglia Partecipa”. È supportato da CNA Brindisi, DUC di Francavilla Fontana, GAL Terra dei Messapi, Pro Loco Francavilla Fontana, Fare Verde Puglia – Francavilla Fontana, Consorzio Imprese Riunite di Francavilla Fontana, Associazione Armonie, UPuglia srls, A.P.S Play your Place.

Da oggi, utilizzando l’app “Io Prenoto” della Regione Puglia, è più facile prenotare anche la visita al Museo del Territorio di Neviano (Le)

Dal primo ottobre sarà possibile scaricare l’app «Io prenoto», sviluppata da DM Cultura, un sistema di prenotazione digitale che consentirà a musei e biblioteche pugliesi di gestire, in modo facile e veloce, il flusso di visitatori, ottimizzando gli accessi.

«Fare rete, consentire a cittadini e turisti di essere maggiormente consapevoli del patrimonio culturale di Puglia e allo stesso tempo permettere a chi opera nei musei di attivare dei network costanti, spazi virtuali e reali di connessione per condividere esperienze, saperi, visioni: queste sono le principali missioni di Io Prenoto», spiegano dalla Regione Puglia.

Il visitatore può scaricare l’app Io prenoto dagli store iOS Apple

o Android Google

selezionare il luogo da visitare, il giorno e la fascia oraria e prenotare il suo ingresso alla struttura.

«Un’app per mettere in rete i luoghi e le persone – dice l’assessore all’Industria turistica e culturale, Loredana Capone – assicurando a tutti i visitatori la sicurezza dovuta a questi tempi di emergenza sanitaria. Si tratta di un progetto che abbiamo fortemente voluto e che darà forza e valore alla visione dell’assessorato e del Polo Bibliomuseale. Abbiamo investito tutte le nostre energie sui beni culturali della Puglia, sulle biblioteche, sui musei. Volevamo che fossero molto più che bellissimi muri senz’anima e per questo abbiamo detto non più un euro per il restauro senza un progetto di fruizione, e poi, abbiamo provato a fare ancora di più lavorando con le istituzioni locali affinché questi potessero dialogare tra loro».

Fonte: “La Gazzetta del Mezzogiorno”

Una sera d’estate, sotto l’uscio di casa

Arrivata una certa ora, più o meno poco prima che il sole tramonti, spuntano sui marciapiedi alcune sedie: quella di accomodarsi di fronte all’ingresso di casa, in primavera ma soprattutto d’estate, è un’abitudine a cui non diamo molta importanza, come per tutte quelle cose a cui smettiamo di fare caso per un motivo o per l’altro.

Accade che durante la serata si aggiunga altra gente, e le sedie aumentano. Tendenzialmente si cerca di disporle in maniera circolare, in modo che nessuno venga tagliato fuori. Alcuni lasciano la porta aperta e il televisore acceso, lanciando di tanto in tanto un’occhiata distratta allo schermo.

Non tutte le persone che avremmo voluto fotografare ce lo hanno permesso: una donna, per esempio, ha trascinato i suoi figli in casa e non è uscita finché non ce ne siamo andati, senza darci il tempo di spiegare cosa stessimo facendo. Mentre ci allontanavamo, la sentivamo discutere animatamente con i suoi familiari del fatto che non le piaceva l’idea di finire su internet: abbiamo pensato che fosse un atteggiamento insolito, visti i tempi che corrono.

Altri, invece, si sono prestati volentieri: una signora piuttosto anziana ci ha detto che potevamo fotografarla perché lei è abituata, dato che l’associazione di cui fa parte organizza sempre attività, anche nelle scuole, e che le piace stare in mezzo alla gente, ai giovani. “Siamo tutti vecchi rimbambiti! Ma ci facciamo compagnia” ci dice sorridendo.

Vestito a fiori, sandali ortopedici e un ventaglio in mano per sfidare il caldo serale: è questo l’outfit che accomuna le donne ritratte, divenendo una parte fondamentale di quell’immaginario che spontaneamente va delineandosi durante le nostre passeggiate.

Gli uomini, tendenzialmente, si sono mostrati più a loro agio di fronte alla macchina fotografica: hanno un’aria disinvolta, quasi spavalda.

Il reportage è soprattutto un pretesto per conoscerci, scambiare qualche chiacchiera: oltre al più classico A cci sì figghiu? – e annessa ricostruzione istantanea dell’albero genealogico dei presenti, qualcuno ci dice di conoscere Petrolio, menziona qualche articolo in particolare, e a noi fa piacere.

Ci siamo imbattuti in pochi, pochissimi ragazzi. Abbiamo incrociato tre ragazze sedute su un gradino, chine sui rispettivi smartphone, in silenziosa attesa. Erano titubanti a farsi fotografare in una posa così comune, con la sola luce dello schermo ad illuminare i loro volti.

Contemporaneamente i locali sono pieni di adolescenti e giovani: c’è una strana simmetria, una corrispondenza tra le due situazioni – quel bisogno, quell’urgenza di socialità, più o meno dal tramonto in poi, forse la cerchiamo lontano da casa, nel chiacchiericcio da bar, storditi dalla musica e con un bicchiere in mano.

I ritratti sono stati anche l’occasione per intavolare i discorsi più disparati: qualcuno ci ha parlato di sé, qualcun altro ci ha chiesto cosa pensiamo della crisi di governo, della pulizia delle strade, dell’attuale amministrazione.

Le persone ritratte ci chiedono se devono mettersi in posa o se possono essere naturali; c’è chi preferisce darci le spalle e chi chiama a raccolta anche i bambini che giocano poco più in là.

E poi c’è chi di sera si riunisce dopo una giornata difficile, per cercare conforto nella compagnia dei propri cari, per ricostruire un senso di comunità.

Davanti agli usci delle case ci sono anche molti bambini e ci sono cani (e persino un pappagallo!). C’è silenzio ma solo a tratti, e si parla finché non è tardi e arriva il momento di riportare le sedie in casa, finché non è ora di salutarsi e di darsi appuntamento al giorno dopo.

Autore articolo: Rita Mariateresa Mascia

Foto: Gabriele Fanelli

Articolo pubblicato su: Petrolio

“Un Ecomuseo per Maruggio”: incontro pubblico Giovedì 7 Marzo

Si terrà Giovedì 7 Marzo alle ore 17.00, presso la Sala Consiliare “Vanni Longo”, l’incontro pubblico per discutere sulla realizzazione dell’Ecomuseo di Maruggio – Campomarino.

L’iniziativa, rivolta all’intera cittadinanza, rientra nel processo di partecipazione per la creazione dell’Ecomuseo e sarà utile per raccogliere proposte e suggerimenti.

Al termine dell’incontro, promosso dal Comune di Maruggio in collaborazione con la cooperativa Impact Archeologica, l’associazione “Play your Place” e il circolo locale di Legambiente, si terrà una degustazione di prodotti tipici locali.

Com’erano Italia ed Europa nell’Ottocento? Ecco «Mapire», Google Maps in versione vintage


Mappe storiche che fanno rivivere e attraversare l’Italia e l’Europa, come in una Google Maps dell’Ottocento. Sapevate che il Colosseo e il Viminale nella Roma dell’epoca erano in periferia? E che Brera a Milano era un quartiere poco abitato? E se la curiosità vi spinge fuori dai confini, potete anche dare una sbirciatina a città come Parigi, Londra e Mosca. «Mapire», questo il nome del progetto lanciato nel 2014 — grazie alla collaborazione delle istituzioni scientifiche di Austria, Ungheria e Croazia —, permette all’utente di navigare in tutta l’Europa attraverso le mappe catastali dell’impero asburgico grazie a strumenti come Google Maps (qui 20 trucchi per usarlo al meglio), Google Earth e OpenStreetMap. Il database, spiega l’Ansa, è in continuo aggiornamento, grazie alla partecipazione degli archivi che hanno deciso di sostenere l’iniziativa.

C’è anche un motore di ricerca interno per individuare subito la città o l’area che si vuole esplorare con un occhio al passato. Tra le funzioni utili anche la possibilità di comparare le mappe vecchie e nuove. «La versione corrente di Mapire — spiega il sito del progetto — contiene la prima indagine militare (1764-1784), così come la seconda indagine militare (1806-1869) e copre tutto l’impero asburgico. Questo contenuto d’archivio è unico e raro, per la risoluzione e la realizzazione artistica».

> Visita il sito “Mapire”

Autore articolo: Silvia Morosi
Articolo pubblicato su “Corriere della Sera”