Bando “Prendi Parte! Agire e pensare creativo”: finanziamento di progetti culturali per i giovani e le periferie

La Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane- DGAAP, presenta il bando ‘PRENDI PARTE! Agire e pensare creativo’, iniziativa volta al finanziamento di progetti culturali per la realizzazione di attività creative nelle aree caratterizzate da situazioni di marginalità economica e sociale.

Il bando è rivolto a istituzioni culturali pubbliche e private, senza scopo di lucro, dedicate alla creatività contemporanea e situate nelle periferie urbane. Le proposte, che dovranno essere presentate in partenariato con almeno un ente del Terzo settore, dovranno riguardare progetti finalizzati a coinvolgere in modo significativo giovani di età compresa tra 18 e 29 anni – con particolare preferenza per i giovani che non studiano e non lavorano – al fine di stimolare la coesione sociale, con una programmazione articolata di attività in un arco di tempo di almeno 6 mesi, concepite a partire dalle esigenze del contesto territoriale, dalle sue criticità e dalle opportunità rilevate.

Le risorse impegnate dalla DGAAP ammontano a 600mila euro, per un massimo di 60mila euro per ogni progetto, e comunque per una copertura non superiore all’80% del budget totale.

Per partecipare al bando è necessario registrarsi sul sito www.aap.beniculturali.it/prendiparte dal 16 marzo 2018 entro e non oltre il 30 aprile 2018 alle ore 12.00.

Per maggiori chiarimenti in merito al bando è possibile scrivere al seguente indirizzo e-mail dg-aap@beniculturali.it entro e non oltre il 13 aprile 2018 alle ore 12.00

> Scarica il bando

I luoghi dell’incontro: dal cestino in classe alla piazza pubblica

C’è un “luogo” che è scomparso. Bisogna essere dei bambini per accorgersi che questo posto non c’è più. Era un “luogo” dove ci si incontrava anche solo per qualche minuto. Attimi in cui confidarsi, guardarsi negli occhi, fare insieme un’azione. Quando eri stanco, quando l’attenzione calava, quando il corpo faceva sentire in ogni sua parte la voglia di fuggire da una scomoda sedia di legno ci si trovava in quel “luogo”: il cestino in classe.

Per anni i bambini di ogni scuola, di ogni classe, si incontravano lì. Prendevano la scusa di temperare la matita, il pastello per incontrarsi. Era la “piazza” della classe: uno spazio dove la maestra era esclusa, dove si usava un solo linguaggio, dove si stava insieme per minuti che sembravano “eterni” perché rappresentavano una fuga dal mondo. Andare a quel “cestino” era fare un viaggio, uscire dalla individualità del banco e ritrovare un “noi”, conquistato con una scelta apparentemente banale. Ad un certo punto gli insegnanti hanno abolito questo rito introducendo il temperino a botte. Addio alla “piazza” attorno al cestino, alle chiacchierate mentre si temperava la matita.

Quel gesto è il simbolo dei luoghi sottratti ai ragazzi. Abbiamo bisogno di riconquistarli, di riappropriarci di quegli spazi che ci permettono di ritrovarci con la nostra identità, con il nostro linguaggio. Se ci pensate bene spesso i luoghi hanno una connotazione legata all’età delle persone: non troverete mai dei ragazzi in un campo da bocce. Eppure dobbiamo giocarci una sfida: riconquistare gli spazi informali di aggregazione.

Il primo anno d’insegnamento, suonata l’ultima campanella, una volta accompagnati i bambini fuori dalla scuola, mi fermavo su una panchina a parlare con gli anziani del paese: in quel momento, quella panchina diventa uno di quegli spazi di aggregazione informale dove si celebrava un rito quotidiano, un incontro, una “celebrazione” della parola.
Dobbiamo ripartire da qui.

Nelle nostre scuole, nelle nostre città spesso ci sono luoghi che non vengono riconosciuti, a cui non viene dato un “nome” e un “cognome”. Eppure tutti noi abbiamo bisogno di ritrovarci, di aggregarci, di guardarci negli occhi.

In un momento in cui i social network hanno dato spazio all’incontro virtuale deve restare “erotico” l’incrocio degli sguardi, il darsi la mano, il ri-conoscersi in uno spazio dove c’è modo di stare ancora gomito a gomito. Sogno una scuola che sappia prima di tutto dare valore al suo spazio, alla sua aula, al cestino. Non mi interessa una scuola realizzata con i criteri ecologici se poi non sa riconoscere la necessità di chi la frequenta di avere un luogo dove poter trascorrere del tempo a leggere, a giocare a carte, a parlare, a stare in silenzio.

Nei mesi scorsi ho visitato una scuola secondaria in Svizzera: oltre alle aule, ad una mensa, ad una “piazza”, c’era una ludoteca dove i ragazzi potevano veramente stare insieme di là del tempo studio. Chi progetta le nostre scuole ma anche chi si occupa di riqualificarle, deve ripartire dall’idea di ridare dignità alla parola. Abbiamo veramente bisogno di aule che siano aperte al mondo, di scuole che sanno tenere le finestre spalancate sulla realtà che le circonda. Pensiamo anche alla città. Ne “I Ragazzi della via Pál”, il romanzo di Ferenc Molnár, si denuncia la progressiva scomparsa degli spazi di gioco nelle città in via di industrializzazione e la difficoltà dei ragazzi di trovare il proprio spazio negli interstizi cittadini, normati e sempre più capillarmente controllati dagli adulti. La segheria di via Pál e l’orto botanico, i rifugi delle due bande, diventano sempre più inospitali per i ragazzi a causa di una progressiva colonizzazione dei grandi. Ciò che cerchiamo e che cercano quei ragazzi è uno spazio dove seminare un sogno. Non so se avete mai ascoltato la canzone di Niccolò Fabi “Ha perso la città”.

Ecco una parte del testo:
Hanno vinto le catene dei negozi
Le insegne luminose sui tetti dei palazzi
Le luci lampeggianti dei semafori di notte
I bar che aprono alle sette
Hanno vinto i ristoranti giapponesi
Che poi sono cinesi anche se il cibo è giapponese
I locali modaioli, frequentati solamente da bellezze tutte uguali
Le montagne d’immondizia, gli orizzonti verticali
Le giornate a targhe alterne e le polveri sottili
Hanno vinto le filiali delle banche, hanno perso i calzolai
E ha perso la città, ha perso un sogno
Abbiamo perso il fiato per parlarci
Ha perso la città, ha perso la comunità
Abbiamo perso la voglia di aiutarci.

Ecco, a noi spetta riconquistare gli spazi per continuare a parlarci.

Autore articolo: Alex Corlazzoli
Articolo pubblicato su: “Patria della Bellezza”

L’esperienza ecomuseale pugliese e delle Serre Salentine di Neviano, raccontate in un volume edito da Maggioli

Il volume “Ecomuseums and cultural landscapes. State of the art and future prospects” a cura di Raffaella Riva, è stato appena pubblicato da Maggioli Editore.

Questo libro raccoglie i contributi del dibattito lanciato nel 2016 a Milano – in occasione della 24a Conferenza Generale ICOM – con il Forum degli Ecomusei e dei Musei di Comunità, e il convegno “Musei e paesaggi culturali. Le prospettive degli ecomusei e dei musei della comunità”.

Presenta riflessioni, progetti e buone pratiche di riconoscimento, cura, gestione, promozione e valorizzazione dei paesaggi culturali, offrendo un’opportunità per un dibattito a livello internazionale sul ruolo sociale del progetto e sull’importanza della partecipazione e valorizzazione del patrimonio come incentivi per lo sviluppo sociale, ambientale ed economico, in armonia con i valori e le esigenze delle comunità locali.

La versione ebook è liberamente scaricabile da Re.Public@Polimi, archivio istituzionale dei prodotti della ricerca del Politecnico di Milano, al link: https://re.public.polimi.it/handle/11311/1041602.

Il libro contiene due contributi relativi all’esperienza degli Ecomusei pugliesi, e nello specifico delle Serre Salentine di Neviano (Le): alla pag. 238 e ss., il saggio dell’arch. Francesco Baratti dal titolo “Ecomuseums and social production of landscape in Apulia”; alla pag. 247 e ss., il saggio “The Ecomuseum of the Serre Salentine” a cura della prof.ssa Rita Stefanelli e dell’arch. Aldo Summa.

“Ti dirò della Nostra Terra”: un evento per parlare di trekking, bellezza e strategie di promozione territoriale

L’associazione A.S.D. “Terra Nostra” è lieta di invitarvi ad una serata speciale ed emozionante alla (ri)scoperta della bellezza della nostra terra!

Venerdì 23 Febbraio, presso la sala conferenza del Gal Terre del Primitivo, a partire dalle ore 18:30, parleremo delle meraviglie troppo spesso dimenticate del nostro territorio!
Video, foto e immagini ricche di fascino e di storia faranno da cornice agli interventi di quattro prestigiosi relatori, amici della associazione di trekking savese: gli architetti Angelo Campo (“Archeoclub di Carosino e delle terre del Mesochorum”) e Aldo Summa (“Play your Place. Il luogo in gioco”), la guida turistica e Presidente della cooperativa “Spirito Salentino”, Angela Greco e il presidente di Pro Loco di Manduria, Domenico Sammarco, che sapranno svelarci i segreti che rendono uniche le nostre zone dando vita ad un intenso confronto sulle strategie di marketing territoriale!

Assieme a loro il presidente e il vicepresidente della associazione, Piero Melchiorre e Antonio Buccolieri, ci accompagneranno in un suggestivo racconto immerso tra tratturi, chiesette di campagna, muretti a secco, uliveti e masserie, facendoci innamorare ancora una volta della nostra terra e dell’arte del camminare (il trekking) che da sempre è sinonimo di cultura, natura, rispetto e speranza!

Aprirà i lavori il Presidente del Gal Terre del Primitivo, Dario Daggiano.
Modera la serata la giornalista Valentina Palumbo.

Nel suggestivo chiostro dell’ex Convento delle Servite una intensa mostra fotografica: narrazione per immagini dei percorsi di trekking dell’associazione.
A fine convegno anche un momento di convivialità curato dai volontari della Pro Loco di Manduria!

L’ingresso è libero e gratuito.
Per maggiori informazioni: 333.1845685

Manualità e creatività nel laboratorio per bambini “Costruiamo i nostri giocattoli con materiali di riciclo”

È iniziata stamattina – presso la Biblioteca Comunale – la tre giorni di laboratori didattico-creativi inseriti nel progetto “Campo Invernale” organizzato dalla Soc. Coop. “Patatrak!!!” con il patrocinio del Comune di Maruggio, destinato ai bambini in età compresa  tra gli 8 e i 14 anni.

L’A.P.S. “Play your Place” si è occupata della gestione di un momento ludico dal titolo “Costruiamo insieme i nostri giocattoli con materiali di riciclo”: con semplici materiali di scarto, i numerosi partecipanti si sono cimentati nella costruzione di giocattoli.
Un tempo, infatti, quando non c’era la possibilità di comprare i giochi, ci si ingegnava con l’inventiva e con le mani, per costruirseli, utilizzando ciò che si poteva recuperare a buon mercato, donando a questi materiali una nuova vita.
E anche se i giocattoli non erano perfetti e fedeli alla realtà, ci si divertiva ugualmente viaggiando con la fantasia.

Così da un semplice foglio di carta abbiamo creato barchette, figure simmetriche, festoni; con i rotoli di carta igienica, con la lana e i bicchieri di plastica abbiamo dato vita a buffi personaggi; con i gusci di noce, i tappi di sughero e gli stuzzicadenti abbiamo realizzato splendide barche a  vela; con le scatole di cartone abbiamo costruito delle fiammanti automobili.
E se ci fosse stato ancora del tempo, avremmo ancora costruito castelli, bambole, maschere e tutto ciò che la creatività ci avesse suggerito.

Seguendo il metodo sperimentato nei laboratori per bambini dal grande educatore Bruno Munari  – “se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco” – i bambini hanno dimostrato un interesse inconsueto: spesso siamo portati a credere che i nostri piccoli siano attratti solo dalla tecnologia o dagli effetti speciali; invece, con i giusti stimoli e con gli strumenti idonei sanno far esplodere la loro immaginazione, talvolta spiazzando gli stessi adulti!

Alla fine – certi di aver trascorso una piacevole e utile mattinata -, diligentemente, abbiamo pulito tutti insieme la stanza nella quale abbiamo trascorso la mattinata, riponendo opportunamente i rifiuti negli appositi contenitori della raccolta differenziata.

Il 28 e il 29 Dicembre si proseguirà con altri due laboratori (a cura del Centro Cinofilo “Malpelo” e dell’Associazione “Lotus”), e il 30 Dicembre tutti coloro che lo vorranno, potranno partecipare all’escursione di una intera giornata, alla scoperta del Pollino e della Valle dei Cervi, in Basilicata.

Per ulteriori informazioni: 349.2229324