“Il presepe di casa mia”: seconda edizione del concorso della Pro Loco Maruggio

Dopo il successo della prima edizione, in occasione delle prossime festività natalizie, la “Pro Loco Maruggio” continua a portare avanti la tradizione, organizzando il  concorso “Il presepe di casa mia”. Lo scopo del concorso è quello di rivalutare la bella ed affascinate arte della religiosità popolare e coinvolgere gli utenti realizzatori di un presepe artigianale nella promozione dei loro lavori.

Possono partecipare al concorso tutti quelli che realizzano un presepe artigianalmente in casa, ovvero realizzato con le proprie mani e nella propria abitazione o laboratorio. La partecipazione è gratuita.

Le iscrizioni al concorso sono aperte fino al 18 Dicembre 2018. Partecipare è semplice: una volta allestito il presepe, occorre chiamare il num. 328/4139171 oppure inviare un messaggio tramite Facebook alla pagina “Pro Loco Maruggio”.

Tra il 20 e il 21 Dicembre (dopo le 16.00), tutti coloro che si saranno iscritti al concorso riceveranno la visita – presso il proprio domicilio – di una Commissione di Valutazione composta da soci della “Pro Loco”. In quella occasione, saranno scattate delle foto e le immagini raccolte saranno poi pubblicate sulla pagina Facebook dell’associazione, per renderle visibili a tutti gli utenti. Qui saranno votate sino alle ore 18.00 del 24 Dicembre. I “mi piace” ottenuti da ciascuna foto consentiranno di eleggere il vincitore della categoria “Facebook”Un altro vincitore sarà decretato dagli esiti espressi dalla Commissione di Valutazione.

Quest’anno son previsti ricchi premi per vincitori:

Premi della giuria:

1°classificato 150 euro
2°classificato 100 euro
3°classificato 50 euro

PREMIO “FACEBOOK “
Cesta di prodotti tipici

L’iniziativa è in collaborazione con l’A.P.S. “Play your Place”. Media partner “La Voce di Maruggio”.

Leggi e scarica il Regolamento di partecipazione al concorso Il presepe di casa mia

Natale a Ruvo di Puglia (Ba): nel centro storico aprono negozi temporanei aiutati dal Comune, e i cittadini si costruiscono le luminarie

Nei locali dismessi e chiusi da tempo, fino all’Epifania si possono conoscere ragazzi con disabilità che servono cibo tipico tra un laboratorio inclusivo di archeologia e una lezione di cucina. Si può gustare un caffè con guida all’ascolto di vinili di pregio in una piccola galleria d’arte. Acquistare souvenir ispirati ai simboli della città di Ruvo e all’Alta Murgia e stampati in 3D al termine di una proiezione cinematografica. Si possono degustare vino e jazz “geografico” dal vivo, didattica della birra artigianale e delle tisane naturali, cibo e danze da tutto il mondo, archeo-gastronomia, coltivazioni in acquaponica. Per poi terminare il tour tra artigianato tradizionale e prodotti originali col “ritorno del baccalà” nella piazza dell’orologio.

Vivo a Ruvo – Nuove idee negli spazi chiusi del centro storico

A #RuvoDiPuglia nuove luci e nuove idee!Grazie a Vivo a Ruvo durante il periodo di permanenza delle nostre Luci e Suoni D'Artista, i locali del centro storico ospiteranno 21 nuove attività economiche, selezionate grazie a un avviso pubblico del Distretto Urbano del Commercio, "Apriti Ruvo"! Nuove idee per spazi chiusi, ormai aperti, vi aspettano dal 24 novembre!Un breve racconto nel servizio di TgNorba24. #LuciESuonDartista #LuciEsuoniDartista2018 #Evoluzioni #RuvoDiPuglia #Relazioni #weareinpuglia #viaggiareinpuglia #inPuglia365 #RuvoCittàDarte #RuvoCittàDellaMusica #Innesti2018 #RuvoCittàCheLegge #vivoaruvo #ilightRuvo

Pubblicato da Luci e Suoni d'Artista – Ruvo di Puglia su Sabato 17 novembre 2018

 

Per Natale 2018 Ruvo si anima anche grazie a un bando sperimentale voluto dal sindaco, Pasquale Chieco, e dall’assessora alla Cultura, Monica Filograno. Grazie alla call internazionale “Apriti Ruvo” nel centro storico resteranno aperte fino a 7 gennaio 21 nuove attività commerciali e artigianali. I proprietari di 16 locali sfitti hanno messo a disposizione le location per allestire i negozi, il Comune ha pagato bollette, utenze e Tari. Le buone idee sono state premiate per innovazione, originalità e creatività: le 21 attività economiche temporaneamente assegnatarie dei locali sono state selezionate attraverso un avviso pubblico promosso dal Duc (Distretto Urbano del Commercio). Più di settanta le candidature arrivate da tutte le province pugliesi, dalla Sicilia e dal Veneto, tra i vincitori 13 sono ruvesi.

Dal 7 dicembre, poi, e per tutto il periodo natalizio, torna “Luci e suoni d’artista”, il progetto che riaccende il centro storico di Ruvo con opere d’arte luminose progettate e costruite con i cittadini e che già nelle precedenti edizioni ha portato in città un gran numero di visitatori. Quest’anno il tema scelto è la “maraviglia” di leopardiana memoria. Per l’edizione 2018 i cittadini volontari si sono divisi in gruppi specializzati sulla base delle tecniche o dell’uso dei materiali: dal restauro agli origami, dalle tecnologie interattive alla manifattura 4.0, per finire con sculture luminose e fotografie di ritratto.

Una Città Illuminata

Ci prepariamo per il terzo anno consecutivo ad illuminare la città con le opere e le installazioni coprogettate da designer, artigiani, artisti e imprese e realizzate insieme alla comunità creativa e operosa di Ruvo di Puglia. Questo video racconta l’edizione del 2017. Nei prossimi giorni pubblicheremo il racconto fotografico del 2016 e 2017. Siamo all’opera per la prossima. A breve ne presenteremo il tema e partiranno i nuovi laboratori partecipati. Il 7 dicembre ci vediamo in Piazza Matteotti per l’accensione. Seguiteci anche su Instagram 👇https://www.instagram.com/luciesuonidartista/#RuvoDiPuglia #RuvoCittàDarte #RuvoCittàCheLegge #RuvoCittàDellaMusica #LuciEsuoniDartista #LuciEsuoniDartista2018 #NataleARuvo #iLightRuvo #Innesti2018 #Relazioni #Evoluzioni #vivoaruvo #weareinpuglia #viaggiareinpuglia #inPuglia365

Pubblicato da Luci e Suoni d'Artista – Ruvo di Puglia su Venerdì 19 ottobre 2018

 

Fonte: “La Repubblica – Bari”

Per approfondimenti: Vivo a Ruvo

Pagina fb “Luci e suoni d’artista”

A Castel del Monte, il VI Convegno SdT: “La democrazia dei luoghi. Azioni e forme di autogoverno comunitario”. Presenti gli Ecomusei di Puglia

Il VI Convegno della Società dei Territorialisti e delle Territorialiste  – Associazione multidisciplinare formata da studiosi di diversi Atenei italiani e europei – dal 15 al 17 Novembre si svolgerà in Puglia a Castel del Monte (BAT) sul tema: “La democrazia dei luoghi. Azioni e forme di autogoverno comunitario“.

Il convegno dell’Associazione presieduta da Alberto Magnaghi – cui aderiscono, tra gli altri, Piero Bevilacqua, Franco Cassano, Serge Latouche, Anna Marson, Luca Mercalli, Giorgio Nebbia, Giancarlo Paba, Tonino Perna, Wolfgang Sachs, Enzo Scandurra, Vandana Shiva, Alberto Tarozzi – si propone di costruire un quadro concettuale e d’azione capace di confrontarsi con le difficoltà di definire temi come la “comunità”, misurando i concetti rispetto alle esperienze in fieri, dinamiche, aperte, mettendo in luce i caratteri, la diffusione, la capacità generativa di luoghi che possono contrastare il dominio dei flussi globali.

Il convegno permetterà il confronto tra studiosi e ricercatori nell’ottica di fornire un quadro d’insieme multidisciplinare sul tema. Non solo, al loro fianco i principali attivisti e portavoce di esperienze concrete di autogoverno presenti in Italia che porteranno la loro esperienza in ambito economico e sociale.

La prima giornata è dedicata soprattutto alla conoscenza di alcune buone pratiche in corso nel contesto locale attraverso visite guidate e un confronto con i soggetti che le conducono.
La seconda giornata è riservata al confronto fra mondo della ricerca e soggettività sociali che animano tante esperienze di democrazia di luoghi. In quest’ambito, i Laboratori paralleli mirano a produrre nuove conoscenze e narrazioni utili a qualificare il dibattito culturale e scientifico e a mettere in luce strategie d’azione per il rinnovamento degli istituti di democrazia.

Saranno proposti tre laboratori: 1 – Le forme di pianificazione e di patti dal basso fra potenziali protagonisti di nuovi istituti di mediazione con le istituzioni; 2 – Le forme di autorganizzazione sociale nelle periferie urbane e sul territorio; 3 – Le forme innovative di economia e di istituti produttivi connessi alla autovalorizzazione dei beni comuni patrimoniali.

L’ultima giornata è destinata ad approfondire i temi trattati nei Laboratori e sviluppare alcune riflessioni sulle questioni alla base del convegno.

L’ingresso per la cittadinanza attiva è a contributo libero.

L’architettura sui banchi di scuola. Al via “Abitare il Paese – la cultura della domanda. I bambini e i ragazzi per un progetto di futuro”

Serve che l’architettura entri nelle scuole per generare una cultura della domanda di questa disciplina, per ridurre l’assuefazione all’ordinarietà di una edilizia mediocre e superare definitivamente lo stereotipo secondo il quale all’architetto ci si debba rivolgere solo quando si voglia ottenere l’effetto stupefacente di una costruzione ardita o una sequenza armonica di grigi nel design di un interno all’ultima moda. Urbanistica, architettura e politiche urbane hanno passato gli ultimi 80 anni a costruire piani, regole e modelli perdendo però di vista la ragione fondamentale di tutto questo: migliorare la vita delle persone. È questa la ragione per cui devono essere attivate, senza ulteriori rinvii, politiche e processi in grado di assicurare la qualità dell’abitare. È il momento di pensare la città del futuro prossimo perché in quel futuro si giocherà il destino dei bambini e dei ragazzi di oggi e di quelli che verranno.

Spiega così Giuseppe Cappochin, Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori l’obiettivo principale del Progetto “Abitare il Paese – la cultura della domanda – i bambini e i ragazzi per un progetto di futuro” che si avvale della collaborazione della Fondazione Reggio Children – Centro Loris Malaguzzi. Un progetto innovativo, ambizioso, lanciato nel corso del recente Congresso Nazionale degli architetti italiani.

La prima tappa del progetto si è appena conclusa ed ha riguardato l’attività di formazione per gli architetti che saranno protagonisti di questo “viaggio nella scuola italiana”. Saranno coinvolti oltre 3mila bambini e ragazzi tra i 3 e i 18 anni di oltre 70 scuole distribuite su 35 province e 15 regioni. Verranno anche coinvolti i loro insegnanti e dirigenti scolastici che interagiranno con gli architetti e le comunità locali puntando a “ragionare insieme” sulla strategia per la città del futuro. Gli istituti scolastici sono distribuiti su tutto il territorio nazionale (anche se si tratta di un progetto pilota) e includono le città metropolitane e le aree interne, ma anche quelle periferiche e aree di particolare complessità.

“Siamo particolarmente contenti di aver avviato questo significativo progetto in collaborazione con il Consiglio Nazionale degli Architetti – sottolinea Carla Rinaldi, presidente di Fondazione Reggio Children – perché quello del rapporto tra pedagogia e architettura è un tema particolarmente caro all’esperienza educativa di Reggio Emilia. Ma il progetto assume un valore particolare perché ribadisce la centralità dei bambini e dei ragazzi come cittadini dell’oggi e non solo di domani. Ed è quindi da oggi, da subito, a partire dai desideri, visioni e sogni di bambini e ragazzi, che può partire un ripensamento delle città presenti e future, ambizioso obiettivo del progetto Abitare il Paese”.

Il Progetto “Abitare il Paese – la cultura della domanda – i bambini e i ragazzi per un progetto di futuro” prevede incontri e tavoli di lavoro che saranno sviluppati, in forma coordinata, a livello territoriale e i cui risultati saranno presentati in una serie di eventi che saranno organizzati nei singoli territori. É previsto inoltre un evento conclusivo a livello nazionale al termine dell’anno scolastico 2018/2019 e, tra le varie iniziative, sarà realizzata una Mostra itinerante mirata a descrivere come deve essere, dal punto di vista dei bambini e dei ragazzi, la città del futuro. Un modo per contribuire a dare un volto all’idea di città del futuro intelligente e sostenibile, nella quale le risorse ambientali, culturali e umane, vengono valorizzate e concorrono a creare un ambiente in cui l’esistenza umana è in equilibrio, connettendo i primi e gli ultimi, gli anziani e i bambini. E così proprio i bambini e i ragazzi diventano i protagonisti di questo sforzo creativo e progettuale per arrivare, nel dialogo con gli architetti, ad essere protagonisti della costruzione del mondo in cui si troveranno a vivere.

Fonte: AWN – Archiworld Network

Due architetti della provincia di Taranto selezionati per il progetto “Abitare il paese”, con la Fondazione Reggio Children

Il Consiglio Nazionale Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC) propone il progetto “Abitare il Paese” che si avvale dell’esperienza di Fondazione Reggio Children – Centro “Loris Malaguzzi”, rivolto agli Istituti Comprensivi e Istituti Superiori che verranno individuati in sinergia con gli Ordini provinciali e che coinvolgerà bambini, ragazzi, dirigenti scolastici, tutor (2 architetti per ogni realtà territoriale) e le comunità locali.

Il Centro Internazionale “Loris Malaguzzi” è un luogo dedicato all’incontro di quanti, in Italia e nel mondo, intendono innovare educazione e cultura. Un luogo internazionale aperto al futuro, a tutte le età, alle differenti culture, alle idee, alle speranze e all’immaginazione. Un grande spazio che produce ricerca, innovazione e sperimentazione sui contenuti e sui processi educativi nei diversi ambiti del sapere.

Un luogo del possibile, luogo utile e necessario alla città e al quartiere che cambia, che mette al centro i bambini e le loro potenzialità, che vuole offrire occasioni di creatività a ragazzi, giovani, famiglie e nuove opportunità alla comunità educativa internazionale e a quanti hanno caro il tema della formazione e della innovazione.

Per la provincia di Taranto sono stati selezionati gli architetti Aldo Summa di Maruggio e Nicola Volpe di Massafra, che dall’8 al 10 Novembre parteciperanno a Reggio Emilia ad un corso di formazione che coinvolgerà, in totale, circa 60 persone da tutta Italia.

Dopo la formazione iniziale per i professionisti/tutor, il progetto prevede l’attivazione dei tavoli di lavoro territoriali, lo sviluppo del progetto attraverso due/tre incontri da tenersi nel corso dell’anno scolastico 2018/2019, per concludere il percorso con la fase finale di restituzione.

Si tratta di una prima esperienza pilota a livello nazionale. L’obiettivo è quello di farne una pratica regolare, che verrà ripresa anno dopo anno, sollecitando le candidature dirette dei territori.

Il progetto avrà diffusione capillare e rappresenterà un momento di “consapevolezza” inedito nel rapporto tra architettura e Paese, tra “il mestiere dell’architetto” e i percorsi formativi tradizionali.

> Visita il sito di “Reggio Children”

> Visita il sito della Fondazione Reggio Children – Centro “Loris Malaguzzi”