Cammina, conosci e gusta: Domenica 17 Novembre, alla scoperta dei campi fioriti di zafferano nel territorio di Maruggio (Ta)

Forse non tutti sanno che nei secoli scorsi, assieme alle più rinomate coltivazioni di vite, grano e ulivi e alle relative produzioni, in Salento erano molto rigogliosi i campi di zafferano (che si ottiene dal pistillo del fiore di “crocus sativus”).

Un’importante testimonianza dell’abbondante presenza di zafferano nella penisola salentina la troviamo in una meravigliosa mappa della Puglia (risalente al 1567 e stampata nel 1601) in cui compare la scritta “Hic tractus abundat crocu” per indicare la zona della Terra d’Otranto in cui si era particolarmente sviluppata la raccolta dello zafferano ottenuto dal croco.

Anche nel territorio di Maruggio – in provincia di Taranto -, questa produzione era già in uso nei tempi passati. Lo stesso Girolamo Marciano (vissuto a cavallo tra la fine del ‘500 e l’inizio del ‘600), nel suo “Descrizione, Origini e Successi della Provincia d’Otranto scrive: «Quindi caminando più oltre miglia due si trova la terra di Maruggio, miglio uno dalla marina distante. Chiamano questa terra Marubium, altri Maurubium e Maurusium, da’ Mauri, ovvero Mori, i quali dicono averla abitata […]. Oggi si possiede questa terra dalla Religione di Malta de’ Cavalieri di S. Giovanni, a cui la donò una donna cognominata de Pandis per avere i Cavalieri accettato nella religione un suo figliuolo per nome……. l’anno….. Giace questa Terra in luogo fertile, ameno, e salutifero. Ha dalla parte di tramontana un colle, che le fa riparo, e dall’ostro un miglio lontano il mare, dall’oriente ed occidente campagne ed oliveti con territorii fertilissirni d’erbaggi, grani, vini, olii, lini, zafferano, uve passe, fichi, ed altri frutti in abbondanza. ».

Al giorno d’oggi, sempre nel territorio di Maruggio è ancora possibile trovare zafferano selvatico nelle campagne, ma – cosa ben più importante – negli ultimi anni una famiglia del posto ne ha voluto riprendere la coltivazione.
I coniugi Adriano e Nella Greco, infatti, hanno messo su un’azienda e, un po’ alla volta, stanno crescendo in visibilità e commercializzazione.

Domenica 17 Novembre 2019, l’A.P.S. “Play your Place” – assieme a “Zafferano di Campomarino”, “La ‘ngegna” di Marco Piccinni e con il patrocinio del Comune di Maruggio – organizzano una passeggiata per raggiungere proprio i campi coltivati a zafferano, che in questo periodo sono in fiore. Lì gli amici dell’azienda illustreranno ai presenti le origini, le caratteristiche, le fasi di semina e raccolta di questa preziosa spezia.

Per tutti, una gustosa degustazione di prodotti dolciari preparati con lo zafferano dalle mani esperte di Matteo Summa, titolare della pasticceria “Delicieux Sweet Bar”.

Si parte alle ore 9.00 dal punto di ritrovo, che è presso il Boschetto della Maviglia.
Il percorso è lungo circa 4 km (A/R) e non presenta particolari difficoltà.

La partecipazione è GRATUITA, ed è gradita la prenotazione al num. 349.1971486.

Si consiglia di equipaggiarsi con abbigliamento comodo, cappellino per ripararsi dal sole, acqua a sufficienza ed eventualmente anche di fotocamera. Le Associazioni non rispondono di eventuali danni o persone partecipanti all’evento.

La “Giornata del Camminare” di Maruggio: benessere, condivisione e scoperta

Oggi l’invito è esteso a tutti, grandi e piccoli, a tutti coloro che abbiano voglia di condividere una giornata di sole e spensieratezza.

Infatti davanti al punto di ritrovo (presso l’azienda agricola “Olivaro”, nel territorio di Maruggio), notiamo con piacere che si raccolgono un centinaio di persone, e dopo una breve esposizione da parte dei presidenti delle associazioni “Play your Place” – Aldo Summa – e “Terra Nostra” – Piero Melchiorre -, non resta altro che immergersi nelle terre dagli olivi centenari.

Il sole splendente accende i colori che cominciano già ad assumere la morbidezza dei toni autunnali.
I piccoli camminatori scorrazzano contenti, contagiando di allegria con la loro freschezza e vivacità.

Su uno spiazzo che ospita quattro straordinari trulli in fila, sostiamo, adottandoli come cornice per le foto ricordo più belle della giornata. Questi trulli risalenti alla fine del 1800, ospitavano i contadini in alcuni periodi dell’anno, per la raccolta delle olive o dei fichi.

La tappa successiva ci porta a Masseria “Gravara”, situata su un modesto altopiano da cui si domina la campagna circostante. Siamo vicini al mare e ci sembra di intravederlo sfumato in lontananza o forse ne sentiamo solo la presenza rassicurante e il respiro, un poco salmastro, nell’aria. La grande masseria pure se in stato di abbandono, conserva la sua impronta elegante con le scalinate che portano al piano di sopra e quasi intatti i portici, le stalle e le scuderie.

Ora si ritorna, ammirando i grandi olivi carichi di frutti e davanti all’azienda agricola ci attende un piccolo ristoro con gli squisiti formaggi di loro produzione e acqua fresca a volontà per tutti.

Siamo soddisfatti per la riuscita della manifestazione, ma soprattutto per la presenza di tanti piccoli ospiti, che con i loro passi saltellanti e instancabili, ci hanno ricordato quanto sia naturale, se possibile, intraprendere un breve cammino anche nella vita di tutti i giorni.

Ringraziamo tutti i partecipanti, la famiglia Merendino dell’azienda agricola “Olivaro” e il Comune di Maruggio – rappresentato, per l’occasione, dall’Assessore Danilo Chiego e dai Consiglieri Antonella Friscini e Tiziana Destratis – per aver patrocinato l’evento.

Vi aspettiamo chi ha voglia di continuare l’avventura per la prossima domenica, sempre con “Terra Nostra”.

Concludiamo riportando un pensiero dell’amica Mariella Spagnolo:

“CAMMINARE ci ri-genera, ci ridona benessere, scioglie la tristezza che ci portiamo chiusa dentro. Ci inoltriamo attraversando uliveti centenari, e lungo sentieri delimitati da una vegetazione autunnale che ci scalda il cuore.

Il cielo limpidissimo e il sole caldo riaccendono suggestioni d’estate ancora non del tutto svanite. In un momento di sosta contempliamo la maestosità di antiche costruzioni rurali che resistono al tempo. Riprendiamo il cammino, ora in silenzio, ora scambiando parole, mentre gli occhi ritrovano, inaspettatamente, incantevoli paesaggi interiori che credevamo perduti”.

Autore articolo: Clarita Fornari, A.S.D. “Terra Nostra”

Domenica 13 Ottobre a Maruggio (Ta): “Giornata del Camminare”, tra uliveti, trulli e cose buone

Domenica 13 Ottobre in tutta Italia migliaia di cittadini cammineranno insieme a piedi per riprendersi il tempo e gli spazi, e dimostrare che il camminare può essere la prima forma di spostamento sostenibile.

Camminare, infatti, non è solo una sana abitudine che fa bene al corpo e allo spirito. Noi crediamo che il camminare sia anche un impegno civile. Un gesto naturale che ha la potenzialità di innescare un ciclo virtuoso per un nuovo stile di vita che renda marginale l’uso dell’auto e contribuisca allo sviluppo sostenibile.

In occasione dell’ottava edizione della “Giornata Nazionale del Camminare” – promossa da FederTrek – per il sesto anno consecutivo Domenica 13 Ottobre l’A.P.S. “Play your Place” di Maruggio e l’A.S.D. “Terra Nostra” di Sava organizzano una passeggiata lungo un itinerario che toccherà le contrade rurali “Olivaro” e “Castigno”, alla scoperta di grandi uliveti secolari e particolari manufatti dell’architettura in pietra a secco.
Al termine della passeggiata, prevista una degustazione di prodotti tipici a cura dell’Azienda Agricola “Olivaro”

Il punto di ritrovo è presso il parcheggio antistante l’Azienda Agricola “Olivaro”. Si parte alle 9.00.

Il percorso è lungo circa 5 km, non presenta particolari difficoltà.
La partecipazione alla camminata prevede una quota di adesione pari a 3 euro (per la degustazione).
Si prega di prenotare e confermare la partecipazione.

Si consiglia di equipaggiarsi con abbigliamento comodo, cappellino per ripararsi dal sole, acqua a sufficienza ed eventualmente anche di fotocamera.

Le Associazioni non rispondono di eventuali danni o persone partecipanti all’evento.

L’evento è in collaborazione con Endas – Ente Nazionale Democratico di Azione Sociale, ed ha il patrocinio del Comune di Maruggio.

Per informazioni: 349.1971486 / 329.6916914

Venerdì 4 Ottobre la presentazione pubblica del percorso “Abitare il Paese” a Taranto

Il prossimo Venerdì 4 ottobre 2019, su invito dell’Ordine degli Architetti P.P.C. della Provincia di Taranto, sarà a Taranto il Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti P.P.C. Arch. Giuseppe Cappochin, per presenziare ad alcune iniziative in corso.

In particolare nella mattinata, a partire dalle ore 10.00 presso la Scuola “Giovanni Falcone” dell’Istituto Comprensivo “Luigi Pirandello” (al Quartiere Paolo VI) di Taranto, saranno illustrati pubblicamente i risultati della prima edizione dell’iniziativa “Abitare il Paese. La cultura della domanda” (promossa in collaborazione con la Fondazione “Reggio Children”) a cui l’Ordine A.P.P.C. di Taranto ha partecipato, insieme ad altri 34 Ordini provinciali in Italia.

I due tutor della provincia di Taranto, selezionati dal C.N.A.P.P.C. (gli Architetti Aldo Summa e Nicola Volpe, coordinati dalla referente per il Consiglio dell’Ordin Arch. Rosanna Bussolotto), presenteranno il lavoro svolto con gli studenti della scuola primaria e secondaria sul rapporto con il proprio quartiere e con la propria città.

Inoltre sarà inaugurata una mostra con i pannelli dei lavori realizzati nelle altre città italiane aderenti al progetto.

Fonte: Ordine degli Architetti di Taranto

Leggi e scarica gli articoli de La Gazzetta del Mezzogiorno e del Nuovo Quotidiano di Puglia del 5 Ottobre 2019

Una sera d’estate, sotto l’uscio di casa

Arrivata una certa ora, più o meno poco prima che il sole tramonti, spuntano sui marciapiedi alcune sedie: quella di accomodarsi di fronte all’ingresso di casa, in primavera ma soprattutto d’estate, è un’abitudine a cui non diamo molta importanza, come per tutte quelle cose a cui smettiamo di fare caso per un motivo o per l’altro.

Accade che durante la serata si aggiunga altra gente, e le sedie aumentano. Tendenzialmente si cerca di disporle in maniera circolare, in modo che nessuno venga tagliato fuori. Alcuni lasciano la porta aperta e il televisore acceso, lanciando di tanto in tanto un’occhiata distratta allo schermo.

Non tutte le persone che avremmo voluto fotografare ce lo hanno permesso: una donna, per esempio, ha trascinato i suoi figli in casa e non è uscita finché non ce ne siamo andati, senza darci il tempo di spiegare cosa stessimo facendo. Mentre ci allontanavamo, la sentivamo discutere animatamente con i suoi familiari del fatto che non le piaceva l’idea di finire su internet: abbiamo pensato che fosse un atteggiamento insolito, visti i tempi che corrono.

Altri, invece, si sono prestati volentieri: una signora piuttosto anziana ci ha detto che potevamo fotografarla perché lei è abituata, dato che l’associazione di cui fa parte organizza sempre attività, anche nelle scuole, e che le piace stare in mezzo alla gente, ai giovani. “Siamo tutti vecchi rimbambiti! Ma ci facciamo compagnia” ci dice sorridendo.

Vestito a fiori, sandali ortopedici e un ventaglio in mano per sfidare il caldo serale: è questo l’outfit che accomuna le donne ritratte, divenendo una parte fondamentale di quell’immaginario che spontaneamente va delineandosi durante le nostre passeggiate.

Gli uomini, tendenzialmente, si sono mostrati più a loro agio di fronte alla macchina fotografica: hanno un’aria disinvolta, quasi spavalda.

Il reportage è soprattutto un pretesto per conoscerci, scambiare qualche chiacchiera: oltre al più classico A cci sì figghiu? – e annessa ricostruzione istantanea dell’albero genealogico dei presenti, qualcuno ci dice di conoscere Petrolio, menziona qualche articolo in particolare, e a noi fa piacere.

Ci siamo imbattuti in pochi, pochissimi ragazzi. Abbiamo incrociato tre ragazze sedute su un gradino, chine sui rispettivi smartphone, in silenziosa attesa. Erano titubanti a farsi fotografare in una posa così comune, con la sola luce dello schermo ad illuminare i loro volti.

Contemporaneamente i locali sono pieni di adolescenti e giovani: c’è una strana simmetria, una corrispondenza tra le due situazioni – quel bisogno, quell’urgenza di socialità, più o meno dal tramonto in poi, forse la cerchiamo lontano da casa, nel chiacchiericcio da bar, storditi dalla musica e con un bicchiere in mano.

I ritratti sono stati anche l’occasione per intavolare i discorsi più disparati: qualcuno ci ha parlato di sé, qualcun altro ci ha chiesto cosa pensiamo della crisi di governo, della pulizia delle strade, dell’attuale amministrazione.

Le persone ritratte ci chiedono se devono mettersi in posa o se possono essere naturali; c’è chi preferisce darci le spalle e chi chiama a raccolta anche i bambini che giocano poco più in là.

E poi c’è chi di sera si riunisce dopo una giornata difficile, per cercare conforto nella compagnia dei propri cari, per ricostruire un senso di comunità.

Davanti agli usci delle case ci sono anche molti bambini e ci sono cani (e persino un pappagallo!). C’è silenzio ma solo a tratti, e si parla finché non è tardi e arriva il momento di riportare le sedie in casa, finché non è ora di salutarsi e di darsi appuntamento al giorno dopo.

Autore articolo: Rita Mariateresa Mascia

Foto: Gabriele Fanelli

Articolo pubblicato su: Petrolio