Domenica 13 Ottobre a Maruggio (Ta): “Giornata del Camminare”, tra uliveti, trulli e cose buone

Domenica 13 Ottobre in tutta Italia migliaia di cittadini cammineranno insieme a piedi per riprendersi il tempo e gli spazi, e dimostrare che il camminare può essere la prima forma di spostamento sostenibile.

Camminare, infatti, non è solo una sana abitudine che fa bene al corpo e allo spirito. Noi crediamo che il camminare sia anche un impegno civile. Un gesto naturale che ha la potenzialità di innescare un ciclo virtuoso per un nuovo stile di vita che renda marginale l’uso dell’auto e contribuisca allo sviluppo sostenibile.

In occasione dell’ottava edizione della “Giornata Nazionale del Camminare” – promossa da FederTrek – per il sesto anno consecutivo Domenica 13 Ottobre l’A.P.S. “Play your Place” di Maruggio e l’A.S.D. “Terra Nostra” di Sava organizzano una passeggiata lungo un itinerario che toccherà le contrade rurali “Olivaro” e “Castigno”, alla scoperta di grandi uliveti secolari e particolari manufatti dell’architettura in pietra a secco.
Al termine della passeggiata, prevista una degustazione di prodotti tipici a cura dell’Azienda Agricola “Olivaro”

Il punto di ritrovo è presso il parcheggio antistante l’Azienda Agricola “Olivaro”. Si parte alle 9.00.

Il percorso è lungo circa 5 km, non presenta particolari difficoltà.
La partecipazione alla camminata prevede una quota di adesione pari a 3 euro (per la degustazione).
Si prega di prenotare e confermare la partecipazione.

Si consiglia di equipaggiarsi con abbigliamento comodo, cappellino per ripararsi dal sole, acqua a sufficienza ed eventualmente anche di fotocamera.

Le Associazioni non rispondono di eventuali danni o persone partecipanti all’evento.

L’evento è in collaborazione con Endas – Ente Nazionale Democratico di Azione Sociale, ed ha il patrocinio del Comune di Maruggio.

Per informazioni: 349.1971486 / 329.6916914

Venerdì 4 Ottobre la presentazione pubblica del percorso “Abitare il Paese” a Taranto

Il prossimo Venerdì 4 ottobre 2019, su invito dell’Ordine degli Architetti P.P.C. della Provincia di Taranto, sarà a Taranto il Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti P.P.C. Arch. Giuseppe Cappochin, per presenziare ad alcune iniziative in corso.

In particolare nella mattinata, a partire dalle ore 10.00 presso la Scuola “Giovanni Falcone” dell’Istituto Comprensivo “Luigi Pirandello” (al Quartiere Paolo VI) di Taranto, saranno illustrati pubblicamente i risultati della prima edizione dell’iniziativa “Abitare il Paese. La cultura della domanda” (promossa in collaborazione con la Fondazione “Reggio Children”) a cui l’Ordine A.P.P.C. di Taranto ha partecipato, insieme ad altri 34 Ordini provinciali in Italia.

I due tutor della provincia di Taranto, selezionati dal C.N.A.P.P.C. (gli Architetti Aldo Summa e Nicola Volpe, coordinati dalla referente per il Consiglio dell’Ordin Arch. Rosanna Bussolotto), presenteranno il lavoro svolto con gli studenti della scuola primaria e secondaria sul rapporto con il proprio quartiere e con la propria città.

Inoltre sarà inaugurata una mostra con i pannelli dei lavori realizzati nelle altre città italiane aderenti al progetto.

Fonte: Ordine degli Architetti di Taranto

Leggi e scarica gli articoli de La Gazzetta del Mezzogiorno e del Nuovo Quotidiano di Puglia del 5 Ottobre 2019

Una sera d’estate, sotto l’uscio di casa

Arrivata una certa ora, più o meno poco prima che il sole tramonti, spuntano sui marciapiedi alcune sedie: quella di accomodarsi di fronte all’ingresso di casa, in primavera ma soprattutto d’estate, è un’abitudine a cui non diamo molta importanza, come per tutte quelle cose a cui smettiamo di fare caso per un motivo o per l’altro.

Accade che durante la serata si aggiunga altra gente, e le sedie aumentano. Tendenzialmente si cerca di disporle in maniera circolare, in modo che nessuno venga tagliato fuori. Alcuni lasciano la porta aperta e il televisore acceso, lanciando di tanto in tanto un’occhiata distratta allo schermo.

Non tutte le persone che avremmo voluto fotografare ce lo hanno permesso: una donna, per esempio, ha trascinato i suoi figli in casa e non è uscita finché non ce ne siamo andati, senza darci il tempo di spiegare cosa stessimo facendo. Mentre ci allontanavamo, la sentivamo discutere animatamente con i suoi familiari del fatto che non le piaceva l’idea di finire su internet: abbiamo pensato che fosse un atteggiamento insolito, visti i tempi che corrono.

Altri, invece, si sono prestati volentieri: una signora piuttosto anziana ci ha detto che potevamo fotografarla perché lei è abituata, dato che l’associazione di cui fa parte organizza sempre attività, anche nelle scuole, e che le piace stare in mezzo alla gente, ai giovani. “Siamo tutti vecchi rimbambiti! Ma ci facciamo compagnia” ci dice sorridendo.

Vestito a fiori, sandali ortopedici e un ventaglio in mano per sfidare il caldo serale: è questo l’outfit che accomuna le donne ritratte, divenendo una parte fondamentale di quell’immaginario che spontaneamente va delineandosi durante le nostre passeggiate.

Gli uomini, tendenzialmente, si sono mostrati più a loro agio di fronte alla macchina fotografica: hanno un’aria disinvolta, quasi spavalda.

Il reportage è soprattutto un pretesto per conoscerci, scambiare qualche chiacchiera: oltre al più classico A cci sì figghiu? – e annessa ricostruzione istantanea dell’albero genealogico dei presenti, qualcuno ci dice di conoscere Petrolio, menziona qualche articolo in particolare, e a noi fa piacere.

Ci siamo imbattuti in pochi, pochissimi ragazzi. Abbiamo incrociato tre ragazze sedute su un gradino, chine sui rispettivi smartphone, in silenziosa attesa. Erano titubanti a farsi fotografare in una posa così comune, con la sola luce dello schermo ad illuminare i loro volti.

Contemporaneamente i locali sono pieni di adolescenti e giovani: c’è una strana simmetria, una corrispondenza tra le due situazioni – quel bisogno, quell’urgenza di socialità, più o meno dal tramonto in poi, forse la cerchiamo lontano da casa, nel chiacchiericcio da bar, storditi dalla musica e con un bicchiere in mano.

I ritratti sono stati anche l’occasione per intavolare i discorsi più disparati: qualcuno ci ha parlato di sé, qualcun altro ci ha chiesto cosa pensiamo della crisi di governo, della pulizia delle strade, dell’attuale amministrazione.

Le persone ritratte ci chiedono se devono mettersi in posa o se possono essere naturali; c’è chi preferisce darci le spalle e chi chiama a raccolta anche i bambini che giocano poco più in là.

E poi c’è chi di sera si riunisce dopo una giornata difficile, per cercare conforto nella compagnia dei propri cari, per ricostruire un senso di comunità.

Davanti agli usci delle case ci sono anche molti bambini e ci sono cani (e persino un pappagallo!). C’è silenzio ma solo a tratti, e si parla finché non è tardi e arriva il momento di riportare le sedie in casa, finché non è ora di salutarsi e di darsi appuntamento al giorno dopo.

Autore articolo: Rita Mariateresa Mascia

Foto: Gabriele Fanelli

Articolo pubblicato su: Petrolio

200 anni di noi: al via le celebrazioni per il bicentenario della municipalità di Maruggio (Ta)

Si terranno Sabato 6 e Domenica 7 Luglio 2019 le celebrazioni del bicentenario della municipalità di Maruggio, nata nel Maggio 1819.
Una due giorni ricca di iniziative, un programma colmo di eventi e manifestazioni per dare risalto ad un traguardo importante per l’intera comunità con l’obiettivo di continuare a valorizzare le origini, le tradizioni, nonché le peculiarità storiche, artistiche e paesaggistiche della città con la consapevolezza di guardare al futuro tenendo sempre presente i valori del passato.

La giornata di Sabato 6 Luglio prevede:

– ore 11.00, inaugurazione di Piazza del Popolo alla presenza del Vice Presidente della Regione Puglia – dott. Antonio Nunziante

– ore 18.00, Aula Consiliare
consegna ufficiale della Bandiera Blu ai lidi di Campomarino
nell’occasione sarà consegnato il logo della campagna #noallaplastica alla presenza dell’Assessore all’Ambiente Regione Puglia – dott. Gianni Stea

– ore 18.30, Aula Consiliare
“MARUGGIO NELLA STORIA”
moderano i Consiglieri Comunali Maurizio Schirone e Tiziana Destratis

interventi: – dott. Paride Tarentini “Maruggio, archeologia e territorio”; – prof. Francesco d’Ayala Valva “Dai Templari ai Cavalieri di Malta”; – prof. Luigi Marseglia “La Chiesa di San Giovanni fuori le mura”; – dott. Tonino Filomena “Maruggio nel primo Novecento”; – sig. Pietro Palummieri (Palù) “Il territorio nell’arte”; conclusioni del Sindaco di Maruggio – dott. Adolfo Alfredo Longo

al termine, consegna ufficiale della bandiera di Borghi più belli d’Italia.

Domenica 7 Luglio, invece, è previsto:

– in mattinata, corsa dei Sindaci in carrozzina e consegna ufficiale della Bandiera Lilla

– dalle ore 19.00, centro storico
FESTA DEL BICENTENARIO CON RIEVOCAZIONI STORICHE

* Piazza del Popolo, giochi di strada dei bambini
* Largo Umberto I, corso di cucina tipica
* Giardini di Palazzo Caniglia, 1317-18: investitura di Nicola de Pandis, primo Commendatore dei Cavalieri di Malta, e donazione del feudo di Maruggio portato in dote
* Sagrato della Chiesa Madre, 1637: estratto di “Attacco a Maruggio”, assalto dei Turchi alla Commenda Magistrale
* Via Umberto I, 1819: nascita della Municipalità
* Monumento ai Caduti, 1915-18 / 1940-45: le Guerre Mondiali
* Municipio 2019, targa commemorativa e discorso di ringraziamento del Sindaco dott. Adolfo Alfredo Longo

– ore 22.30, Piazza del Popolo
Concerto del Gruppo Folk “Aria di Casa Nostra”

Nasce la Rete degli Ecomusei pugliesi

A volerne l’istituzione la Consulta regionale degli ecomusei riunitasi presso gli Uffici dell’Assessorato all’Industria turistica e culturale, Gestione e valorizzazione dei beni culturali.

Dodici gli Ecomusei riconosciuti ad oggi in Puglia, Valle d’Itria e Valle Carapelle, Paesaggi di Pietra di Acquarica di Lecce e Serre Salentine, l’Urbano a Botrugno, i Paesaggi Culturali del Capo di Leuca, il Diffuso Castello d’Alceste e quello di Cavallino, il Poggio di Mola di Bari, Venere a Porto di Tricase, Liemes Bizantino e le Terre d’Arneo, che dovranno sviluppare le proprie attività favorendo lo scambio di esperienze e il trasferimento di buone pratiche in rete, oltre che stimolare il confronto su tematiche e problematiche relative al modello di ecomuseo quale strumento privilegiato dello sviluppo sostenibile del territorio.

Le modalità con le quali la Rete degli Ecomusei di Puglia opererà saranno definite nelle prossime settimane attorno ad un tavolo di coordinamento convocato, ospitato dall’Ecomuseo Portavoce nominato triennalmente dalla stessa rete. Le attività riguarderanno l’organizzazione di eventi a rilevanza regionale su temi e argomenti diversi che rispondano a esigenze e vocazioni specifiche, la definizione di linee guida condivise per rapportarsi con le altre Reti regionali e/o nazionali, la promozione dell’integrazione degli attrattori culturali del territorio e la diffusione della conoscenza, a livello regionale, della tematica ecomuseale attraverso una costante ed efficace campagna informativa.

“Gli Ecomusei rappresentano un pezzo importante della strategia regionale sui beni culturali.” – ha detto l’assessore all’Industria Turistica e Culturale della Regione Puglia Loredana Capone –  “Perché coniugano perfettamente l’esigenza di valorizzazione del territorio, del suo paesaggio, con quella di coinvolgimento attivo delle comunità che li ospitano. Se da un lato, infatti, occorre farsi carico della salute dei nostri beni, dall’altro non possiamo permettere che si salti di restauro in restauro senza preoccuparsi dei contenuti che questi beni andranno a riempire e da cui, di fatto, dipenderà o meno il loro futuro e parte dell’economia dei territori coinvolti. Ecco che, allora, l’idea della rete regionale è una risposta concreta alla necessità di riflettere insieme sull’utilizzo consapevole di questo straordinario Patrimonio immaginando ben oltre il qui e ora. La cultura abbatte i muri, non li alza. Ce lo insegna la storia. Allora la prima cosa da fare e su cui insistere è e sarà sempre quella di costruire un rapporto di vera prossimità tra le “pietre” e le persone. Perché li, nel mezzo, c’è tutta quell’identità che rende i pugliesi: pugliesi”.

Fonte: Regione Puglia