“Sulle strade dei libri. Viaggio nei mondi della lettura”: presentazione del libro di Paola Bisconti, Sabato 20 Maggio presso la Biblioteca Comunale di Maruggio (Ta)

Sabato 20 Maggio 2017 alle ore 18.30 presso la Biblioteca Comunale di Maruggio (Ta) sarà presentato il libro “Sulle strade dei libri. Viaggio nei mondi della lettura” di Paola Bisconti (Edizioni Esperidi).

Dialogheranno con l’autrice l’arch. Aldo Summa – dell’A.P.S. “Play your Place”, associazione che ha organizzato l’evento – e il prof. Maurizio Schirone, consigliere delegato alla Cultura del Comune di Maruggio (che tra l’altro patrocina l’evento).

Paola Bisconti opera da circa dieci anni nel settore culturale con energia, entusiasmo e creatività avviando una serie di progetti che mirano a portare la lettura in contesti insoliti. Aderendo al movimento delle “Little free Library” ha installato nel Salento e non solo circa trenta mini biblioteche contribuendo ad avvicinare le persone ai libri.
Certa del principio secondo il quale la cultura è di tutti e per tutti, nel 2015 la Bisconti ha inventato il “Vagabondaggio Letterario”, momenti di lettura nelle periferie dei paesi con le persone sole o emarginate, o con i ragazzi della “movida”.
Scrivendo versi sulle vetrine dei negozi, Paola ha dato vita al cosiddetto “Assalto poetico” mentre, leggendo alle donne in dolce attesa nelle sale d’aspetto degli studi medici, è nato il “Sottofondo Letterario”.

Altra appassionante iniziativa è “Il TG dei Bambini” condotto dai suoi figli. Già vicedirettrice di Salento in linea, ha collaborato con varie testate tra cui Articolo21, La Perfetta Letizia, L’Ora del Salento.
Attualmente Paola Bisconti cura un blog su Linkiesta e ha condotto una rubrica culturale settimanale sull’emittente televisiva siciliana “Telejato”. È coautrice, con Roberta Natalini, del libro “Le rose d’acciaio” (Pubblicazioni Italiane) che raccoglie le testimonianze delle donne “dell’Ilva” di Taranto.

Instancabile organizzatrice di eventi culturali e artistici, attenta alle tematiche inerenti la legalità e l’uguaglianza, ha curato la prefazione di romanzi e raccolte poetiche. La sua ultima creatura è il blog sullestradedeilibri.it.

Paola Bisconti crede nel potere salvifico e aggregante della lettura, ci regala le sue esperienze, ci invita a seguirla nei suoi percorsi di carta e parole, armati solo di tanta voglia di leggere.

Il libro di Paola Bisconti accende i riflettori sulla situazione culturale del Salento per quanto riguarda il mondo della lettura. Chi legge? E perché? Chi compra libri? E dove? Chi vende libri? Tante sono le domande alle quali questo libro cerca di rispondere.
L’autrice ci prova, narrando con toni appassionanti le sue avventure tra le librerie indipendenti e alcune biblioteche scolastiche della provincia di Lecce, tra una lettura in un parco vicino ad una “Free little Library” e in uno studio medico, o ancora in mezzo alla movida del sabato sera.

> Leggi l’articolo “Le Little Free Libraries sulle spiagge e nelle piazze del Salento”

> Leggi l’articolo “Little Free Library: la biblioteca diffusa che promuove la cultura e il senso di comunità. Cos’è e come funziona”

In un vecchio articolo del 1992 de “Il Corriere del Giorno”, le speranze e i dubbi degli alunni della Scuola Media “Petrarca” di Maruggio (Ta)

In passato (e forse anche oggi) alcuni docenti – soprattutto quelli di Lettere – solevano spesso stimolare gli alunni alla lettura dei quotidiani in classe, allo scopo avvicinarli ai temi dell’attualità, sviluppando in essi capacità di critica confrontando le stesse notizie date da quotidiani diversi, abituandoli così al confronto e alla discussione.
Inoltre, la lettura degli articoli in aula significava avvicinare gli studenti ad un genere di scrittura del tutto particolare, con evidenti risvolti didattici.

Nei primi anni ’90, il “Corriere del Giorno” – quotidiano fondato a Taranto nel 1947 – ritenendo efficace lo scambio proficuo tra il mondo dell’informazione e quello della scuola, allo scopo di sostenere tutte quelle iniziative didattiche per la valorizzazione dell’attività giornalistica quale strumento di arricchimento comunicativo e di modernizzazione del linguaggio, con il “Progetto Scuola” mise a disposizione delle Scuole della Provincia di Taranto un paio di pagine, ad uso e consumo dei singoli istituti.

Esattamente 25 anni fa, la Scuola Media “Petrarca” di Maruggio (Ta) fu invitata a riempire un’intera pagina del giornale, con contributi vari scritti dagli alunni.
Ed è così che con grande soddisfazione, numerosi piccoli maruggesi di allora – coordinati dai propri professori – si improvvisarono piccoli giornalisti e si cimentarono nella scrittura di brevi articoli su argomenti diversi: dalla promozione alla narrazione della storia del paese, dai sondaggi sulla condizione giovanile agli interrogativi sul futuro, fino alla riflessione sulle problematiche di delinquenza locali.

Il 18 Marzo 1992 il giornale uscì nelle edicole, e fu una grande gioia ritrovare stampate sulla carta le parole, i sogni e le perplessità di tanti nostri piccoli concittadini.

Parteciparono al progetto un gruppo di alunni della II C (tra cui Giancarlo Longo, Isabellanna Prò, Giovanna Fina, Cinzia Marseglia, Francesco Lombardi, Enrico Favale), gli alunni della II D (tra cui Gianluigi Solazzo, Davide Santoro, Aldo Summa, Chiara Pignatelli), e le alunne della classe III E.

Per leggere e scaricare la pagina de “Il Corriere del Giorno” in formato pdf clicca qui

Confronto, riflessioni e proposte sul tema della disabilità nel corso dell’O.S.T. “Libera le Barriere Day” a Maruggio

Il tema della disabilità è molto delicato, e troppo spesso ammantato da una sorta di strano pudore, che talvolta invece di rispettare le persone rischia di escluderle.
Per questo nel corso dell’iniziativa “Libera le Barriere Day” che si è svolta Sabato 26 Novembre nell’androne della palestra dell’Istituto Comprensivo “Del Bene” di Maruggio, abbiamo cercato di parlarne, provando a superare quei preconcetti che derivano proprio dalla non conoscenza della problematica, tentando di superare anche il concetto stesso di “problema”, perché esso non esiste se iniziamo a pensare i nostri amici disabili al pari di chiunque altro, con le stesse ambizioni e le stesse emozioni, considerandoli una risorsa preziosa da valorizzare e aiutandoli a diventare soggetti socialmente attivi.

Per raggiungere questi obiettivi, occorre fare piazza pulita di qualsivoglia ostacolo di natura psicologica, fisica, giuridica che tenda a frenare, limitare e complicare questo percorso.
Il tentativo dell’iniziativa è stato proprio questo: tornare a casa con una consapevolezza in più, più informati, arricchiti di una maggiore sensibilità.

Lo scorso Settembre si è svolto a Lecce il primo Open Space sulla Disabilità. Purtroppo l’A.P.S. “Play your Place” – che pure era stata invitata – non ha potuto partecipare, ma abbiamo approfittato dell’amicizia con la dott.ssa Annatonia Margiotta (referente del Gruppo di Lavoro Interdisciplinare “Libera le Barriere”) per candidare la nostra Maruggio ad una tappa del tour che questo gruppo intraprenderà nel Salento al fine di sensibilizzare sulla tematica della disabilità.

Ritenendo l’argomento di interesse e importanza trasversale, “Play your Place” ha voluto da subito coinvolgere il Comune di Maruggio per il tramite dell’Assessore ai Servizi Sociali e alle Politiche della Disabilità – la signora Stefania Moccia -, la quale si è mostrata entusiasta dell’iniziativa e che ringraziamo per la sua disponibilità.
Così come ringraziamo la dott.ssa Alessandra Maiorano dell’Ufficio Comunale dei Servizi Sociali per aver collaborato fattivamente all’organizzazione dell’evento.

Occorre riconoscere che – diversamente dal passato – è cresciuta in qualche modo l’attenzione nei confronti del superamento delle barriere architettoniche, e questa Amministrazione Comunale tutta (maggioranza e minoranze insieme) si sta impegnando affinché si possano trovare le soluzioni per l’accessibilità ai luoghi pubblici.

Anche il Preside della Scuola che ha ospitato l’evento “Libera le Barriere Day” – il prof. Salvatore Renna – ha accolto favorevolmente la proposta mettendoci a disposizione l’androne della palestra, aiutandoci a promuovere l’iniziativa anche tra i docenti e gli alunni. Lo ringraziamo, quindi, per la fiducia.

Siamo estremamente felici della partecipazione e della soddisfazione mostrata da coloro che hanno partecipato: Associazioni, giovani, adulti, famiglie.
Per la prima volta la nostra Comunità ha avuto l’opportunità di esprimersi attraverso un metodo – l’O.S.T. – che mette tutti nelle condizioni di poter discutere e contribuire con idee e punti di vista, costruendo relazioni umane in un clima di ascolto reciproco.
Per una sera abbiamo riassaporato tutti il gusto di parlare direttamente – faccia a faccia – su una questione importante, sperimentando un “nuovo” modo di relazionarci, evitando di spendere inutilmente il nostro tempo migliore a scontrarci solo nella realtà virtuale dei social network.

I report dei tavoli di discussione (salute, informazione, scuola e sport) saranno presto disponibili e condivisi, affinché resti traccia di un’esperienza di coinvolgimento “dal basso”, affinché – soprattutto – si possano indirizzare meglio le politiche e i comportamenti collettivi, per garantire il pieno esercizio dei diritti delle persone con disabilità andando oltre le barriere culturali e architettoniche.
Perché è essenziale educarci ed educare alla diversità, in ogni contesto.

P.S. Un ringraziamento particolare all’amico Luigi Pipone Saracino, che riesce sempre a risolvere i problemi dell’ultima ora…

Tanti gli alunni che hanno partecipato al primo concorso di scrittura creativa indetto da “La Macchitedda”

La prima edizione del concorso di scrittura creativa, indetto dall’Associazione Culturale “La Macchitedda” in collaborazione con l’A.P.S. “Play your Place” e con il patrocinio del Comune di Maruggio (Ta), sta riscuotendo un entusiasmo ed una partecipazione – da parte degli alunni e dei loro docenti – ben più ampia delle iniziali aspettative. Infatti, tantissimi sono gli elaborati pervenuti al comitato organizzatore.

Il bando, rivolto ai ragazzi delle classi prime, seconde e terze degli Istituti Secondari di Primo Grado dell’Ambito 23 della Provincia di Taranto, ha visto i giovani cimentarsi nella composizione di filastrocche, poesie, ritornelli e scioglilingua, ispirati dall’originalità di una tema la cui impostazione letterale sovverte le normali prospettive di “osservazione” e riflessione.

“Come quintali di scontrini fiscali furono arsi vivi dallo spirito natalizio”: questo è il titolo che ha portato i ragazzi a riflettere e interrogarsi se davvero il consumismo ha fagocitato quelli che sono i veri, genuini e tradizionali valori dello spirito natalizio, legato alla valorizzazione degli affetti, della condivisione, della solidarietà e dello stare insieme.

Gli obiettivi che l’associazione organizzatrice si è prefissata sono i seguenti: da una parte avvicinare e appassionare i ragazzi alla lettura e alla scrittura facendo emergere le loro potenzialità creative; dall’altro, partendo da temi apparentemente usuali come il Natale e il tanto stigmatizzato consumismo, favorire la riflessione e sviluppare un pensiero critico.

Gli elaborati verranno valutati da una giuria composta dai seguenti esperti: Prof. Pierfranco Bruni (poeta e scrittore), Avv. Giuseppe Pio Caporosso (Studioso di storia e tradizioni locale), Avv. Mary Maggi (ricercatrice storica), Dott. Tonino Filomena (scrittore e storico locale), Prof. Sisto Sammarco (scrittore), Dott. Biagio Saracino (scrittore e storico locale).

I primi 15 elaborati saranno premiati durante la quarta edizione della festa “Aspettando l’Immacolata” che si terrà a Maruggio il prossimo 3 Dicembre 2016 nel rione “Macchitedda”, a partire dalle 18.30.

L’Associazione omonima – fortemente impegnata nel sociale tramite le feste rionali, le numerose iniziative di beneficenza e di carattere didattico, come l’attuale concorso di scrittura creativa – persegue il fine primario di far crescere il territorio insieme ai suoi talenti.

Perché in Giappone i bambini vanno a scuola a piedi da soli

In Giappone, sui mezzi di trasporto si vedono spesso bambini che si spostano tra i vagoni, da soli o in piccoli gruppi, in cerca di un posto a sedere. Indossano calzettoni al ginocchio, scarpe di vernice e pullover a quadri, hanno cappelli a tesa larga legati sotto il mento e l’abbonamento della metropolitana attaccato allo zainetto. Bambini di sei o sette anni che vanno da casa a scuola, o viceversa, senza il controllo di un adulto.

In una famosa trasmissione televisiva intitolata Hajimete no otsukai (La mia prima commissione), si vedono bambini di due o tre anni che vengono mandati fuori casa per sbrigare delle commissioni per la famiglia. Mentre provano a raggiungere il fruttivendolo o il panettiere, i loro progressi sono filmati di nascosto da una troupe televisiva. La trasmissione va in onda da più di 25 anni.

Kaito, un dodicenne di Tokyo, da quando ha nove anni prende il treno da solo per andare da una casa all’altra dei suoi genitori, che hanno l’affido condiviso. “All’inizio ero un po’ preoccupato”, ammette, “mi chiedevo se sarei riuscito a prendere il treno da solo. Ma solo un po’”.

Adesso è facile, dice. Anche i suoi genitori all’inizio erano in apprensione, ma non hanno cambiato idea perché secondo loro il figlio era grande abbastanza e molti altri bambini lo facevano già senza correre alcun rischio.

“A dire il vero, all’epoca ricordo di aver pensato che i treni fossero sicuri, arrivavano in orario ed erano facili da prendere, e che lui è un bambino intelligente”, dice la nuova moglie del padre di Kaito. “Quando ho cominciato a prendere il treno da sola ero più piccola di lui”, ricorda la donna. “Ai miei tempi non avevamo il cellulare, ma riuscivo comunque ad andare dal punto A al punto B con il treno. Se si dovesse perdere può sempre chiamarci”.

Da cosa dipende questo insolito livello di indipendenza? In realtà non si tratta di autonomia, ma di “dipendenza dal gruppo”. È questa l’opinione di Dwayne Dixon, antropologo culturale che ha scritto la sua tesi di dottorato sui giovani giapponesi. “I bambini giapponesi imparano presto che, in teoria, ci si può rivolgere a qualsiasi persona della comunità per chiedere aiuto”, dice.

Questo presupposto è rafforzato a scuola, dove i bambini a turno puliscono e servono il pranzo. Così “la fatica è ripartita tra diverse persone e le aspettative ruotano, e al tempo stesso tutti quanti sanno, per esempio, cosa significa pulire un gabinetto”, afferma Dixon.

Assumendosi la responsabilità degli spazi condivisi, i bambini sviluppano l’orgoglio di esserne responsabili e capiscono in modo concreto quali sono le conseguenze se fanno disordine, poiché dovranno pulire da soli. Questa etica si estende in senso lato agli spazi pubblici (ecco perché le strade giapponesi di solito sono così pulite). Un bambino in giro per la città sa di poter contare sul gruppo in caso di emergenza.

Il Giappone ha un tasso di criminalità molto basso, e questo di sicuro contribuisce a spiegare perché i genitori si sentono tranquilli a mandare fuori casa i bambini da soli. Tuttavia, spazi urbani di dimensioni proporzionate e una propensione culturale agli spostamenti a piedi e con i mezzi pubblici sono anche fattori determinanti nel favorire la sicurezza e, cosa forse altrettanto importante, la percezione della sicurezza.

“Gli spazi pubblici sono decisamente migliori. Spazi a misura d’uomo, che contribuiscono anche a tenere sotto controllo il flusso e la velocità”, sottolinea Dixon. Nelle città giapponesi la gente è abituata ad andare a piedi e i trasporti pubblici hanno la meglio sulla cultura dell’automobile: a Tokyo la metà degli spostamenti avviene su rotaia o in autobus, un quarto a piedi. Gli automobilisti sono abituati a condividere la strada e a dare la precedenza a pedoni e ciclisti.

La nuova moglie del padre di Kaito dice che non permetterebbe mai a un bambino di nove anni di prendere da solo la metropolitana a Londra o New York, a Tokyo invece sì. Questo non significa che nella metropolitana di Tokyo non si corra alcun rischio. Il problema dei palpeggiamenti ai danni di donne e ragazzine, per esempio, dal 2000 ha contribuito all’introduzione di carrozze solo per donne su alcune tratte della metropolitana. Eppure molti bambini in città continuano a prendere la metro per andare a scuola e a sbrigare commissioni nel quartiere senza essere sorvegliati.

Dandogli questa libertà, i genitori ripongono una grande fiducia non solo nei figli, ma nell’intera comunità. “Tanti bambini in tutto il mondo sono autonomi”, osserva Dixon. “Ma secondo me la cosa che più affascina gli occidentali in Giappone è il senso di fiducia e cooperazione che esiste, spesso tacito e non richiesto”.

Autore articolo: Selena Hoy

Fonte: “Internazionale”

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> Leggi l’articolo “Pedibus. La città a piccoli passi”. L’articolo degli alunni di Sava (Ta) su “La Gazzetta del Mezzogiorno”

> Leggi l’articolo “Pedibus – A scuola un passo dopo l’altro”. L’articolo di School News di Galatone (Le)”

> Leggi l’articolo “Al via i pedibus nelle scuole primarie di Sava (Ta) e Galatone (Le), a cura di “Play your Place” di Maruggio”