In un vecchio articolo del 1992 de “Il Corriere del Giorno”, le speranze e i dubbi degli alunni della Scuola Media “Petrarca” di Maruggio (Ta)

In passato (e forse anche oggi) alcuni docenti – soprattutto quelli di Lettere – solevano spesso stimolare gli alunni alla lettura dei quotidiani in classe, allo scopo avvicinarli ai temi dell’attualità, sviluppando in essi capacità di critica confrontando le stesse notizie date da quotidiani diversi, abituandoli così al confronto e alla discussione.
Inoltre, la lettura degli articoli in aula significava avvicinare gli studenti ad un genere di scrittura del tutto particolare, con evidenti risvolti didattici.

Nei primi anni ’90, il “Corriere del Giorno” – quotidiano fondato a Taranto nel 1947 – ritenendo efficace lo scambio proficuo tra il mondo dell’informazione e quello della scuola, allo scopo di sostenere tutte quelle iniziative didattiche per la valorizzazione dell’attività giornalistica quale strumento di arricchimento comunicativo e di modernizzazione del linguaggio, con il “Progetto Scuola” mise a disposizione delle Scuole della Provincia di Taranto un paio di pagine, ad uso e consumo dei singoli istituti.

Esattamente 25 anni fa, la Scuola Media “Petrarca” di Maruggio (Ta) fu invitata a riempire un’intera pagina del giornale, con contributi vari scritti dagli alunni.
Ed è così che con grande soddisfazione, numerosi piccoli maruggesi di allora – coordinati dai propri professori – si improvvisarono piccoli giornalisti e si cimentarono nella scrittura di brevi articoli su argomenti diversi: dalla promozione alla narrazione della storia del paese, dai sondaggi sulla condizione giovanile agli interrogativi sul futuro, fino alla riflessione sulle problematiche di delinquenza locali.

Il 18 Marzo 1992 il giornale uscì nelle edicole, e fu una grande gioia ritrovare stampate sulla carta le parole, i sogni e le perplessità di tanti nostri piccoli concittadini.

Parteciparono al progetto un gruppo di alunni della II C (tra cui Giancarlo Longo, Isabellanna Prò, Giovanna Fina, Cinzia Marseglia, Francesco Lombardi, Enrico Favale), gli alunni della II D (tra cui Gianluigi Solazzo, Davide Santoro, Aldo Summa, Chiara Pignatelli), e le alunne della classe III E.

Per leggere e scaricare la pagina de “Il Corriere del Giorno” in formato pdf clicca qui

Confronto, riflessioni e proposte sul tema della disabilità nel corso dell’O.S.T. “Libera le Barriere Day” a Maruggio

Il tema della disabilità è molto delicato, e troppo spesso ammantato da una sorta di strano pudore, che talvolta invece di rispettare le persone rischia di escluderle.
Per questo nel corso dell’iniziativa “Libera le Barriere Day” che si è svolta Sabato 26 Novembre nell’androne della palestra dell’Istituto Comprensivo “Del Bene” di Maruggio, abbiamo cercato di parlarne, provando a superare quei preconcetti che derivano proprio dalla non conoscenza della problematica, tentando di superare anche il concetto stesso di “problema”, perché esso non esiste se iniziamo a pensare i nostri amici disabili al pari di chiunque altro, con le stesse ambizioni e le stesse emozioni, considerandoli una risorsa preziosa da valorizzare e aiutandoli a diventare soggetti socialmente attivi.

Per raggiungere questi obiettivi, occorre fare piazza pulita di qualsivoglia ostacolo di natura psicologica, fisica, giuridica che tenda a frenare, limitare e complicare questo percorso.
Il tentativo dell’iniziativa è stato proprio questo: tornare a casa con una consapevolezza in più, più informati, arricchiti di una maggiore sensibilità.

Lo scorso Settembre si è svolto a Lecce il primo Open Space sulla Disabilità. Purtroppo l’A.P.S. “Play your Place” – che pure era stata invitata – non ha potuto partecipare, ma abbiamo approfittato dell’amicizia con la dott.ssa Annatonia Margiotta (referente del Gruppo di Lavoro Interdisciplinare “Libera le Barriere”) per candidare la nostra Maruggio ad una tappa del tour che questo gruppo intraprenderà nel Salento al fine di sensibilizzare sulla tematica della disabilità.

Ritenendo l’argomento di interesse e importanza trasversale, “Play your Place” ha voluto da subito coinvolgere il Comune di Maruggio per il tramite dell’Assessore ai Servizi Sociali e alle Politiche della Disabilità – la signora Stefania Moccia -, la quale si è mostrata entusiasta dell’iniziativa e che ringraziamo per la sua disponibilità.
Così come ringraziamo la dott.ssa Alessandra Maiorano dell’Ufficio Comunale dei Servizi Sociali per aver collaborato fattivamente all’organizzazione dell’evento.

Occorre riconoscere che – diversamente dal passato – è cresciuta in qualche modo l’attenzione nei confronti del superamento delle barriere architettoniche, e questa Amministrazione Comunale tutta (maggioranza e minoranze insieme) si sta impegnando affinché si possano trovare le soluzioni per l’accessibilità ai luoghi pubblici.

Anche il Preside della Scuola che ha ospitato l’evento “Libera le Barriere Day” – il prof. Salvatore Renna – ha accolto favorevolmente la proposta mettendoci a disposizione l’androne della palestra, aiutandoci a promuovere l’iniziativa anche tra i docenti e gli alunni. Lo ringraziamo, quindi, per la fiducia.

Siamo estremamente felici della partecipazione e della soddisfazione mostrata da coloro che hanno partecipato: Associazioni, giovani, adulti, famiglie.
Per la prima volta la nostra Comunità ha avuto l’opportunità di esprimersi attraverso un metodo – l’O.S.T. – che mette tutti nelle condizioni di poter discutere e contribuire con idee e punti di vista, costruendo relazioni umane in un clima di ascolto reciproco.
Per una sera abbiamo riassaporato tutti il gusto di parlare direttamente – faccia a faccia – su una questione importante, sperimentando un “nuovo” modo di relazionarci, evitando di spendere inutilmente il nostro tempo migliore a scontrarci solo nella realtà virtuale dei social network.

I report dei tavoli di discussione (salute, informazione, scuola e sport) saranno presto disponibili e condivisi, affinché resti traccia di un’esperienza di coinvolgimento “dal basso”, affinché – soprattutto – si possano indirizzare meglio le politiche e i comportamenti collettivi, per garantire il pieno esercizio dei diritti delle persone con disabilità andando oltre le barriere culturali e architettoniche.
Perché è essenziale educarci ed educare alla diversità, in ogni contesto.

P.S. Un ringraziamento particolare all’amico Luigi Pipone Saracino, che riesce sempre a risolvere i problemi dell’ultima ora…

Tanti gli alunni che hanno partecipato al primo concorso di scrittura creativa indetto da “La Macchitedda”

La prima edizione del concorso di scrittura creativa, indetto dall’Associazione Culturale “La Macchitedda” in collaborazione con l’A.P.S. “Play your Place” e con il patrocinio del Comune di Maruggio (Ta), sta riscuotendo un entusiasmo ed una partecipazione – da parte degli alunni e dei loro docenti – ben più ampia delle iniziali aspettative. Infatti, tantissimi sono gli elaborati pervenuti al comitato organizzatore.

Il bando, rivolto ai ragazzi delle classi prime, seconde e terze degli Istituti Secondari di Primo Grado dell’Ambito 23 della Provincia di Taranto, ha visto i giovani cimentarsi nella composizione di filastrocche, poesie, ritornelli e scioglilingua, ispirati dall’originalità di una tema la cui impostazione letterale sovverte le normali prospettive di “osservazione” e riflessione.

“Come quintali di scontrini fiscali furono arsi vivi dallo spirito natalizio”: questo è il titolo che ha portato i ragazzi a riflettere e interrogarsi se davvero il consumismo ha fagocitato quelli che sono i veri, genuini e tradizionali valori dello spirito natalizio, legato alla valorizzazione degli affetti, della condivisione, della solidarietà e dello stare insieme.

Gli obiettivi che l’associazione organizzatrice si è prefissata sono i seguenti: da una parte avvicinare e appassionare i ragazzi alla lettura e alla scrittura facendo emergere le loro potenzialità creative; dall’altro, partendo da temi apparentemente usuali come il Natale e il tanto stigmatizzato consumismo, favorire la riflessione e sviluppare un pensiero critico.

Gli elaborati verranno valutati da una giuria composta dai seguenti esperti: Prof. Pierfranco Bruni (poeta e scrittore), Avv. Giuseppe Pio Caporosso (Studioso di storia e tradizioni locale), Avv. Mary Maggi (ricercatrice storica), Dott. Tonino Filomena (scrittore e storico locale), Prof. Sisto Sammarco (scrittore), Dott. Biagio Saracino (scrittore e storico locale).

I primi 15 elaborati saranno premiati durante la quarta edizione della festa “Aspettando l’Immacolata” che si terrà a Maruggio il prossimo 3 Dicembre 2016 nel rione “Macchitedda”, a partire dalle 18.30.

L’Associazione omonima – fortemente impegnata nel sociale tramite le feste rionali, le numerose iniziative di beneficenza e di carattere didattico, come l’attuale concorso di scrittura creativa – persegue il fine primario di far crescere il territorio insieme ai suoi talenti.

Perché in Giappone i bambini vanno a scuola a piedi da soli

In Giappone, sui mezzi di trasporto si vedono spesso bambini che si spostano tra i vagoni, da soli o in piccoli gruppi, in cerca di un posto a sedere. Indossano calzettoni al ginocchio, scarpe di vernice e pullover a quadri, hanno cappelli a tesa larga legati sotto il mento e l’abbonamento della metropolitana attaccato allo zainetto. Bambini di sei o sette anni che vanno da casa a scuola, o viceversa, senza il controllo di un adulto.

In una famosa trasmissione televisiva intitolata Hajimete no otsukai (La mia prima commissione), si vedono bambini di due o tre anni che vengono mandati fuori casa per sbrigare delle commissioni per la famiglia. Mentre provano a raggiungere il fruttivendolo o il panettiere, i loro progressi sono filmati di nascosto da una troupe televisiva. La trasmissione va in onda da più di 25 anni.

Kaito, un dodicenne di Tokyo, da quando ha nove anni prende il treno da solo per andare da una casa all’altra dei suoi genitori, che hanno l’affido condiviso. “All’inizio ero un po’ preoccupato”, ammette, “mi chiedevo se sarei riuscito a prendere il treno da solo. Ma solo un po’”.

Adesso è facile, dice. Anche i suoi genitori all’inizio erano in apprensione, ma non hanno cambiato idea perché secondo loro il figlio era grande abbastanza e molti altri bambini lo facevano già senza correre alcun rischio.

“A dire il vero, all’epoca ricordo di aver pensato che i treni fossero sicuri, arrivavano in orario ed erano facili da prendere, e che lui è un bambino intelligente”, dice la nuova moglie del padre di Kaito. “Quando ho cominciato a prendere il treno da sola ero più piccola di lui”, ricorda la donna. “Ai miei tempi non avevamo il cellulare, ma riuscivo comunque ad andare dal punto A al punto B con il treno. Se si dovesse perdere può sempre chiamarci”.

Da cosa dipende questo insolito livello di indipendenza? In realtà non si tratta di autonomia, ma di “dipendenza dal gruppo”. È questa l’opinione di Dwayne Dixon, antropologo culturale che ha scritto la sua tesi di dottorato sui giovani giapponesi. “I bambini giapponesi imparano presto che, in teoria, ci si può rivolgere a qualsiasi persona della comunità per chiedere aiuto”, dice.

Questo presupposto è rafforzato a scuola, dove i bambini a turno puliscono e servono il pranzo. Così “la fatica è ripartita tra diverse persone e le aspettative ruotano, e al tempo stesso tutti quanti sanno, per esempio, cosa significa pulire un gabinetto”, afferma Dixon.

Assumendosi la responsabilità degli spazi condivisi, i bambini sviluppano l’orgoglio di esserne responsabili e capiscono in modo concreto quali sono le conseguenze se fanno disordine, poiché dovranno pulire da soli. Questa etica si estende in senso lato agli spazi pubblici (ecco perché le strade giapponesi di solito sono così pulite). Un bambino in giro per la città sa di poter contare sul gruppo in caso di emergenza.

Il Giappone ha un tasso di criminalità molto basso, e questo di sicuro contribuisce a spiegare perché i genitori si sentono tranquilli a mandare fuori casa i bambini da soli. Tuttavia, spazi urbani di dimensioni proporzionate e una propensione culturale agli spostamenti a piedi e con i mezzi pubblici sono anche fattori determinanti nel favorire la sicurezza e, cosa forse altrettanto importante, la percezione della sicurezza.

“Gli spazi pubblici sono decisamente migliori. Spazi a misura d’uomo, che contribuiscono anche a tenere sotto controllo il flusso e la velocità”, sottolinea Dixon. Nelle città giapponesi la gente è abituata ad andare a piedi e i trasporti pubblici hanno la meglio sulla cultura dell’automobile: a Tokyo la metà degli spostamenti avviene su rotaia o in autobus, un quarto a piedi. Gli automobilisti sono abituati a condividere la strada e a dare la precedenza a pedoni e ciclisti.

La nuova moglie del padre di Kaito dice che non permetterebbe mai a un bambino di nove anni di prendere da solo la metropolitana a Londra o New York, a Tokyo invece sì. Questo non significa che nella metropolitana di Tokyo non si corra alcun rischio. Il problema dei palpeggiamenti ai danni di donne e ragazzine, per esempio, dal 2000 ha contribuito all’introduzione di carrozze solo per donne su alcune tratte della metropolitana. Eppure molti bambini in città continuano a prendere la metro per andare a scuola e a sbrigare commissioni nel quartiere senza essere sorvegliati.

Dandogli questa libertà, i genitori ripongono una grande fiducia non solo nei figli, ma nell’intera comunità. “Tanti bambini in tutto il mondo sono autonomi”, osserva Dixon. “Ma secondo me la cosa che più affascina gli occidentali in Giappone è il senso di fiducia e cooperazione che esiste, spesso tacito e non richiesto”.

Autore articolo: Selena Hoy

Fonte: “Internazionale”

> Leggi l’articolo “Presentati alle Scuole i nuovi progetti educativi di “Play your Place”

> Leggi l’articolo “I progetti per le scuole di “Play your Place”: mobilità sostenibile, educazione ambientale, progettazione partecipata di spazi per i bambini, lettura partecipata del territorio”

> Leggi l’articolo “A piedi in città. La lezione dei nostri figli, che camminano più di noi”

> Leggi l’articolo “Pedibus. La città a piccoli passi”. L’articolo degli alunni di Sava (Ta) su “La Gazzetta del Mezzogiorno”

> Leggi l’articolo “Pedibus – A scuola un passo dopo l’altro”. L’articolo di School News di Galatone (Le)”

> Leggi l’articolo “Al via i pedibus nelle scuole primarie di Sava (Ta) e Galatone (Le), a cura di “Play your Place” di Maruggio”

“Sopra e sotto il mare. Percorso didattico di scoperta dell’ambiente marino”: la nuova proposta integrata di “Play your Place”

In questi giorni, l’Associazione di Promozione Sociale “Play your Place. Il luogo in gioco” di Maruggio (Ta) sta presentando alle Scuole del circondario una nuova proposta integrata: “Sopra e sotto il mare. Progetto didattico di scoperta dell’ambiente marino”.

Tra le numerose finalità perseguite dall’A.P.S. “Play your Place”, risulta estremamente importante la promozione delle attività di educazione ambientale e divulgazione naturalistica, soprattutto per rendere più comprensibili le motivazioni che giustificano l’applicazione di provvedimenti di tutela del paesaggio.

L’opera di sensibilizzazione dei ragazzi nei confronti di tutto ciò che riguarda il mare appare tuttavia molto più impegnativa di quanto possa esserlo far nascere in loro il rispetto per l’ambiente terrestre.
Dalla terraferma, infatti, il mare è visto più come una fonte di risorse, un luogo in cui divertirsi, piuttosto che un “acquario” di straordinaria bellezza con ambienti particolarmente delicati in cui vivono animali estremamente sensibili anche a piccole variazioni ambientali.

Educare le nuove generazioni al rispetto e alla tutela della natura che ci circonda ha un’estrema importanza sociale: attraverso quest’azione non solo si riescono ad avvicinare i ragazzi alla conoscenza del mare e educandoli all’importanza della sua tutela, ma si raggiungono anche i loro genitori, stimolandoli al cambiamento degli stili di vita e delle abitudini.

Per questi motivi l’A.P.S. “Play your Place” – avvalendosi di altre Associazioni partner, di Enti ed esperti locali – ha ideato una proposta didattica integrata (che può essere sviluppata singolarmente o svolta per intero) che consentirà – all’interno delle Scuole – di approfondire tematiche sul contesto marino, utilizzando metodi innovativi, al fine di giungere ad un maggior coinvolgimento degli alunni per un efficace azione di sensibilizzazione ambientale.

“SCOPRI LE DUNE” – a cura dell’A.P.S. “Play your Place. Il luogo in gioco” di Maruggio (Ta)

Si tratta di un percorso storico-naturalistico sulle Dune di Campomarino di Maruggio (Ta) – zona S.I.C. – Sito di Importanza Comunitaria – che consentirà agli studenti di scoprire gli aspetti ambientali che caratterizzano il litorale, per apprezzarne la ricca biodiversità, al fine di comprendere l’importanza della tutela degli habitat e della loro valorizzazione.

Il percorso di visita proposto intende portare a conoscenza dei ragazzi gli aspetti geologici, geomorfologici e botanici del paesaggio costiero, con approfondimenti relativi al riconoscimento e agli usi delle piante autoctone: euforbia e silene delle spiagge, finocchi e gigli marini, ginepri, lentisco, ecc.

L’itinerario si snoda dall’antica torre anticorsara “Torre de’ Molini” – ubicata nel pieno centro della località balneare di Campomarino – per proseguire, a piedi, lungo il percorso guidato realizzato sulle dune immediatamente a ridosso della zona “Mirante”.

“VIAGGIO IN FONDO AL MARE”  – a cura dell’A.P.S. “Play your Place. Il luogo in gioco” di Maruggio (Ta)

Grazie ad una ricca selezione di fotografie subacquee e video dei fondali di Campomarino e delle zone limitrofe, si affrontano diversi temi inerenti l’ambiente marino: dalla conoscenza dei suoi abitanti e dell’ecosistema in cui vivono al problema dell’inquinamento. L’attività, infatti, affronta l’impatto dei rifiuti sull’ambiente, sui cicli naturali, sulla catena alimentare e in generale sull’ecosistema.

Confrontarsi con questo problema significa riflettere sulle sue cause e analizzare le strategie finora adottate per limitarlo.

Abbinata alla lezione frontale, è possibile allestire nei locali della Scuola una mostra fotografica-divulgativa con immagini scattate fino a 20 metri di profondità dalla dott.ssa Rossella Baldacconi, fotografa e biologa marina.

“ALICE NEL REGNO DI POSIDONIA” – a cura dell’Associazione “Teste di Legno” di Galatina (Le)

Spettacolo con tecniche miste di pupazzi e burattini, per far comprendere ai più piccoli – e perché no, anche agli adulti – che il mare e le spiagge rappresentano un bene prezioso per tutti, e che quindi vanno rispettati.

Attraverso gags divertenti, Alice e i suoi amici accompagneranno gli spettatori nelle profondità marine, tra pesci colorati di forme diverse, che si muovono allegramente tra le estese praterie di Posidonia Oceanica, quell’alga che spesso si ritrova sulla spiaggia e che troppo spesso consideriamo – erroneamente – un rifiuto, perché “puzzolente”.

Ai partecipanti viene rilasciata una “Carta dei Diritti del Mare”, con le dieci regole da adottare per la salvaguardia degli organismi marini e per la tutela delle spiagge.

Lo spettacolo è stato scelto nell’ambito della campagna di sensibilizzazione 2016 dell’Area Marina Protetta di Porto Cesareo (Le) nell’ambito del progetto “Ombrellone Blu”.

VISITA D’ISTRUZIONE A “MAREA – CENTRO DI CULTURA DEL MARE” – a cura di EMYS di Gallipoli (Le)

“Marea” – nodo della rete SMUG – Sistema MUseale di Gallipoli ubicato presso il Chiostro dei Domenicani – si configura come un museo innovativo, un centro culturale per un’esperienza museale narrativa del mare e della cultura ad esso legata, con l’ausilio delle tecnologie e degli strumenti multimediali e interattivi di ultima generazione.

Non ospitando reperti, l’allestimento museale multimediale è un racconto suggestivo del mare, articolato tra contenuti audiovisivi, sensori, suoni, realtà aumentata e giochi interattivi, con lo scopo di offrire al visitatore la possibilità di immergersi nella natura e nelle profondità marine e insieme entrare in dialogo interattivo con i suoni e le visioni del territorio, alla scoperta della comunità che lo abita.

Un Museo di esperienza sensoriale, dunque, ma anche un percorso conoscitivo costellato di narrazioni e stimoli all’interattività e al dialogo del visitatore con quanto sente e vede.

VISITA D’ISTRUZIONE AL “MUSEO DEL MARE” – a cura dell’Associazione Culturale “Amart” di Gallipoli (Le)

Di recente istituzione, costituisce la più importante collezione di cetacei della Puglia con una raccolta ornitologica di esemplari di provenienza salentina. Sempre di provenienza locale le collezioni di rettili, crostacei, molluschi e invertebrati.