L’escursione sul litorale est di Campomarino di Maruggio (Ta), su “quiSalento”

Da una parte il mare, dall’altra le dune con tutto il loro tesoro di vegetazione. Si cammina alla scoperta del litorale est di Campomarino di Maruggio, giovedì 17 dalle 17, nell’escursione organizzata dall’associazione Play your Place in collaborazione con Terra nostra.
Si parte da Torre de’ Molini, sul piazzale Italia per raggiungere a piedi la zona Mirante dove si ergono le dune meglio conservate e ricche di biodiversità, per conoscere gli aspetti geologici, geomorfologici e botanici del paesaggio costiero, imparando a riconoscere e usare le piante autoctone come euforbia e silene delle spiagge, finocchi e gigli marini, ginepri e lentisco.
Alla fine del percorso, degustazioni di vini e prodotti da forno, durante lo spettacolo del tramonto.
È previsto un contributo volontario di partecipazione.
Info: 349/1971486

Articolo pubblicato su: “quiSalento”, 15-31 Agosto 2017

Cucinare meglio e mangiare sano con le “Ricette di Lisettina”: Domenica 28 Agosto sulla terrazza del B&B “Luvì” di Maruggio (Ta)

Domenica 28 Agosto 2016 alle ore 19.00 sulla splendida terrazza panoramica del B&B “Luvì” Affittacamere di Maruggio (Ta), la dott.ssa  Elisa Albano – psicologa e autrice motivazionale – terrà un incontro per andare alla scoperta dei  tanti piccoli errori che commettiamo inavvertitamente sulla nostra tavola, confrontarci sugli abbinamenti giusti dei cibi e avventurarci in un mondo nuovo di sapori vegani e crudisti, per arricchire i nostri menù.

Nel corso della serata sarà presentato il primo libro di cucina naturale – edito da Maffei Editore – scritto dalla dott.ssa Albano: “Le ricette di Lisettina” è una raccolta di ricette veloci, sane, gustose, economiche, senza carne, senza pesce, senza uova, senza latte, senza burro, senza lievito, senza zucchero, senza farine raffinate, quasi tutte senza glutine e molte senza cottura, che cerca di coniugare benessere della mente e del corpo.

Seguirà piccola degustazione.

Appuntamento, quindi, presso il B&B “Luvì” degli amici Marilisa e Francesco Duggento, sito in via Gigli n. 33.

L’iniziativa è a cura dell’A.P.S. “Play your Place. Il luogo in gioco” di Maruggio.

Si prega di confermare la propria presenza al num. 349.1971486

Domenica 5 Giugno 2016 a Neviano (Le): Settimo Meeting degli Ecomusei delle Serre e “Pic-nic per la Decrescita”

L’Associazione “Ecomuseo del Paesaggio delle Serre Salentine” in occasione della “Giornata Mondiale della Decrescita” vi invita a partecipare al “7° Meeting degli Ecomusei delle Serre” che si terrà Domenica 5 Giugno 2016 presso l’area esterna del nuovo Museo del Territorio (presso l’Abbazia di San Nicola di Macugno) a Neviano (Le).

Il ritrovo è previsto per le ore 11.00 circa

Da sette anni, ormai, l’appuntamento fisso è insieme giornata di scambio e di convivialità.

La giornata è organizzata per permettere alle realtà ecomuseali operanti sulle Serre Salentine di incontrarsi, confrontarsi scambiandosi le esperienze con l’obiettivo di programmare una serie di attività condivise. Nel corso del meeting saranno illustrate le attività svolte da ciascun Ecomuseo, cui seguirà un dibattito propositivo.

Nella stessa giornata si svolgerà il “Pic-nic per la Decrescita”, un evento coinvolgente, nato su facebook nel 2010, che rivaluta il momento del pasto e dell’incontro, forse il miglior modo attraverso il quale famiglie e amici si raccontano, rivalutando i tempi lenti e riavvicinandosi alle cose semplici.

> Per il pic-nic, ogni partecipante è invitato a portare qualcosa da mangiare per sé e per gli altri: a tal proposito si chiede di preparare una pietanza della tradizione salentina, corredata dalla ricetta per un eventuale raccolta.

Si prega di portare con sé, inoltre, un piatto, una forchetta, un bicchiere (rigorosamente non di plastica per evitare gli sprechi) e una bevanda da condividere con gli altri.

Come raggiungere il Museo del Territorio presso l’Abbazia di San Nicola di Macugno (Latitudine: 18° 8 26.06″ E / Longitudine: 40° 5 16.86″ N):

 

“Sarà un Paese”, il docu-film sostenuto da Unicef sull’Italia di oggi nello sguardo di un bambino

“Sarà un Paese” è il primo lungometraggio di Nicola Campiotti. Il film documentario dura 72 minuti ed è riconosciuto dal MIBAC come film d’interesse culturale nazionale, sostenuto da UNICEF, LIBERA e AGIS SCUOLA.

Sulle tracce dell’eroe fenicio Cadmo, cui il mito attribuisce l’introduzione in Grecia dell’alfabeto, Nicola, trentenne incerto sul futuro, e il fratello Elia, dieci anni, intraprendono un viaggio in Italia alla ricerca di un nuovo linguaggio, per ridare alle cose il loro giusto nome e restituire un senso alle parole. In questo peregrinare, fatto di volti e luoghi, realtà dolorose e memorie storiche, la strada diventa percorso di formazione e insieme di esplorazione immaginaria. Al confine tra documentario e finzione, il film racconta le speranze del Paese che sarà.

La narrazione viene scansionata da una sorta di alfabeto di temi legati ai diritti dei bambini, tanto spesso disattesi anche nel nostro Paese: non a caso l’Unicef ha scelto “Sarà un Paese” per celebrare il 25esimo anniversario della Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza.

Ci sono gli inceneritori urbani che causano la morte, anche dei piccoli, e le discariche a ridosso dei centri abitati; c’è la sicurezza sul lavoro sacrificata all’altare del dio Profitto; ci sono gli altri, che credono ad altre divinità e che non sanno più se appartengono al paese di nascita o a quello In cui sono cresciuti; c’è la disoccupazione che riguarda un giovane italiano su tre. E poi i beni comuni privatizzati, i governi che non tutelano i cittadini, l’ambiente umiliato e offeso.

Per fortuna ci sono anche i comuni virtuosi che credono in una crescita sostenibile e quelli coraggiosi che combattono la mafia. C’è un’Europa possibile, costruita sui sogni dei giovani. E un potenziale di armonia per il Paese che sarà, se lo vogliamo tutti.

Campiotti, con dolcezza e partecipazione, si fa guidare dal piccolo Elia e racconta con grande padronanza della cinepresa un’Italia caleidoscopica in cui i bambini sono la vera risorsa e il vero motore trainante. Non sappiamo se i più piccoli, per cui il docu-film è principalmente inteso, riusciranno a seguire la complessità del racconto, e anche il pubblico adulto probabilmente accuserà un senso di overdose audiovisiva. Ma Sarà un paese è un inno alla speranza e un invito a rimboccarsi le maniche affinché un’altra Italia sia possibile.

Il film è uscito nelle principali città italiane e continua il suo percorso nelle scuole come strumento di lavoro didattico e approfondimento civile.

Il film è distribuito da distribuzione indipendente e si può richiedere una proiezione a questo scrivendo a questo indirizzo mail: distribuzione.indmr@gmail.com

> Visita il sito del film “Sarà un Paese”

“Di Salento, mare e poesia”

Sono nata in una terra dove le Streghe si ricorrono sotto un noce, innalzando canti alla luna, intorno al fuoco ardente. Da piccola le vedevo davvero danzare, le janare, mentre ero a letto e all’ora dei sogni restavo sveglia, tra scintille e visioni. Da Benevento sono andata via quando avevo tre anni, per trovare la mia Terra, il Salento. Qui sono cresciuta, ho iniziato ad amare il mare. Lontano da qui ho desiderato vivere, per poi tornare sempre, con rinnovato incanto.

A casa mia ho respirato a tratti il profumo delle tradizioni campane, ma io ho imparato ad amare quelle salentine: con l’occhio di chi guarda tutto per la prima volta e riesce stupirsi, ogni volta. Dell’estranea che si lascia coinvolgere sentendosi a casa, per un incantevole spazio lungo quanto un respiro profondo, che ti aggiusta il tempo dell’anima. Resto con un perenne senso di non-appartenenza: subisco le profonde fascinazioni, che forse vanno a segno proprio perché nulla mi appartiene e amo l’idea della bellezza, ovunque. E nel Salento c’è una luce così bella che si spalma sulle cose e sui volti e s’inzuppa il cuore nella dolcezza di una visione, in ogni alba idruntina e ogni tramonto jonico. Ogni mezzogiorno barocco sfalda i contorni delle cattedrali e ogni notte di luna su specchi di mare incastonati tra la sabbia e la roccia, diventa beatitudine.

«La gente, qui, ha il colore del mare, ha l’andatura di un’onda, il cuore negli occhi, un corpo azzurrato, perfetto… è stupenda questa gente… anche nel dolore, anche quando urla, quando impreca: questa gente ha l’umore di questa terra, cresce con essa, ad essa confida i suoi mali, le sue gioie, impreca alla morte. I paesi, qui, parlano con le campane, con le campane si annuncia un po’ tutto – e il suono spande la sua ombra su distese di fieno e due vecchi sulla chiesa sono una carezza d’infinito. » Dobbiamo gridarlo che sono parole di Antonio Verri, così come dobbiamo gridare il nome di Vittorio Bodini, quello di Girolamo Comi, di Vittore Fiore e degli altri loro compagni d’avventura. Abbiamo un debito con loro, perché hanno dipinto il volto autentico di questa terra, regalandoci la Bellezza di una carezza che non morirà mai.

Il Salento esige rispetto, scavo, dedizione.

Presa per mano dai miei genitori ho scoperto il mare di Gallipoli e l’incanto delle sue trasparenze: mi sorprendevo nel vedere che tutto il mondo parlava delle Maldive, perché le acque in cui facevo il bagno io, mi sembravano esattamente come quelle delle foto dei luoghi lontani ed ambiti dai turisti. Ero piccola, si partiva da Lecce: mio padre sceglieva le spiagge subito dopo i grandi Hotel Costa Brada e Sirenuse, per arrivare al mare si doveva attraversare una pineta e poi si scopriva la meraviglia di arenili bianchi e poco frequentati, dove si stava tranquilli, anche ad agosto.

Sono passati molti anni da allora ed il Salento è diventato “di moda”: da Gallipoli a Otranto, da Lecce fino al Capo di Leuca, ogni anno i “miei” luoghi dell’anima vengono invasi da folle di vacanzieri desiderosi di sole, disposti a sgomitare pur di saltare al ritmo della pizzica e di gustare le specialità di una sagra. Ed io sono orgogliosa di vedere che la mia Terra piace e viene apprezzata da gente di ogni dove. Eppure è proprio nei giorni del clamore mondano, mentre si balla dal tramonto all’alba e a volte non si riescono a contare le stelle perché si è bevuto qualche cocktail di troppo, che io riscopro l’incanto dei poeti salentini e li sento vibrare dentro di me.

E’ facile arrivare qui con un biglietto andata -ritorno e tanta voglia di oblio e stordimento. Il Salento sa incantare chi vuole amarlo in superficie, per un flirt estivo che scivola e si mette in un cassetto come i ricordi più belli di una vita. Meno ovvio è amarla nell’anima questa Terra, un luogo che si mette il vestito buono all’ora dell’aperitivo, ma ai suoi figli troppo spesso riserva l’amara scoperta di un destino duro, perché il lavoro qui manca da sempre e siamo in crisi da prima che il mondo iniziasse a parlare di crisi. Sempre a combattere con chi vuole pagarci poco e in nero e la nostra dignità che urla di andare lontano. Sempre a sperare che i finanziamenti non siano solo per gli amici degli amici. Sempre a ripeterci che domani andrà meglio, finché non abbiamo scoperto i veleni interrati ed allora lo sdegno è stato tanto che abbiamo perso la voce, in una muta deriva di rabbia. Eppure ci siamo stretti piangendo attorno agli ulivi, quando l’Europa ha gridato che i nostri giganti sono condannati a morte.

Il Salento è anche questo, eppure riesce a farsi perdonare quando sa far tornare il sole: è allora che dimentichiamo la pioggia e scendiamo in strada a proclamare la gioia della vita, fatta di cose semplici, di friseddhe cullu pummitoru e di caffè in ghiaccio col latte di mandorla.

Io ho solo una penna con me, ma so che tutte le parole che scriverò le dedicherò in segreto a questa terra, che non sa comprendermi, lasciandomi piangere lacrime salate, ma nonostante tutto sa amarmi, a modo suo.

Autore articolo: Maria Pia Romano

Fonte: “Libreriamo”