L’1 Febbraio a Brindisi, incontro-dibattito: “Chi ha paura dell’albero”, prospettive per una gestione possibile del verde in una città che cambia

La conferenza – che si svolgerà presso Palazzo Granafei-Nervegna a Brindisi – sarà una importante occasione di discussione sulla più che mai importante tematica della gestione dell’albero in ambito urbano. Dopo gli eccezionali eventi meteorici che hanno divelto, in ambienti urbani e in siti naturalistici, migliaia di alberi, causando danni rilevanti a persone e cose, si ripropone con grande urgenza la necessità di una seria riflessione sulla presenza dell’albero in città e sulla sua gestione.

La presenza di esemplari arborei in città rischia infatti di essere percepita come scomoda e pericolosa, generando paure e pregiudizi che nulla hanno a che fare con il “bene ambientale” più antico e più efficace di cui dispone il genere umano.

INDIRIZZI DI SALUTO

Domenico Vitto (Presidente ANCI Puglia)

Riccardo Rossi (Sindaco della Città di Brindisi)

Vincenzo Zara (Magnifico Rettore Università del Salento)

Domenico Ragno (Direttore Generale ARIF Puglia – Agenzia Regionale Attività Irrigue e Forestali)

Rosario Centonze (Presidente Federazione regionale degli Ordini dei Dottori Agronomi e Forestali della Puglia)

Mauro Ianese (Vice Presidente Associazione Italiana Direttori e Tecnici Pubblici Giardini)

Alessandro Colucci (Presidente Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali Provincia di Brindisi)

INTERVENTI DI

Giovanni Sanesi /Ordinario di Selvicoltura DISAAT Università ‘Aldo Moro’ Bari)

Francesco Ferrini (Ordinario di Arboricoltura DAGRI Università degli Studi di Firenze)

Luigi Strazzabosco (Dottore Forestale PhD ISA Master Arborist)

Riccardo Buccolieri (Docente di Meteorologia urbana DISTEBA Università del Salento)

Fabio Ippolito (Coord. Tecnico Orto Botanico DISTEBA Università del Salento )

CONCLUSIONI

Antonio De Donno (Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Brindisi)

MODERA

Giovanni Nardelli (Direttore parchi e giardini Città di Brindisi)

La giornata di studi è promossa da: Associazione Italiana Direttori e Tecnici di Pubblici Giardini, Federazione regionale degli Ordini dei Dottori Agronomi e Forestali della Puglia, ARIF Puglia Agenzia Regionale Attività Irigue e Forestali, Associazione Ville e Giardini di Puglia, Ordine Dottori Agronomi e Dottori Forestali Provincia di Brindisi

Hanno già concesso il patrocinio: ANCI Puglia, Comune di Brindisi, Comune di Fasano, Università del Salento

Con la collaborazione di: La Pietra Giardini s.r.l., Monopoli, Ditta Mello Lucio, Carmiano, Brindisi Multiservizi s.r.l., Brindisi

“Percorsi di Storia”: tre domeniche a piedi, per riscoprire la bellezza di Sava, Maruggio e Manduria

Favorire il benessere del corpo e della mente con un programma di passeggiate in luoghi insoliti e suggestivi, combinando la bellezza del paesaggio alla storia e alle tradizioni culturali delle città. E’ con questo spirito che le Associazioni “TerrA NostrA”, “Play your Place” “Pro Loco Sava” ,”Pro Loco Maruggio”, “Profilo Greco” ed Endas (impegnate costantemente nella promozione turistica e culturale del nostro territorio) organizzeranno per tre domeniche di Dicembre altrettante visite guidate a Sava, Maruggio e Manduria.

Tre imperdibili appuntamenti per i residenti e per i visitatori, per i curiosi e gli appassionati che intendono saperne di più, conoscere e apprezzare meglio i luoghi nei quali vivono e muovendosi lentamente osservare ciò che ci circonda da una prospettiva inedita, ri-scoprendo beni culturali aperti o accessibili per la prima volta.

Alla fine di ogni camminata, i partecipanti potranno arricchire l’esperienza di visita degustando prodotti tipici e vini locali.

Questo il programma:

Domenica 9 Dicembre: “La devozione popolare a Sava”

In compagnia della guida turistica arch. Aldo Summa, si percorrerà un itinerario che tiene insieme manufatti e luoghi sacri, dalla Cappella Immacolata vecchia alla Chiesa della Croce, passando per il Cimitero Vecchio, la Cappella dello Schiavo ed altro ancora.

Il ritrovo è in Piazza San Giovanni con partenza prevista per le ore 9.00. Per informazioni contattare il seguente nr. 333.1845685

Domenica 16 Dicembre: “Alla scoperta del centro storico di Maruggio”

Sempre l’arch. Aldo Summa accompagnerà i visitatori in un percorso urbano che si snoderà tra le strette vie dell’antica “Terra Murata” raggiungendo luoghi come il Palazzo dei Commendatori dei Cavalieri di Malta, la Chiesa Madre, l’ex Convento e alcune botteghe d’arte presepiale.

Il punto di ritrovo è presso Largo Umberto I, vicino al Monumento ai Caduti. Si parte alle ore 9.00. Per informazioni nr. 349.1971486

Domenica 23 Dicembre: “Due passi dentro e fuori Manduria”

Insieme alla guida turistica dott. ssa Angela Greco, gli ospiti avranno la possibilità di muoversi lungo un itinerario che partendo dall’area archeologica (San Pietro Mandurino) giungerà nel cuore della città messapica.

Ci si ritrova presso il parcheggio di via Fabio Massimo e si parte alle ore 9.00. Per informazioni chiamare il nr. 334.3477737

L’iniziativa è patrocinata dai Comuni di Sava, Maruggio e Manduria. L’evento è in collaborazione con “Cantina Bosco” di Avetrana.

È previsto un contributo di partecipazione.

L’Unesco dichiara i muretti a secco patrimonio dell’Umanità

I muretti a secco italiani entrano nella lista Unesco del Patrimonio Culturale Immateriale. La decisione è arrivata nel corso della tredicesima sessione del Comitato intergovernativo per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale che si è tenuta a Port Louis, Repubblica di Mauritius. Oltre all’Italia, il riconoscimento per quest’arte antica è andato a Croazia, Cipro, Francia, Grecia, Slovenia, Spagna e Svizzera.

L’arte del muretto a secco, spiega l’Unesco, “riguarda il know-how relativo alla realizzazione di costruzioni in pietra impilando le pietre l’una sull’altra, senza l’utilizzo di altri materiali se non talvolta la terra asciutta. Le strutture in pietra a secco sono diffuse nella maggior parte delle aree rurali – principalmente in terreni scoscesi – sia all’interno che all’esterno degli spazi abitati. La stabilità delle strutture è garantita da un’attenta selezione e collocazione delle pietre, e le strutture in pietra a secco hanno modellato numerosi paesaggi, formando vari modi di abitazione, agricoltura e allevamento. Queste strutture testimoniano i metodi e le pratiche utilizzate dall’uomo dalla preistoria ad oggi per organizzare il proprio spazio di vita e di lavoro ottimizzando le risorse naturali e umane locali. Svolgono un ruolo fondamentale nella prevenzione di frane, inondazioni e valanghe, nella lotta all’erosione e alla desertificazione dei terreni, nella valorizzazione della biodiversità e nella creazione di condizioni microclimatiche adeguate per l’agricoltura”.

“Le strutture in pietra a secco sono sempre realizzate in perfetta armonia con l’ambiente e la tecnica esemplifica un rapporto armonioso tra l’uomo e la natura. La pratica si tramanda principalmente attraverso l’applicazione pratica adattata alle condizioni particolari di ogni luogo”, conclude l’Unesco.

È la seconda volta, dopo la pratica tradizionale della coltivazione della vite ad alberello di Pantelleria, che viene attribuito questo riconoscimento a una pratica agricola e rurale.

“Ancora una volta i valori dell’agricoltura sono riconosciuti come parte integrante del patrimonio culturale dei popoli – commenta il ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio – Il nostro Paese si fonda sull’identità. I nostri prodotti agroalimentari, i nostri paesaggi, le nostre tradizioni e il nostro saper fare sono elementi caratterizzanti della nostra Storia e della nostra cultura. Non è un caso quindi che, dei 9 elementi italiani riconosciuti dall’Unesco patrimonio immateriale dell’umanità, ben 4 appartengano al patrimonio rurale e agroalimentare. Un risultato che conferma l’importanza di questo comparto nel nostro Paese e quanto sia fondamentale, come Governo e come cittadini, non dimenticare mai le nostre radici. Ecco perché è necessario continuare a investire nella promozione e nella valorizzazione, anche a livello internazionale, delle nostre produzioni agroalimentari e dei nostri territori.”

Nel 2010 la Dieta Mediterranea è stata iscritta come primo elemento culturale al mondo a carattere alimentare nella lista Unesco; nel 2014 il riconoscimento della coltivazione della vite ad alberello di Pantelleria, primo elemento culturale al mondo di carattere agricolo riconosciuto dall’Unesco; nel 2017 è stata la volta de “L’Arte del Pizzaiuolo Napoletano”.

La candidatura della pratica rurale dell’arte dei muretti a secco è stata portata avanti dal Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo in sinergia con il MAECI e con la Commissione nazionale Unesco.

Fonte: AgCult

A Castel del Monte, il VI Convegno SdT: “La democrazia dei luoghi. Azioni e forme di autogoverno comunitario”. Presenti gli Ecomusei di Puglia

Il VI Convegno della Società dei Territorialisti e delle Territorialiste  – Associazione multidisciplinare formata da studiosi di diversi Atenei italiani e europei – dal 15 al 17 Novembre si svolgerà in Puglia a Castel del Monte (BAT) sul tema: “La democrazia dei luoghi. Azioni e forme di autogoverno comunitario“.

Il convegno dell’Associazione presieduta da Alberto Magnaghi – cui aderiscono, tra gli altri, Piero Bevilacqua, Franco Cassano, Serge Latouche, Anna Marson, Luca Mercalli, Giorgio Nebbia, Giancarlo Paba, Tonino Perna, Wolfgang Sachs, Enzo Scandurra, Vandana Shiva, Alberto Tarozzi – si propone di costruire un quadro concettuale e d’azione capace di confrontarsi con le difficoltà di definire temi come la “comunità”, misurando i concetti rispetto alle esperienze in fieri, dinamiche, aperte, mettendo in luce i caratteri, la diffusione, la capacità generativa di luoghi che possono contrastare il dominio dei flussi globali.

Il convegno permetterà il confronto tra studiosi e ricercatori nell’ottica di fornire un quadro d’insieme multidisciplinare sul tema. Non solo, al loro fianco i principali attivisti e portavoce di esperienze concrete di autogoverno presenti in Italia che porteranno la loro esperienza in ambito economico e sociale.

La prima giornata è dedicata soprattutto alla conoscenza di alcune buone pratiche in corso nel contesto locale attraverso visite guidate e un confronto con i soggetti che le conducono.
La seconda giornata è riservata al confronto fra mondo della ricerca e soggettività sociali che animano tante esperienze di democrazia di luoghi. In quest’ambito, i Laboratori paralleli mirano a produrre nuove conoscenze e narrazioni utili a qualificare il dibattito culturale e scientifico e a mettere in luce strategie d’azione per il rinnovamento degli istituti di democrazia.

Saranno proposti tre laboratori: 1 – Le forme di pianificazione e di patti dal basso fra potenziali protagonisti di nuovi istituti di mediazione con le istituzioni; 2 – Le forme di autorganizzazione sociale nelle periferie urbane e sul territorio; 3 – Le forme innovative di economia e di istituti produttivi connessi alla autovalorizzazione dei beni comuni patrimoniali.

L’ultima giornata è destinata ad approfondire i temi trattati nei Laboratori e sviluppare alcune riflessioni sulle questioni alla base del convegno.

L’ingresso per la cittadinanza attiva è a contributo libero.

L’architettura sui banchi di scuola. Al via “Abitare il Paese – la cultura della domanda. I bambini e i ragazzi per un progetto di futuro”

Serve che l’architettura entri nelle scuole per generare una cultura della domanda di questa disciplina, per ridurre l’assuefazione all’ordinarietà di una edilizia mediocre e superare definitivamente lo stereotipo secondo il quale all’architetto ci si debba rivolgere solo quando si voglia ottenere l’effetto stupefacente di una costruzione ardita o una sequenza armonica di grigi nel design di un interno all’ultima moda. Urbanistica, architettura e politiche urbane hanno passato gli ultimi 80 anni a costruire piani, regole e modelli perdendo però di vista la ragione fondamentale di tutto questo: migliorare la vita delle persone. È questa la ragione per cui devono essere attivate, senza ulteriori rinvii, politiche e processi in grado di assicurare la qualità dell’abitare. È il momento di pensare la città del futuro prossimo perché in quel futuro si giocherà il destino dei bambini e dei ragazzi di oggi e di quelli che verranno.

Spiega così Giuseppe Cappochin, Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori l’obiettivo principale del Progetto “Abitare il Paese – la cultura della domanda – i bambini e i ragazzi per un progetto di futuro” che si avvale della collaborazione della Fondazione Reggio Children – Centro Loris Malaguzzi. Un progetto innovativo, ambizioso, lanciato nel corso del recente Congresso Nazionale degli architetti italiani.

La prima tappa del progetto si è appena conclusa ed ha riguardato l’attività di formazione per gli architetti che saranno protagonisti di questo “viaggio nella scuola italiana”. Saranno coinvolti oltre 3mila bambini e ragazzi tra i 3 e i 18 anni di oltre 70 scuole distribuite su 35 province e 15 regioni. Verranno anche coinvolti i loro insegnanti e dirigenti scolastici che interagiranno con gli architetti e le comunità locali puntando a “ragionare insieme” sulla strategia per la città del futuro. Gli istituti scolastici sono distribuiti su tutto il territorio nazionale (anche se si tratta di un progetto pilota) e includono le città metropolitane e le aree interne, ma anche quelle periferiche e aree di particolare complessità.

“Siamo particolarmente contenti di aver avviato questo significativo progetto in collaborazione con il Consiglio Nazionale degli Architetti – sottolinea Carla Rinaldi, presidente di Fondazione Reggio Children – perché quello del rapporto tra pedagogia e architettura è un tema particolarmente caro all’esperienza educativa di Reggio Emilia. Ma il progetto assume un valore particolare perché ribadisce la centralità dei bambini e dei ragazzi come cittadini dell’oggi e non solo di domani. Ed è quindi da oggi, da subito, a partire dai desideri, visioni e sogni di bambini e ragazzi, che può partire un ripensamento delle città presenti e future, ambizioso obiettivo del progetto Abitare il Paese”.

Il Progetto “Abitare il Paese – la cultura della domanda – i bambini e i ragazzi per un progetto di futuro” prevede incontri e tavoli di lavoro che saranno sviluppati, in forma coordinata, a livello territoriale e i cui risultati saranno presentati in una serie di eventi che saranno organizzati nei singoli territori. É previsto inoltre un evento conclusivo a livello nazionale al termine dell’anno scolastico 2018/2019 e, tra le varie iniziative, sarà realizzata una Mostra itinerante mirata a descrivere come deve essere, dal punto di vista dei bambini e dei ragazzi, la città del futuro. Un modo per contribuire a dare un volto all’idea di città del futuro intelligente e sostenibile, nella quale le risorse ambientali, culturali e umane, vengono valorizzate e concorrono a creare un ambiente in cui l’esistenza umana è in equilibrio, connettendo i primi e gli ultimi, gli anziani e i bambini. E così proprio i bambini e i ragazzi diventano i protagonisti di questo sforzo creativo e progettuale per arrivare, nel dialogo con gli architetti, ad essere protagonisti della costruzione del mondo in cui si troveranno a vivere.

Fonte: AWN – Archiworld Network