tradizioni popolari

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L’Associazione “Ecomuseo del Paesaggio delle Serre di Neviano” e l’Assessorato alla Cultura del Comune di Neviano (Le), in occasione dei festeggiamenti civili della Madonna della Neve e allo scopo di far rivivere l’antica tradizione delle luminarie artigianali ed artistiche che per tanti anni hanno caratterizzato le vie di Neviano, in occasione della novena, con la loro magia di forme, luci e colori, organizzano l’ottava edizione del concorso “ADDOBBA E ILLUMINA NELLA TRADIZIONE LA TUA NEVIANO”.

Le forme e le dimensioni possono essere varie (stelle, barche, caravelle, torri, lampioni, edicole votive…). I materiali utilizzati: spago, canne, filo di ferro, carta velina e… arte e fantasia!

I lavori saranno valutati ad insindacabile giudizio di una giuria qualificata il 3 AGOSTO 2017 e premiati la sera del 6 AGOSTO 2017 in PIAZZA CONCORDIA.

Ai primi tre classificati sarà consegnata una coppa.

Per informazioni e per iscriversi al concorso contattare il num. 333.5359193

Il 24 Giugno si festeggia la natività di san Giovanni Battista, al quale sono legati ben tre primati: è l’unico Santo di cui si celebra la nascita (e non il martirio o la traslazione delle reliquie); è il Santo più rappresentato della storia dell’arte (lo vediamo anche fanciullo, soprattutto nel Quattrocento italiano); è il santo a cui si ispirò Guido d’Arezzo per il nome delle note musicali (UT queant laxis – REsonare fibris – MIra gestorum – FAmuli tuorum – SOLve polluti – LAbii reatum – Sancte Johannes).

L’eccezionalità della figura del Battista risiede nel ruolo centrale assegnato al Santo nella dottrina cristiana: San Giovanni – precursore dell’avvento di Cristo –  costituisce infatti la connessione tra Antico e Nuovo Testamento, essendo l’ultimo dei profeti e il primo Santo del Vangelo. È comprensibile quindi che la celebrazione della natività del Battista abbia un’importanza speciale nel calendario medievale.

La tradizione di festeggiare la natività di san Giovanni Battista è infatti molto antica (ne dà notizia sant’Agostino già nel IV secolo) ed è il tipico esempio di come si siano intrecciati e mescolati riti romani, celtici e cristiani.

Nell’antica Roma i giorni immediatamente seguenti al solstizio d’estate corrispondevano alle feste in onore della Dea Fortuna: in quest’occasione le persone più umili e indigenti si recavano al tempio dedicato alla Dea per offrire sacrifici e trascorrevano il resto della giornata in banchetti intorno al tempio. Una consuetudine che, anche dopo molti secoli, avrebbe contribuito a fare delle celebrazioni di san Giovanni una festa di carattere popolare.

La notte di S. Giovanni – il 24 Giugno – rientra nelle celebrazioni solstiziali, durante le quali secondo un’antica credenza il sole (fuoco) si sposa con la luna (acqua): da qui i riti e gli usi dei falò e della rugiada, presenti nella tradizione contadina e popolare. Non a caso gli attributi di S. Giovanni sono il fuoco e l’acqua, con cui battezzava: una comoda associazione, da parte del cristianesimo, per sovrapporsi alle antiche celebrazioni.

Così nel corso del tempo, c’è stato un mischiarsi di tradizioni antiche, pagane, e ritualità cristiana, che dettero origine a credenze e riti in uso ancora oggi e ritrovabili perlopiù nelle aree rurali.

Nella notte del 24 Giugno era una festa di purificazione in cui si dava fuoco alle stoppie secche. Questi falò avevano il preciso compito di allontanare gli spiriti maligni, illuminare le tenebre ed infondere energie positive in coloro che praticavano danze e canti propiziatori intorno alle lingue di fuoco che, quasi con fare ipnotico, levitavano verso il cielo.

I contadini si posizionavano principalmente su dossi o in cima alle colline, e accendevano grandi falò in onore del sole, per propiziarsene la benevolenza e rallentarne idealmente la discesa; spesso con le fiamme di questi falò venivano incendiate delle ruote di fascine, che venivano fatte precipitare lungo i pendii, accompagnate da grida e canti.

I falò avevano una funzione purificatrice: per questo vi si gettavano dentro cose vecchie o marce, perchè il fumo che ne scaturiva tenesse lontani spiriti maligni e le streghe (si riteneva che in questa notte le streghe si riunissero e scorrazzassero per le campagne, alla ricerca di erbe).

Nella tradizione popolare, San Giovanni era venerato come taumaturgo capace di guarire qualsiasi male. Era a Lui che il popolo si rivolgeva per scongiurare il pericolo dei temporali che incutevano sempre grande paura per i danni che potevano arrecare ai raccolti e alle persone.

Un’usanza molto diffusa era anche quella della raccolta delle erbe di San Giovanni, le quali acquistano proprietà magiche, benedette dalla rugiada del santo e dagli influssi astrali. Il potere alle piante veniva trasmesso dalla rugiada, ragion per cui bisognava attendere che questa si depositasse sulle foglioline prima di poterle raccogliere.

Queste si raccoglievano, appunto, nella notte fra il 23 e il 24 Giugno, si mettevano in un bacile colmo d’acqua e lo si lasciava fuori casa per tutta la notte.

Il mattino seguente ci si sciacquava viso e occhi per lavare via ogni negatività. L’acqua aveva il potere di aumentare la bellezza, preservare dalle malattie ma nello stesso tempo difendere dal malocchio, l’invidia e le fatture, soprattutto quelle pronunciate contro i bambini.

Tra le erbe utilizzate per la preparazione della cosiddetta “acqua di San Giovanni” possiamo menzionare:

− l’iperico dai fiori gialli, da tenersi sul corpo tutta la notte per proteggere dalle sventure, e garantire sonni sereni, o fuori dalle porte per proteggere le famiglie;
− l’artemisia contro il malocchio;
− la ruta per le proprietà curative, e come scaccia diavoli, data la sua forma a croce;
− la menta bagnata dalla rugiada a garanzia della lunga vita;
− la salvia a proteggere dalle creature malvagie;
− la verbena simbolo di pace e prosperità; cara alle streghe, era in grado di guarire dalle malattie;
− il ribes i cui frutti rossi sono chiamati anche bacche di San Giovanni;
− la vinca, utilizzata anch’essa per la preparazione di talismani vegetali;
− la mandragora, una delle piante più pericolose, con la doppia facoltà di sedare ed eccitare data la sua essenza ambivalente, maschio e femmina; molto cara alle streghe, la usavano per preparare narcotici e filtri d’amore;
− il rosmarino che, appeso con iperico e ruta alle porte delle case, teneva lontani diavoli e streghe;
− l’aglio, potentissimo talismano, se raccolto prima del sorgere del sole era particolarmente forte contro la stregoneria;
− l’artemisia, preservava dai fulmini ed era amuleto protettivo contro il malocchio;
− la lavanda, riposta a mazzetti nei cassetti e negli armadi, proteggeva la biancheria e per estensione anche tutta la famiglia;
− la felce, donava capacità divinatorie, forze soprannaturali e sapienza (secondo le credenze il suo fiore si schiude solo la Notte di San Giovanni, resta visibile per un attimo e può essere raccolto solo dopo aver lottato con il diavolo);
− l’erba carlina, che serviva ad impedire il passo malefico della strega; se inchiodata alla porta di casa infatti, costringeva la strega a contarne con esattezza tutti i capolini.

Il piatto più tipico della stagione estiva incontra il ballo locale più tradizionale: da questo incontro nasce la serata “Pizzica&Frise”, organizzata dalla “Pro Loco Maruggio” e dalla Parrocchia “Maria SS. Assunta” di  Campomarino di Maruggio (Ta).

Non è la prima volta che i soci della “Pro Loco” incontrano e collaborano con Don Angelo Micocci: è già successo in occasione della pettolata svoltasi lo scorso Dicembre.

Il prossimo Sabato 24 Giugno – dopo la Santa Messa delle 19.00 – davanti allo spazio antistante la Chiesa di Campomarino saluteremo l’arrivo dell’estate gustando le gustose friselle sapientemente condite, ascoltando la musica del gruppo folk locale “Aria di Casa Nostra” e ballando la travolgente “pizzica” salentina.

Vi aspettiamo numerosi!!

Una giornata dedicata al patrimonio paesaggistico dei muretti a secco raccontato dal noto architetto torinese Donatella Murtas, ideatrice e coordinatrice dell’Ecomuseo dei Terrazzamenti e della Vite di Cortemilia (Cuneo), oggi coordinatrice dell’Alleanza Mondiale per il Paesaggio Terrazzato – Sezione Italiana. 

Nel corso dell’iniziativa in programma per Venerdì 16 Giugno alle ore 17,30 presso il Castello di Andrano (Le) sarà presentato il suo libro:“Pietra su pietra”, realizzato nell’ambito del progetto di cooperazione per la costituzione di una rete ecomuseale per la gestione dei propri paesaggi. Una guida pratica e divulgativa alla costruzione, alla manutenzione e al recupero delle costruzioni a secco, perché chi vive il paesaggio possa continuare o tornare a prendersi cura della propria architettura di pietra. Con l’autrice dialogheranno i maestri paretali salentini.

Dopo i saluti del Presidente del Parco Regionale Naturale Costa Otranto – S. Maria di Leuca e Bosco di Tricase, ing. Nicola Panico, interverranno Loredana Capone, Assessore all’Industria Turistica e Culturale della Regione Puglia; Maria Piccarreta – Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Province di Brindisi, Lecce e Taranto e Loredana Magurano – La.Ar.Pa. s.r.l. – Laboratorio di Architettura del Paesaggio.

Nella seconda parte del pomeriggio sarà proiettato il video “Costruire in pietra a secco”, un lavoro sui costruttori a secco nel mondo, realizzato dalla stessa Murtas assieme ad altri colleghi europei all’interno del Lifelong Learning Programme dell’Unione Europea (Leonardo Project).

In questa occasione sarà lanciato il concorso fotografico a premi “Uno scatto per il paesaggio”, i cui lavori verranno presentati con una mostra fotografica presso il Castello di Andrano e itinerante negli altri Comuni del Parco.

L’incontro del 16 Giugno è organizzato nell’ambito del programma delle attività culturali per il triennio 2016-2018 promosso della Regione Puglia, LA.AR.PA. s.r.l. – Laboratorio di Architettura del Paesaggio in collaborazione con il Parco Regionale Naturale Costa Otranto – S. Maria di Leuca e Bosco di Tricase.

Più che una lezione di cucina… una festa! È questo quello in cui si è trasformata la terza lezione del “Corso di Cucina Tipica” maruggese organizzato dalla Pro Loco Maruggio e che si è svolto presso il B&B “Le Vele” di Alessandra Lamusta.

Una location davvero esclusiva e di straordinaria bellezza ha fatto da cornice a questo nuovo appuntamento di un corso, fortemente voluto da Pro Loco Maruggio e volto a riscoprire i piatti della tradizione culinaria maruggese.

Dopo la lezione delle “puddiche” svoltasi presso la Masseria “Le Fabriche” e la lezione su “i pizzarieddi” che si è tenuta presso l’“Affittacamere “Luvì” abbiano imparato a fare “li pezzuri” sotto la guida della simpatica Luciana Margarita.

Accanto ai “corsisti” si sono aggiunti altri amici che hanno voluto farci una sorpresa, ed ecco che, come dicevamo all’inizio, una semplice lezione di cucina si è trasformata una vera e proprio festa fra amici.

Ed è proprio questo lo spirito con cui, noi di Pro Loco Maruggio abbiamo pensato queste lezioni: un modo per stare insieme, imparando qualcosa e “mettendo (è proprio il caso di dirlo) le mani in pasta” creando delle sinergie importantissime fra persone, territorio e strutture ricettive.

La straordinaria location del B&B “Le Vele” ha fatto il resto: un luogo magico a poche centinaia di metri dal mare dove trascorrere, immersi nel verde e nella quiete della campagna, delle giornate di estremo relax all’ombra dei gelsi o delle palmizie accarezzati dalla brezza estiva oppure facendo un tuffo nella splendida piscina della struttura, amorevolmente gestita da Alessandra e Massimo, che hanno fatto della ricezione un arte e che ringraziamo per averci accolti ed ospitati.

Alcuni ospiti stranieri della struttura, incuriositi, si sono uniti a noi ed è stato davvero interessante percepire che, nonostante le differenze culturali e di linguaggio, il buon cibo e il buon vino, gentilmente offerto dal sig. Attilio Simeone, unisce davvero tutti.

Non ci resta che ringraziare tutti coloro che hanno partecipato… e darvi appuntamento alla prossima lezione!

Autore articolo: Stefania Chiego

Articolo pubblicato su “La Voce di Maruggio”

Dopo l’entusiasmo dimostrato dai partecipanti alla prima lezione – svoltasi Domenica 26 Marzo scorso presso la Masseria “Le Fabriche” e incentrata sulla preparazione delle tradizionali “puddiche” pasquali - e alla seconda lezione - che si è tenuta il 9 Maggio presso l’Affittacamere “Luvì” e durante la quale sono stati preparati “li pizzarieddi” – torna l’originale “Corso di Cucina Tipica” organizzato dalla “Pro Loco Maruggio”. Si tratta di una serie di appuntamenti teorico-pratici  per il piacere di riscoprire la cucina del nostro territorio attraverso le ricette della tradizione maruggese.

La terza lezione del “Corso di Cucina Tipica” è dedicata alla preparazione de “li pezzuri”, e si svolgerà Giovedì 8 Giugno a partire dalle ore 18.00 presso il B&B “Le Vele”, struttura ricettiva ubicata in Località “Colonne” a Campomarino di Maruggio.

La durata della dimostrazione (preparazione e cottura dei prodotti, comprensiva della degustazione finale) è di circa due ore, e comunque si concluderà entro l’orario di cena.

Per ovvie ragioni di spazi e di organizzazione, il corso è limitato a un numero massimo di 5 partecipanti. Qualora dovessero esserci ulteriori richieste, la lezione del “Corso si Cucina Tipica” sarà riproposta nei modi e nei tempi che saranno tempestivamente ed opportunamente comunicati.

Il contributo di partecipazione è di € 8,00.

É possibile ricevere ulteriori informazioni e prenotarsi esclusivamente contattandoci al seguente numero telefonico: 328.2624851 (no SMS).

Media partner dell’iniziativa è “La Voce di Maruggio”. Patrocinio del Comune di Maruggio.

Con questo percorso, la “Pro Loco Maruggio” intende trasmettere -  attraverso la conoscenza dei prodotti nostrani e delle ricette delle nonne – la passione per il territorio e per una tradizione culinaria che fatica ad essere tramandata, offrendo altresì – sia ai maruggesi che ai visitatori – la possibilità di cimentarsi con la lavorazione dei prodotti e la preparazione dei piatti, immergendosi nella cultura immateriale della nostra comunità.

I partecipanti (muniti di grembiule, mattarello ed ogni altro utensile che verrà prestato in loco), saranno affiancati di volta in volta dalle più brave casalinghe locali, che la “Pro Loco Maruggio” ha fortemente voluto coinvolgere in quanto custodi di saperi, tecniche e utili consigli.

Il corso è organizzato in collaborazione con l’A.P.S. “Play your Place” che già da tempo sta divulgando una serie di originali quaderni fotografici sfogliabili on-line (e inviati in formato .pdf a richiesta): “Le ricette – illustrate – della tradizione maruggese”, utile strumento per imparare autonomamente a “mettere le mani in pasta”.

Al progetto hanno aderito – in maniera entusiastica – una serie di attività ricettive (la Masseria “Le Fabriche”, il B&B “Luvì” e il B&B “Le Vele”, e altre se ne stanno aggiungendo…), che oltre ad ospitare le lezioni del corso, durante l’anno potranno avvalersi della collaborazione degli organizzatori per proporre il format dell’esperienza anche ai loro ospiti.

Nasce così una rete virtuosa che di fatto mette insieme le persone con le loro idee (prima di tutto), le Associazioni culturali e di promozione territoriale con gli operatori dell’accoglienza turistica (strutture ricettive e della ristorazione), a vantaggio dello sviluppo dell’intera comunità.

> Leggi l’articolo “Con il “Corso di Cucina Tipica” della Pro Loco, i sapori e saperi della tradizione gastronomica maruggese alla portata di tutti”

> Leggi l’articolo ““Corso di Cucina Tipica” della Pro Loco di Maruggio: Domenica 26 Marzo a “Le Fabriche” prepariamo “li puddichi””

> Leggi l’articolo ““Corso di Cucina Tipica” della Pro Loco di Maruggio: Martedì 9 Maggio da “Luvì” prepariamo “li pizzarieddi””

L’Associazione di Promozione Sociale “Play your Place. Il luogo in gioco” di Maruggio (Ta) opera da diversi anni nella promozione attiva del territorio e – avvalendosi della professionalità di una Guida Turistica regolarmente abilitata dalla Regione Puglia e in possesso del tesserino professionale (nonché Tutor Diocesano dei Beni Culturali Ecclesiastici) – propone un ventaglio di proposte di visita riservato agli ospiti delle strutture ricettive del posto, appassionati di storia, arte, architettura, fede, natura, botanica, sapori e saperi dimenticati.

Si tratta di tre itinerari di visita finalizzati alla scoperta del ricco patrimonio culturale locale:

-          “Scoprire Maruggio”, visite guidate nel centro storico e nelle chiese di Maruggio;

-          “Scopri le Dune”, escursioni guidate sulle Dune di Campomarino di Maruggio;

-          “Passeggiando nel paesaggio”, escursioni guidate tra ulivi, trulli e masserie rurali di Maruggio;

e di un percorso esperienziale a cura della “Pro Loco Maruggio” (con cui “Play your Place” collabora) finalizzato alla trasmissione del “saper fare” culinario:

-          “Corso di cucina tipica”, riscoprire la cucina del territorio con le ricette tradizionali di Maruggio.

Le schede tematiche sono state inviate agli operatori turistici (gestori di strutture d’accoglienza e della ristorazione) e su ognuna di esse sono riportate le informazioni utili a tutti quegli ospiti che volessero usufruire dei servizi offerti dall’Associazione, con l’obiettivo di far loro conoscere ed apprezzare meglio i nostri luoghi e la nostra Comunità.

L’intento è quello di costruire – assieme agli operatori del settore, primi interlocutori dei visitatori e primi promotori delle bellezze nostrane – un’efficace rete di collaborazione, al solo scopo di qualificare l’offerta turistica, a beneficio di coloro che scelgono di trascorrere le loro vacanze a Maruggio e Campomarino.

Leggi e scarica il pacchetto di proposte di Play your Place

 

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