Il concorso dedicato ai Cammini di tutta Italia

L’Unione delle Pro Loco (UNPLI) in collaborazione con l’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEFV) e il V° Festival europeo della Via Francigena, promuove il PRIMO CONCORSO NAZIONALE dedicato ai Cammini e ai sentieri italiani.

L’A.P.S. “Play your Place. Il luogo in gioco” di Maruggio (Ta) e l’A.S.D. “Terra Nostra” di Sava (Ta) – da sempre impegnate nella valorizzazione e promozione del territorio – sono già all’opera per partecipare al concorso e segnalare itinerari conosciuti assieme a quelli tutti da scoprire!

> DESTINATARI E PARTECIPAZIONE

Il Premio è aperto a chiunque voglia parteciparvi. La partecipazione al Premio è gratuita ed implica l’accettazione del presente regolamento.

> ARGOMENTO

Il tema principale che i concorrenti dovranno affrontare è quello dei Cammini e sentieri italiani, noti e meno noti, come occasione per un turismo sostenibile, a contatto con la natura e rispettoso delle persone e delle tradizioni locali.

> REQUISITI DELLE OPERE

a) VIDEO – “100 secondi”

Sono ammessi video in tutti i formati disponibili che sviluppino l’argomento in ogni modo possibile, bianco e nero o a colori, elaborati e adottando qualsiasi tecnica espressiva. Le opere devono essere originali, mai utilizzate in altre occasioni. La durata non deve superare i 100 (cento) secondi. I video, unitamente alla scheda di adesione, dovranno pervenire tramite una qualsiasi piattaforma di scambio file (ad es. Wetransfer, Google Drive, Jumbo mail, ecc…) all’indirizzo segreteria@camminitaliani.it o su CD/DVD da spedire presso: UNPLI via Ancona 40 – 00055 Ladispoli (RM), specificando “CONCORSO CAMMINI ITALIANI”.

b) RACCONTO CON FOTO – “300 parole e 3 foto”

Segnala il “Tuo” cammino, caro per ricordi, natura, genti e culture che lo animano. Invia 3 fotografie euna descrizione dell’esperienza in non più di 300 parole. Il testo e le foto devono pervenire alla seguente email segreteria@camminitaliani.it unitamente alla scheda di adesione.

Per tutte le sezioni – Le opere devono esser e originali, mai utilizzate in altre occasioni.

> ISCRIZIONI

Per iscriversi al concorso Cammini italiani l’Autore dovrà inviare alla segreteria la scheda di adesione unitamente al materiale della sezione scelta e ad una breve biografia. Si può partecipare contemporaneamente ad entrambe le sezioni.

Per eventuali informazioni o chiarimenti è possibile contattare la Segreteria UNPLI al numero: 06.99226483 – segreteria@camminitaliani.it

> GIURIA

La Giuria sarà composta da cinque esperti del settore. Il giudizio della giuria è inappellabile.

> SELEZIONI, VINCITORI e RICONOSCIMENTI

Il termine ultimo per partecipare al concorso è fissato per le ore 23:30 del 6 settembre 2015. La Giuria si riunirà successivamente per dare una votazione ai video che più si saranno distinti in termini di qualità del materiale presentato e dell’aderenza rispetto al tema proposto nel Bando. Le Opere premiate, insieme a quelle segnalate dalla Giuria, saranno successivamente pubblicate in un’apposita sezione del sito www.camminitaliani.it, sul canale YouTube “Progetti UNPLI” e sulla pagina Facebook “Unpli”.

Al primo, al secondo e al terzo classificato della sezione RACCONTO CON FOTO – “300 parole e 3 foto”andranno rispettivamente 750,00 (settecentocinquanta/00), 500,00 (cinquecento/00), 250,00 Euro (duecentocinquanta/00). Per i lavori segnalati dalla Giuria è prevista la pubblicazione dei racconti e delle foto sul trimestrale “ARCOBALENO”, sul sito www.camminitaliani.it e sulla pagina Facebook “Unpli”.

Al primo, al secondo e al terzo classificato della sezione VIDEO – “100 secondi” andranno rispettivamente 750,00 (settecentocinquanta/00), 500,00 (cinquecento/00), 250,00 Euro (duecentocinquanta/00). Per i vincitori e per i lavori segnalati dalla Giuria è prevista anche la pubblicazione e la diffusione sul canale YouTube “ProgettiUNPLI” all’interno di una playlist dedicata.

Per tutti i vincitori è prevista la segnalazione dei propri nominativi sui comunicati stampa e più in generale nella comunicazione collegata al progetto.

La cerimonia di premiazione si svolgerà a Roma il giorno 15 ottobre 2015 presso la Sala della Protomoteca del Campidoglio.

> Leggi e scarica il Regolamento del concorso

> Scarica il modulo di adesione

> Visita il sito “Camminitaliani”

Il 25 e 26 Luglio a Manduria (Ta): “Scegnu”, scene di vita quotidiana in diretta dall’epoca messapica

Esiste a Manduria una fonte d’acqua perenne. Tale fonte è detto Pliniano, da Plinio il Vecchio che ne parlò nelle sue Storie Naturali. Le credenze che si hanno circa questo Fonte Pliniano, è facile siano dovute all’antichità delle notizie che di esso si hanno. La credenza più importante e diffusa è questa: nel Fonte Pliniano esiste un tesoro immenso, costituito da una chioccia con dodici pulcini, pesantissimi e d’oro massiccio. Per ritrovare tale tesoro, però, è necessario sgozzare sul pozzo un bambino o una bambina di non più di cinque anni; oppure si deve trovare una donna incinta che rimanga per tutto il tempo delle ricerche vicino al pozzo con sul petto nudo una serpe che, al momento della comparsa del tesoro, all’improvviso e per incanto, sparirebbe. Questa credenza dei Manduriani ha riscontro in un fatto, di cui si legge in antiche cronache manoscritte, secondo il quale, al tempo dei Messapi una regina, disperata per le sconfitte subite, si precipitò con tutti i suoi tesori in un pozzo sito presso il Fonte Pliniano.

I Messapi, racconta un’altra leggenda, prima di partire in battaglia, quale buon augurio per l’imminente scontro, erano usi appendere “tralci d’oro di mandorlo” poggiate sui rami dell’albero che sovrasta il lucernario della grotta. “Lu Scegnu” monumento misterioso, legato all’albero sacro di mandorlo piantato sui margini del lucernario centrale del vasto antro, ai cui rami i guerrieri messapici appendevano il bottino di guerra e conservata nella grotta e guardata perennemente da una cerva sacra (la cerva regia “cervarezza”); vi era la provvista di acqua fatta da Annibale per la guarnigione cartaginese durante il lungo assedio di Quinto Fabio Massimo. Misterioso è anche il significato della parola “Scegnu” con la quale il popolo, religioso custode delle tradizioni antiche, chiama questo monumento.

Il vocabolo deve appartenere all’antichissima lingua messapica, e probabilmente conserverà sempre celata, nel mistero dell’antichità, la sua origine ed il suo preciso significato. Il palazzo reale di Manduria sorgeva in prossimità del Fonte e ad ovest dello stesso, fornito di atrio e di una piazza principale che prospettava il Fonte medesimo, il centro dell’atrio era decorato da una cerva di marmo che volgarmente era chiamata Cervarezza. Virgilio ne fece una favola, altri scrittori nel corso dei secoli hanno fantasticato storie e leggende. A guardia della grotta e della chioccia, si dice, fu posta una cerva sacra, la “cervarezza”. La grande cerva bianca un animale totemico, infatti sono stati ritrovati recentemente nei campi dell’Arneo numerosi scheletri cervidi.

La Cerva Regia, detta ancora dal popolo la Cervarezza, è posta dalla tradizione a guardia del tesoro sacro alla divinità del Fonte, ricco di acqua che veniva attinta dalla vasca dai sacerdoti per cospargerne i guerrieri ed abbeverare i cavalli onde dar loro ardire per le future lotte contro gli aggressori. La Cerva Regia associazione storico culturale è lieta di condurvi in un viaggio indietro nel tempo, di oltre duemila anni.

Nella suggestiva cornice del parco archeologico delle mura Messapiche di Manduria nei due giorni il 25 e 26 luglio 2015 ingresso ore 19:00, in cui si potrà assaporare l’antico mondo dei Messapi e della Magna Grecia. Scene di vita quotidiana e di guerra curati nei minimi dettagli in una atmosfera che riporta il visitatore al periodo in cui i Messapi, popolo indigeno dell’attuale Salento, abitavano queste terre. Una grande rappresentazione , dove vi troverete immersi in uno spaccato di vita quotidiana al tempo dei Messapi, offrendo al visitatore una emozionante visita e facendo toccare con mano gli oggetti, gli usi e i costumi di un villaggio del IV sec. a.C..

Ogni particolare è stato oggetto di studio e riproposto ricreando oggetti e ambienti: una scena di Simposio, una capanna Messapica completamente arredata con relativi suppellettili, il telaio verticale e tutto il necessario per la lavorazione del filato. In altri spazi verranno esposti e spiegati altre attività come l’utilizzo delle specie vegetali ancora esistenti in simbiosi con l’apicoltura, molto rinomata per l’epoca.

Una serie di attività didattiche che vi permetteranno di vedere come venivano prodotti i filati utilizzati a quel tempo, in più il rarissimo e prestigioso bisso marino prodotto dalla Pinna Nobilis, le tinture naturali per i tessuti compresa la porpora estratta dalle murici del nostro mare.

Un’altra sezione sarà dedicata alla coniazione delle monete, alla lavorazione del mosaico e dell’affresco. Per i più piccoli saranno riproposti alcuni giochi in voga in quel periodo e lezioni di scrittura Messapica su tavolette cerate. Si potrà anche assistere ad una rappresentazione di un rituale funerario a cui i Messapi davano molta importanza. Alcune dimostrazioni di combattimento saranno eseguite a cura dell’associazione I Cavalieri de li Terre Tarantine, con gli opliti tarantini, nemici dei Messapi per un lungo periodo.

La stessa associazione proporrà la danza pirica, una ricca e assortita esposizione di armature in uso in quel periodo. Inoltre sarà possibile gustare i piatti della dieta della civiltà messapica a cura dell’Osteria dei mercanti di Manduria.

Tutto questo e molto altro vi aspetta a Manduria, l’ingresso è libero, non mancate!

Con il Patrocinio del Comune di Manduria Assessorato alla Cultura e la collaborazione de I Cavalieri de li Terre Tarantine di Taranto. Media partner ufficiale La Voce di Manduria.

Autore articolo: Raimondo Rodia
Articolo pubblicato su: “Blogolandia-Galatina” 

Racconto della prima escursione guidata sulle Dune di Campomarino. Le parole di Katia e le foto di Ada

Oggi 17/07/2015, nonostante il clima caldo-umido, caratterizzato dalla nostra zona, data la vicinanza al mare, ci siamo piacevolmente ritrovati per il percorso che in collaborazione con l’associazione Play your place di Maruggio abbiamo denominato “Scopri le Dune”

Da piccola, mi capitava spesso di ammirare dal finestrino dell’auto i cumuli di sabbia che caratterizzavano il nostro litorale, così come le enormi torri che padroneggiavano la costa, chiedendomi spesso, chi mai avrebbe potuto abitarci.

Ebbene, dopo aver lasciato le auto nel parcheggio di Torre Moline, nel territorio di Maruggio, terra dei templari e cavalieri di Malta, abbiamo avuto il piacere di scoprire e immaginare la storia di un tempo, raccontata dall’Architetto Aldo Summa, dando così molte delle risposte alle nostre domande e curiosità, che mi piacerebbe raccontare.

Siamo partiti dalla storia delle torri costiere, le tre torri, risalenti più o meno al XV secolo: 1 TORRE OVO o dell’Ovo, situata sul monte dell’Ovo, nonostante la sua posizione geografica nei pressi della marina di Torricella, amministrativamente appartiene al comune di Maruggio; 2 TORRE DEI MOLINI e 3 TORRE BORRACO, un tempo anch’essa appartenente al comune di Maruggio.

Queste torri costiere venivano costruite come torri d’avvistamento, per evitare le invasioni nemiche saracene. A differenza delle coste basse e sabbiose, la presenza di coste alte e frastagliate, ha fatto sì che le torri fossero costruite ad una distanza di circa quattro miglia tra loro, per meglio difendersi , dal momento che il nemico approfittava delle rocce alte per posizionarsi e nascondersi al di sotto.
Ogni torre è costruita su due piani: al di sotto c’era la zona cisterna, riserva d’acqua e attraverso una scala solitamente esterna, abbastanza visibile nell’attuale torre Borraco, si accedeva all’appartamento superiore, dove si svolgeva la vita giornaliera. Le torri hanno base quadrangolare, a forma tronco piramidale, costituite da caditoie (torre Moline ne è sprovvista) al centro delle quali c’erano delle fessure rettangolari, che venivano usate probabilmente per attaccare i nemici dall’alto.

Dopo aver ricevuto non poche nozioni storiche sugli edifici costieri, di cui spero avere fatto un sufficiente sunto, abbiamo cominciato ad incamminarci, addentrandoci lungo la zona protetta delle dune di Campomarino.
Alla domanda che da sempre mi sono chiesta, come mai esistono le dune, a cosa mai potrebbero servire … finalmente ho avuto risposta ed ho conosciuto la loro vera utilità.

Le dune sono determinate dall’azione eolica, cioè dei venti, che spostano i sedimenti sabbiosi, i quali, una volta trovata una certa vegetazione, (piante pionere) si fissano e stabilizzano creando questi cumuli di sabbia.
Nonostante spesso possano sembrare solo cumuli ingombranti, le dune sono importanti non solo per l’ecosistema, proteggono dal sole, ma anche perché proteggono l’entroterra dagli agenti marini e dalla salsedine e servono a ripristinare le spiagge, dal momento che le mareggiate invernali le dimezzano quasi del tutto.
Solo ora capisco quanto l’uomo abbia ecceduto nell’appropriarsi della naturalità delle coste e rifletto su quanto l’aumento delle concessioni demaniali, per strade, edifici, parcheggi, possa invece aver incrementato da un lato il turismo balneare, ma dall’altro bloccato seppur in parte il sistema vitale delle nostre spiagge.

Lungo il percorso, immersi tra i profumi della macchia mediterranea, potevamo ammirare la costa, il porticciolo e torre Moline alle nostre spalle e davanti ai nostri occhi , una immensa distesa di macchia mediterranea, caratteristica delle dune, una macchia bassa, fatta di arbusti e cespugli impenetrabili denominata gariga, in cui queste chiazze di bassi cespugli si alternano alle rocce (più verso il litorale) o al terreno nudo costituito per lo più da sabbia.

Immersi tra gli odori del timo, rosmarino, del ginepro e un ampia varietà di piante che man mano ci venivano spiegate, il percorso era delimitato da gradini e staccionate di legno, pronte a proteggere quel territorio finalmente riconosciuto e tutelato come patrimonio paesaggistico, caratterizzato dalla presenza del lentisco, dei bellissimi fiori bianchi del giglio marittimo, quasi nel periodo di coda della fioritura, della malva, del finocchio selvatico e di quello marittimo lungo le rocce.

Il ginepro però la faceva da padrone, con la sua presenza maestosa, negli ampi cespugli e profonde e grandi radici che fuoriuscivano dal terreno, talmente profonde da poter raggiungere il livello della falda acquifera. Abbiamo imparato che il ginepro svolge un’importante azione nel trattenimento e consolidamento del terreno, proprio grazie al suo apparato radicale tanto esteso (in orizzontale), aiutando l’insediamento di specie meno resistenti ad ambienti ostili.

Quasi a voler semplificare la conoscenza, ai due lati di un sentiero sabbioso ci attendevano i cespugli del ginepro comune, con le sue bacche di color rosso intenso, e il ginepro coccolone, con le sue bacche di color grigio-verde.
Tra i vari rimedi medicamentali delle piante c’è stato spiegato riguardo al ginepro che il legno del suo arbusto viene usato per la produzione delle matite e che , tramite un processo di distillazione, le bacche vengono usate per fare alcuni liquori, il GIN per esempio.

Proseguendo ancora per i sentieri, abbiamo per un attimo lasciato il percorso naturalistico delle dune per avviarci verso la spiaggia della zona Monaco Mirante in cui le rocce frastagliate, scalfite dal vento e affacciate sulla spiaggia, facevano da cornice e quasi da paravento ai bagnati che approfittavano del caldo per rinfrescarsi in quella magnifica distesa d’acqua.

Addentrandoci nell’entroterra, sulla via del ritorno, ci siamo soffermati davanti ai canneti che contraddistinguono le zone retro dunali e percorrendo un tratto di terra potevamo ammirare alle nostre spalle, verso destra, la masseria del Mirante con la sua antica chiesa del XVI secolo.

Dopo circa due forse tre km abbiamo raggiunto le macchine dal punto in cui le abbiamo lasciate, soddisfatti del paesaggio appena conosciuto e ammirato e della storia che gli appartiene.

Sfoglia e scarica l’album fotografico di Ada Gioia sull’escursione guidata sulle Dune di Campomarino

Autore: Katia Graps – A.S.D. “Terra Nostra”

> Leggi l’articolo “I Venerdì pomeriggio d’estate: escursioni guidate sulle Dune di Campomarino, a cura di “Play your Place” e “Terra Nostra”

 

Puglia: sabato d’estate sotto le stelle, tra arte e cultura

Non solo mare. Dal Salento a Taranto al via gli “Open Days” della Puglia. Tra il 4 luglio e il 26 settembre, i grandi appuntamenti da non perdere

Cosa fate nei prossimi weekend? Più che a una domanda indiscreta, l’interrogativo assomiglia ad un invito ricco di promesse. Lo rivolge la Puglia agli innamorati di storia, natura, arte e letteratura. Per tredici volte – tredici quanti sono i sabati dal 4 luglio al 26 settembre – il patrimonio culturale regionale sarà protagonista della terza edizione di “Puglia Open Days”, progetto che potenzia l’offerta turistica con l’apertura straordinaria di castelli, chiese, musei, parchi, teatri, siti archeologici. Ogni sabato, attraverso itinerari guidati gratuiti serali e notturni, potranno essere visitati quasi trecento giacimenti culturali, compresi beni insoliti come trabucchi, fari e torri sulla costa.

Quello promosso da “Puglia Open Days” è un turismo di suggestioni e atmosfere, di percorsi didattici, di rivisitazioni di miti, in sei differenti aree culturali. Una di queste è la Magna Grecia pugliese (con Murgia e Gravine), ricca di templi, tombe e acropoli, di eroi e divinità dal volto umano. La Puglia fu, per i colonizzatori ellenici, una delle “terre promesse” al di là del mare: anche allora c’era chi partiva per lasciarsi alle spalle povertà e guerre o per aprire nuovi mercati. Taranto, la Taras antica, fu fondata dagli Spartani nell’VIII secolo avanti Cristo: le testimonianze della sua storia sono conservate nel MARTA, uno dei più importanti istituti archeologici dell’Italia meridionale. Le aperture straordinarie del museo faranno viaggiare non solo attraverso la cultura funeraria e l’arte orafa greca, la scultura e la pittura parietale romana, ma anche attraverso la letteratura: ad agosto sono in programma reading di testi classici con attori italiani e stranieri. Altro percorso nella “Città dei due mari” è quello della Taranto sotterranea con le tombe a camera, la necropoli greca, l’ipogeo funerario paleocristiano di Palazzo delli Ponti. Fino alle due di notte rimarrà aperto il Castello Aragonese.

Tanta archeologia anche nella seconda area culturale di “Puglia Open Days, il Salento. A Brindisi, nel palazzo Granafei Nervegna, sarà possibile ammirare il capitello di una delle due colonne terminali della Via Appia, “regina viarum” che collegava Roma al porto di Brindisum, e in pieno centro cittadino, e l’area archeologica di San Pietro degli Schiavoni, dove negli anni Sessanta fu scoperta una grande insula romana. A Lecce, protagonista della manifestazione, sarà l’architettura barocca con l’apertura serale del Duomo e della Basilica di Santa Croce. Antica tradizione della città è l’arte della cartapesta: il suo museo, nel castello Carlo V, rimarrà aperto al pubblico ogni sabato sera. Anche patrimonio “immateriale” verrà valorizzato: saranno in funzione i laboratori di Pizzica e Taranta all’interno dell’ex Convento degli Agostiniani a Melpignano, centro salentino che ogni anno ospita la Notte della Taranta.

Seguire le stelle come viandanti ma guidati da un astronomo. Ecco un’altra delle tante proposte della manifestazione: si potrà viaggiare nel cielo della Valle d’Itria e della Murgia dei Trulli. Viaggio indietro nel tempo è, invece, quello al Parco Archeologico di Egnazia, tra le rovine della città di Gnathia dei Messapi, popolo che visse tra Murgia e Salento dall’VIII secolo avanti Cristo in poi.

L’itinerario della Puglia Imperiale conduce attraverso chiese, borghi, castelli, misteri e leggende: sono i siti più significativi della Puglia di Federico II. Le visite serali saranno dedicate a Castel del Monte (Patrimonio Unesco dal 1996), al Castello svevo di Barletta e di Trani, alle cattedrali romaniche di San Nicola a Trani, di San Pietro a Bisceglie, di Santa Maria Assunta ad Andria, del Santo Sepolcro a Barletta, di San Sabino a Canosa. Nell’area del Gargano e dei Monti Dauni, oltre al patrimonio archeologico e artistico, andrà in scena la tradizione dei Trabucchi di Molinella, di San Lorenzo e di Porticello a Vieste. I trabucchi sono grandiose, antiche e complesse macchine da pesca. Secondo molti studiosi, fanno a pieno titolo parte del patrimonio archeologico del Basso Adriatico perché inventate dai Fenici ma negli ultimi anni valorizzate da Slowfood.

Fonte: “La Repubblica”

 

Quest’estate a Neviano, tre appuntamenti con l’archeologia dedicati ai più piccoli, a cura di “VivArch” in collaborazione con il Comune e l’Ecomuseo

Si svolgerà stamattina – 13 Luglio 2015 alle ore 11.00 presso la Sala Conferenze della Provincia di Lecce – Palazzo Adorno, Via Umberto I a Lecce – la conferenza stampa di presentazione dell’evento “ArcheoTour in Puglia…l’archeologia in movimento” (area SALENTO) organizzato dall’Associazione VivArch.

A partire dal 23 luglio si svolgeranno numerose le iniziative (visite guidate, escursioni e laboratori didattici) in diverse località delle province di Brindisi (area di Torre Guaceto) e Lecce (Alezio, Cavallino, Melendugno, Neviano, Parabita, Caprarica di Lecce, Nardò, Carmiano, Veglie, Ugento e i parchi naturali di Ugento, Le Cesine, Otranto-Santa Maria di Leuca e Porto Selvaggio) e termineranno il 19 settembre nel territorio di Tuglie, e comuni limitrofi, con un’altra giornata dedicata all’archeologia con visite guidate ed escursioni e laboratori per bambini.
Non mancheranno attività svolte in collaborazione con esperti di archeologia-divulgativa di fama nazionale (Edoardo Ratti, Roberto Deriu, Raika Cannone e Franco Mastrovita) per attività specifiche sulla tessitura, musica e ceramica.

In ogni area geografica verranno svolte una serie di attività: eventi preparatori di animazione territoriale partecipata e un evento finale svolto in un’area specifica scelta tra quei siti/territori considerati “minori” negli itinerari culturali, non per importanza, ma perché meno conosciuti e fuori dai circuiti di massa.

Il calendario degli eventi comprende numerose escursioni e visite guidate, laboratori ludico-didattici a carattere archeologico e naturalistico, workshop e open-lab a carattere archeologico, naturalistico ed enogastronomico in modo da mettere in rete il territorio a 360° avvalendosi in particolar modo delle professionalità presenti nella zona.

Gli eventi (tutti gratuiti) pianificati nel progetto ArcheoTour, svolti anche in collaborazione e con il supporto logistico delle associazioni locali, sono calibrati per catturare l’attenzione e quindi la partecipazione di un pubblico molto eterogeneo. I partecipanti potranno quindi essere non solo semplici appassionati, ma anche le famiglie, la gente del territorio e i turisti che ogni anno fruiscono delle bellezze della nostra regione.

A Neviano (Le), si svolgeranno ben tre laboratori, in collaborazione con il Comune e l’Associazione “Ecomuseo del Paesaggio delle Serre”.

Questo il calendario delle attività in programma:

Domenica 26 Luglio, ore 17.30 c/o Abbazia di S. Nicola di Macugno – Museo del Territorio
Visita guidata a cura dell’Associazione Ecomuseo del Paesaggio delle Serre Salentine, a seguire Laboratorio di Archeologia “Tutti i colori della preistoria: laboratorio sulle terre colorate”

Domenica 2 Agosto, ore 17.30 c/o Abbazia di S. Nicola di Macugno – Museo del Territorio
Visita guidata a cura dell’Associazione Ecomuseo di Neviano, a seguire Laboratorio di Archeologia “Con le mani in pasta: manipolazione dell’argilla e realizzazione di vasellame e monili preistorici”

Domenica 23 Agosto, ore 17.30 c/o Centro storico di Neviano
Laboratorio di Archeologia “Per fare un ago ci vuole un osso: laboratorio di riproduzione di strumenti preistorici in osso e corno”, a seguire Visita guidata a cura dell’Associazione Ecomuseo di Neviano

I laboratori didattici prevedono un massimo di 25 iscritti ed è rivolto a bambini di età compresa tra i 5 e i 12 anni.

Per tutte le attività è necessaria la prenotazione: retevivarch@gmail.com ; cel. 328.3280483 / 3453930791

Pagina fb: www.facebook.com/ReteVivArch

L’evento ARCHEOTOUR è organizzato dall’Associazione VivArch in collaborazione con Regione Puglia, Provincia di Lecce, Comune di Corato, Università del Salento, Università di Bari, Consorzio CETMA, Musei, Parchi, GAL e Comuni dei territori interessati dagli eventi in calendario.

Scarica il programma completo ArcheoTour 2015_Salento

Scarica il pieghevole dell’Associazione VivArch