Apre il primo vivaio della biodiversità di Puglia: è festa nel Capo di Leuca

Rivoluzione al “verde”: apre il primo Vivaio comune della biodiversità della Puglia. E’ festa, nella comunità di Castiglione d’Otranto, nella giornata di domani [oggi 4 Giugno 2016], per l’inaugurazione del centro in cui sarà studiata, riprodotta e recuperata l’agricoltura naturale del luogo.
Alle 19 di sabato, infatti, in zona “Curteddhra”, nella frazione di Andrano, prenderà parte anche Paolo Cacciari, il nome di punta in Italia nella riflessione sui beni comuni. Un evento che coincide anche con la giornata di apertura della rassegna “La terra del ritorno”.
Il vivaio, così come hanno fatto sapere gli organizzatori, non è un museo dell’arte contadina, ma un luogo di nuova vita che cresce e si riproduce. Agli inizi di maggio, in soli tre giorni, sono state distribuite 8mila piantine ai contadini che ne hanno fatto richiesta, provenienti non solo dal Salento ma anche dalla Calabria e dal nord della Puglia.

“L’obiettivo – dicono da Casa delle Agriculture – è dare risposta concreta alla necessità di sviluppo sostenibile delle pratiche agricole naturali, organiche e biologiche, strappando i coltivatori al monopolio delle farmacie agricole. Per chi coltiva naturale, infatti, è difficile reperire informazioni, semi, piante, tecniche e strumenti, perché i canali di distribuzione sono quelli convenzionali, che propongono ibridi creati dalle grandi multinazionali, con conseguente necessità di utilizzo di concimi, fitofarmaci e diserbanti. Noi lavoriamo per creare un modello agricolo completamente differente da quello in atto, che ha portato all’abbandono e all’avvelenamento progressivo delle nostre terre”.

Dallo zafferano locale all’anguria gialla del Salento, dai pomodori Regina di Torre Guaceto a quelli di Leverano, dai Fiaschetto del signor Quintino al pomodoro invernale giallo con il pizzo di Carpignano Salentino, dal peperone ruggianese dolce alla zucchina San Pasquale, dal “meloncello” alla lenticchia di Altamura, alla canapa e molto altro. Poi ci sono i cereali: farro monococco e dicocco, grano Cappelli, grano Gentil Rosso, Miscuglio di Ceccarelli.

Sono decine e decine le antiche varietà orticole, cerealicole e leguminose coltivate all’interno del primo vivaio della biodiversità della Puglia, frutto di un lungo lavoro di ricerca sul campo, di contatti con contadini che di quei semi sono stati custodi nel tempo, di recupero di sementi bio certificate. È una biodiversità cresciuta nei semenzai dell’associazione Casa delle “Agriculture Tullia e Gino” di Castiglione d’Otranto. Il progetto, nato in collaborazione con Salento Km0 e il Parco naturale regionale Otranto-Santa Maria di Leuca-Bosco di Tricase, è la punta di diamante del piano portato avanti dal basso per il recupero delle terre abbandonate del Salento

Fonte: Lecce Prima

Urbanistica partecipata a Milano: varate le nuove linee guida sulla partecipazione

La partecipazione consapevole dei cittadini allo sviluppo urbano contribuisce a migliorare la città e la qualità della vita di chi ci abita e lavora, utilizzandone i servizi.

È la profonda convinzione in base alla quale il Comune di Milano ha deciso di approvare il documento “Progettare insieme la città” per la sperimentazione di percorsi partecipati nell’ambito dei procedimenti urbanistici ed edilizi.
Si tratta di linee guida – i cui contenuti sono frutto di un lavoro che ha visto il confronto con vari soggetti, tra cui l’Ordine degli Architetti della Provincia di Milano, l’Istituto Nazionale di Urbanistica e Assimpredil Ance – che definiscono le condizioni necessarie e le modalità per rendere efficace la partecipazione dei cittadini nell’ambito dei progetti che prevedono la realizzazione di opere di urbanizzazione/servizi di interesse pubblico o la trasformazione di aree strategiche della città.

L’Amministrazione in questi anni ha già promosso importanti percorsi partecipati, come quelli attivati per la riqualificazione del Cavalcavia Bussa, il Centro Civico all’Isola, il Parco ex Sieroterapico e le ricognizioni preliminari per lo sviluppo degli scali ferroviari e della Goccia in Bovisa.
Sulla base di queste esperienze positive, per diffondere e strutturare i processi partecipativi in modo che vedano il coinvolgimento di tutti gli attori sociali e consentano un rapporto diretto con i bisogni e le aspirazioni dei cittadini e più chiaro nelle modalità di interlocuzione, il Comune ha scelto di avviare una sperimentazione di due anni, al termine dei quali il documento sarà aggiornato ed eventualmente integrato nei contenuti.

Il documento “Progettare insieme la città” si compone di due parti:

• la parte prima individua i percorsi di partecipazione attuabili (informazione, consultazione o progettazione partecipata) in relazione alla rilevanza urbana dell’intervento;
• la parte seconda definisce le modalità operative di applicazione del percorso, prevedendo l’obbligo di un’attività di informazione chiara, efficace e corretta.

I percorsi partecipativi possono essere attivati sia dall’Amministrazione che dall’operatore privato nel rispetto della normativa vigente in materia di contratti pubblici di servizi.

Per supportare gli operatori privati che intendano avvalersi di questa facoltà, nella scelta e nella gestione dei percorsi, l’Amministrazione avvierà i lavori finalizzati all’istituzione di un elenco di soggetti esperti in materia di partecipazione, da aggiornare periodicamente.

Fonte: Comune di Milano