Recupero e realizzazione dei muri a secco con i “Cantieri del Paesaggio” dell’Ecomuseo delle Acque del Gemonese (Ud)

Il progetto dei “Cantieri del Paesaggio” è portato avanti dal Comune di Artegna (Ud) in collaborazione con l’Ecomuseo delle Acque del Gemonese, e si pone l’obiettivo di riscoprire i valori del paesaggio e della tradizione dei luoghi, formando dei volontari che si dedicano al recupero e alla manutenzione dei muretti a secco – così importanti per la tutela del territorio e per la regimentazione del suolo -, con l’obiettivo di tramandare le tecniche costruttive alle nuove generazioni.

Una delle attività più interessanti che coinvolgono la comunità di Artegna – che insieme ad altri sei Comuni fa parte dell’Ecomuseo delle Acque del Gemonese – riguarda proprio l’organizzazione di “Cantieri del Paesaggio” in un territorio caratterizzato dalla presenza diffusa di muri a secco, costruiti nel tempo per assolvere a diversi utilizzi.

Questi cantieri si propongono di recuperare i saperi dei vecchi artigiani e trasmetterli a volontari desiderosi di recuperare questo bagaglio di conoscenze, favorendo lo sviluppo di professionalità locali.

I muri a secco sono innalzati senza l’utilizzo di leganti e quindi richiedono una grande capacità non tanto di carattere progettuale, quanto di carattere realizzativo.

Pertanto i cantieri hanno coinvolto gli esperti del luogo – che hanno acquisito maggiori esperienze nel corso del tempo – al fine di offrire anche ad altri abitanti la possibilità di acquisire le nozioni base per il recupero , la manutenzione e la nuova realizzazione di questi manufatti tipici della cultura contadina.

I cantieri sono strutturati per fasi: occorre preliminarmente togliere le pietre per ricomporre il tratto di muro su cui è necessario intervenire, bisogna poi ricostruire le fondamenta, in seguito di distribuiscono su un piano i vari conci per selezionare quelle che possono essere utilizzate nel ripristino complessivo.

> Guarda il video del laboratorio sui muretti a secco

> Visita il sito dell’Ecomuseo delle Acque del Gemonese

In un vecchio articolo del 1992 de “Il Corriere del Giorno”, le speranze e i dubbi degli alunni della Scuola Media “Petrarca” di Maruggio (Ta)

In passato (e forse anche oggi) alcuni docenti – soprattutto quelli di Lettere – solevano spesso stimolare gli alunni alla lettura dei quotidiani in classe, allo scopo avvicinarli ai temi dell’attualità, sviluppando in essi capacità di critica confrontando le stesse notizie date da quotidiani diversi, abituandoli così al confronto e alla discussione.
Inoltre, la lettura degli articoli in aula significava avvicinare gli studenti ad un genere di scrittura del tutto particolare, con evidenti risvolti didattici.

Nei primi anni ’90, il “Corriere del Giorno” – quotidiano fondato a Taranto nel 1947 – ritenendo efficace lo scambio proficuo tra il mondo dell’informazione e quello della scuola, allo scopo di sostenere tutte quelle iniziative didattiche per la valorizzazione dell’attività giornalistica quale strumento di arricchimento comunicativo e di modernizzazione del linguaggio, con il “Progetto Scuola” mise a disposizione delle Scuole della Provincia di Taranto un paio di pagine, ad uso e consumo dei singoli istituti.

Esattamente 25 anni fa, la Scuola Media “Petrarca” di Maruggio (Ta) fu invitata a riempire un’intera pagina del giornale, con contributi vari scritti dagli alunni.
Ed è così che con grande soddisfazione, numerosi piccoli maruggesi di allora – coordinati dai propri professori – si improvvisarono piccoli giornalisti e si cimentarono nella scrittura di brevi articoli su argomenti diversi: dalla promozione alla narrazione della storia del paese, dai sondaggi sulla condizione giovanile agli interrogativi sul futuro, fino alla riflessione sulle problematiche di delinquenza locali.

Il 18 Marzo 1992 il giornale uscì nelle edicole, e fu una grande gioia ritrovare stampate sulla carta le parole, i sogni e le perplessità di tanti nostri piccoli concittadini.

Parteciparono al progetto un gruppo di alunni della II C (tra cui Giancarlo Longo, Isabellanna Prò, Giovanna Fina, Cinzia Marseglia, Francesco Lombardi, Enrico Favale), gli alunni della II D (tra cui Gianluigi Solazzo, Davide Santoro, Aldo Summa, Chiara Pignatelli), e le alunne della classe III E.

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