“Mi basta che tu mi vuoi bene”: presentazione presso la Biblioteca S. Francesco di Sava (Ta)

Giovedì 13 Dicembre 2012 alle ore 18.30 presso la Biblioteca San Francesco – Sala S. Egidio sita in Via Roma n. 127 a Sava (Ta), sarà presentato il libro “Mi basta che tu mi vuoi bene. Il mio viaggio con i Rom” di Mons. Vincenzo De Florio. 

Discutono con l’autore:

S.E. Pietro Maria Fragnelli – Vescovo di Castellaneta

Dott.ssa Alba Monti – Antropologa

Don Pietro Chirico – Resp. Diocesano del Progetto Albania

Introduce: Padre Rosario de Paolis

Fonte: Museo Missionario Cinese e di Storia Naturale – Sava (Ta)

La Giunta Regionale pugliese approva stanziamento 85mila700 euro per Ecomusei

Approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell’Assessore ai Beni Culturali Angela Barbanente, un finanziamento di 85.755 euro in favore degli ecomusei attivi in Puglia, per la realizzazione di:

– laboratori didattici

– sviluppo del patrimonio di conoscenze attraverso il coinvolgimento degli abitanti per l’acquisizione di documenti cartografici, fotografici, iconografici ecc.

-promozione e diffusione delle conoscenze rappresentate nelle “mappe di comunità”

Gli ecomusei, promossi nell’ambito della redazione del nuovo piano paesaggistico regionale, sono stati disciplinati dalla legge 15/2011 con la finalità non solo di sostenere il recupero e la valorizzazione della memoria storica e della cultura materiale e immateriale dei territori, ma anche di orientare le comunità locali verso pratiche di sviluppo sostenibile, responsabile e partecipato.

Destinatari del finanziamento gli ecomusei riconosciuti nell’ambito del piano paesaggistico, e in particolare, nell’ambito del Sistema ecomuseale del Salento (SESA), l’Ecomuseo del Capo di Leuca di Montesardo del Comune di Alessano; Ecomuseo urbano del Comune di Botrugno; Ecomuseo delle Serre Salentine del Comune di Neviano; Ecomuseo dei paesaggi di pietre del Comune di Acquarica di Lecce; Museo diffuso del Comune di Cavallino; museo diffuso del Comune di San Vito dei Nomanni; l’Ecomuseo della Valle del Carapelle (Comuni di Ascoli Satriano; Carapelle; Ordona; OrtaNova; Stornara e Stornarella); Ecomuseo della Valle d’Itria (Comuni di Locorotondo; Alberobello; Cisternino; Fasano; Martina Franca; Monopoli); Ecomuseo delle Antiche ville (comune di Mola di Bari).

Le risorse sono state ripartite secondo i criteri: numero di ecomusei, popolazione residente ed estensione territoriale.

Fonte: Regione Puglia

“La Natività. Una storia per immagini, tra arte e tradizione”. Mercoledì 19 Dicembre 2012, incontro con le scuole

I Tutor Diocesani dei Beni Culturali Ecclesiastici dell’Associazione di Promozione Sociale ”Play your Place. Il luogo in gioco”,   organizzano per Mercoledì 19 Dicembre 2012 a partire dalle ore 10.00 in Chiesa Madre a Maruggio (Ta), l’evento culturale sul tema “La Natività. Una storia per immagini, tra arte e tradizione”

L’attività didattica  è destinata alle Classi Quinte della Scuola Primaria e alle Classi Seconde della Scuola Secondaria dell’Istituto Comprensivo Scolastico “Tommaso del Bene” di Maruggio.

Per le scolaresche è previsto un percorso improntato sulla lettura del simbolismo sacro presente nelle opere d’arte, attraverso il racconto evangelico degli episodi che hanno portato alla nascita di Gesù Cristo. Sarà illustrata l’origine del presepe mediante la descrizione dei personaggi della tradizione.

Ecomusei: un’importante forma di tutela del paesaggio

Immaginate di trovarvi in un piccolo borgo contadino, dove il tempo e lo spazio sembrano avere trovato una pausa e una dimensione a misura d’uomo.  Trovarvi in un luogo dove il paesaggio e  la cultura materiale con  gli oggetti di uso comune raccontano di tradizioni da tutelare per conservare le proprie radici e stabilire un’identità: potreste trovarvi in un Ecomuseo.

Wikipedia, definisce un Ecomuseo come “un territorio caratterizzato da ambienti di vita tradizionali, patrimonio naturalistico e storico-artistico particolarmente rilevanti e degni di tutela, restauro e valorizzazione”.

O ancora, “un patto con il quale la comunità si prende cura di un territorio“. E’ infatti attraverso la tutela del territorio da parte delle singole comunità e nella valorizzazione delle proprie diversità che queste si rafforzano e trovano un coagulante nella coscienza nazionale.

I concetti di territorio, ambiente e paesaggio sono stati oggetto in questi anni di un intensa attività di riflessione: dato per assodato che “il territorio storico può essere recuperato solo se torna ad essere il territorio da abitare” (A. Magnaghi, 1990), si rende necessario uno strumento di valorizzazione che sia anche un progetto di sviluppo futuro. Ecco che gli Ecomusei si inquadrano in un progetto capace di mettere in moto una relazione attiva e produttiva tra fattori sociali, ecologici e biologici legata ad un progetto di vita e non di semplice sfruttamento turistico. Rinnovando pratiche di vita e di lavoro, rivitalizzandosaperi tradizionali, coinvolgendo le comunità e la scuola in un percorsopartecipativo. I tratti distintivi dell’ecomuseo incorporano infatti elementi geografici, paesaggistici e ambientali assieme ad elementi patrimoniali, materiali e immateriali, come architettura, pratiche di lavoro, produzioni locali, lingua , tradizioni enologiche e gastronomiche. L’ecomuseo diventa una chiave di lettura del territorio e quindi anche uno strumento di qualificazione degli elementi che concorrono alla definizione identitaria di un luogo. La ricerca dell’identità dei luoghi, in questo modo, va oltre la semplice didattica accademica e diventa ricerca e sviluppo sui possibili futuri insediamenti umani.

 

CENNI STORICI SUGLI ECOMUSEI

L’idea di Ecomuseo nasce nel secondo dopoguerra per valorizzare l’ordinario e la vita quotidiana della cultura popolare sia nelle forme urbane sia in quelle industriali, superando il limite della rappresentazione idilliaca del mondo rurale, sperimentando forme di coinvolgimento democratico diretto della comunità.

Il termine “Ecomuseo” venne introdotto in Francia su suggerimento dell’archeologo e storico francese Hughes de Varine nel 1971 e realizzato per la prima volta con questa definizione a Le Creusot nel 1974 e nella Grande Lande nel 1975 (dove però esisteva già da qualche anno). Comunque realizzazioni simili si erano già viste anche negli Stati Uniti (Anacostia, Washington 1967) e in Messico. La storia dello sviluppo degli ecomusei ha visto varie fasi di passaggio e oggi, nell’era della globalizzazione, assurgono al ruolo di protagonisti nella ricerca di una lotta contro l’appiattimento del paesaggio e nella tutela delle identità locali.

 

IDEE PER LO SVILUPPO DEGLI ECOMUSEI

Ed è qui che entra in gioco il ruolo fondamentale degli Enti di governo locale che possono soppiantare i gruppi culturali privati. Fra gli obiettivi, oltre alla valorizzazione dell’identità e del senso di appartenenza locale, la possibilità di un nuovo sviluppo economico, attraverso l’attrattiva  turistica che gli ecomusei possono costituire. Naturalmente non si tratta del turismo di massa a cui siamo abituati, invasivo e poco rispettoso del territorio con le sue strutture devastanti per la tutela del paesaggio; parliamo di un turismo sostenibile, che restituisce una visione autentica del territorio mediante esperienze di immersione nel paesaggio e nelle comunità che lo abitano: dalle visite alle botteghe artigiane ai laboratori presso produttori eno-gastronomici, dalla ricettività in architetture rurali alle feste del calendario tradizionale. Il tutto nell’ottica di trasformare il concetto turistico da fenomeno subìto ad attività gestita dalla popolazione locale.

Di notevole importanza per gli ecomusei sarebbe la creazione di leggi regionali (ove non già esistenti) dirette a favorire la valorizzazione del patrimonio territoriale e delle comunità locali anche attraverso fondi economici. Naturalmente opportuno sarebbe la formazione di apposite commissioni con una forte conoscenza del territorio, volte a giudicare in base a dei parametri stabiliti in precedenza, la bontà dei fondi elargiti ed eventualmente la loro integrazione, con frequenti visite in loco, costituendo anche un valido canale di comunicazione fra la realtà locale e l’ente governativo. Oltre ai finanziamenti dovranno accompagnarsi anche il costituirsi di normative, linee guida procedurali in assistenza agli utilizzatori locali. Altre misure di aiuto potrebbero essere l’organizzazione di incontri periodici di dibattito e illustrazione di casi, l’offerta di strumenti di confronto e informazione permanente come un periodico nazionale di riferimento, il finanziamento di stage in ecomuseo di altre regioni italiane ed europee.

LA SITUAZIONE IN ALCUNE REGIONI ITALIANE

La situazione delle Regioni Italiane presenta differenti sviluppi e sorgere di nuove problematiche.

La Regione Piemonte, per esempio, è stata la prima sull’esempio del modello francese a dotarsi di Ecomusei, contribuendo allo scambio e alle consulenze all’estero a scopo promozionale. Oggi il Piemonte, conta 25 Ecomusei istituiti e riconosciuti dalla Regione, con riferimento l’Assessorato alla Cultura. La nascita della “Rete degli Ecomusei del Piemonte”, associazione a supporto della attività di cooperazione tra ecomusei, ha anche favorito la collaborazione e il confronto con gli enti locali, partecipando a tavoli di lavoro e di valutazione, per la definizione di politiche e delle programmazione di settore. Purtroppo l’attuale giunta Regionale ha sensibilmente ridotto i fondi destinati a questi progetti con il conseguente rischio di perdere tanta professionalità specializzata. L’Associazione “Rete degli Ecomusei del Piemonte” bene illustra il pericolo che la mancanza di fondi, (che per il 2012 non sono stati stanziati), potrebbe rappresentare per gli Ecomusei: “il taglio dei fondi significa la cessazione di attività culturali e turistiche, la più parte in aree marginali di montagna e di collina, che apportano valori sociali ed economici significativi per questi territori; per non parlare dell’abbandono del patrimonio culturale e ambientale costituito e curato dagli Ecomusei in quasi 20 anni di attività, con la perdita di una riconosciuta eccellenza a livello nazionale e internazionale”.

Viceversa, buone notizie ci arrivano dalla Regione Puglia: la formula ecomuseale avviata nel Salento intende concorrere, all’interno del processo costitutivo del Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR), all’affermazione di nuovi valori e significati del paesaggio, contribuendo alla diffusione del radicamento delle popolazioni nel proprio territorio e comunicando il sistema di informazioni naturali e culturali in esso contenute. Il progetto è volto a creare una rete locale di esperienze di cittadinanza attiva per sensibilizzare alla lettura del valore del paesaggio pugliese le popolazioni che vi abitano e per innescare cooperazioni e scambio anche all’interno delle stesse comunità.

Anche la Regione Trentino ha realizzato un progetto di ecomusei denominato “Mondi Locali del Trentino” che vuole essere uno strumento di dialogo e di reciproco supporto per gli Ecomusei del Trentino nel loro cammino di lavoro e crescita. Questa rete di Ecomusei è stata creata con la consapevolezza che iniziative come questa, molto innovative e con un repertorio di pratiche passate da cui imparare relativamente ridotto, hanno bisogno di un’autoformazione che solo il reciproco aiuto e un intenso scambio fra simili può garantire.

Il progetto degli ecomusei sembra davvero poter rappresentare una svolta nella consuetudinaria rappresentazione quotidiana del paesaggio e delle realtà locali, e meritevole perciò di un approfondimento progettuale. Iniziative volte a sviluppare il modello evolutivo di ecomuseo, incentivi a forme di cooperazione fra diversi ecomusei, scambi di esperienze e circolazione di personale, sono tutti elementi che possono concorrere ad aumentare la capacità di dialogo con culture diverse.

Link per approfondimenti:

www.ecomusei.net

www.ecomuseipiemonte.wordpress.com

www.ecomuseipuglia.net

www.ecomusei.trentino.it

Fonte: “Salviamo il paesaggio”, 27 Novembre 2012

L’Associazione Ecomuseale di Neviano (Le) in visita al centro storico di Maruggio, in compagnia dei Tutor di “Play your Place”

Una nutrita delegazione  dell’Associazione “Ecomuseo del Paesaggio delle Serre” di Neviano (Le) ha visitato, Domenica 18 Novembre 2012, il centro storico di Maruggio. Accompagnati dai Tutor Diocesani dei Beni Culturali Ecclesiastici dell’A.P.S. “Play your Place. Il luogo in gioco”, i componenti del gruppo sono rimasti letteralmente sorpresi dalla varietà dei monumenti conservati nel nostro nucleo antico.

La visita guidata ha avuto inizio nell’atrio del Castello dei Cavalieri di Malta, dove l’arch. Aldo Summa ha rievocato le vicende storiche di Maruggio, dalle origini ai secoli contraddistinti dalla presenza dei Cavalieri Gerosolimitani, illustrando, altresì, le particolarità architettoniche della dimora dei Commendatori.

La prof.ssa Marisa Saracino ha fatto gli onori di casa invitando i presenti a visitare  l’interno del Castello, dalle cui stanze si può godere di una vista particolare su Piazza del Popolo. Nel frattempo, incuriosito dal movimento, si è affacciato nell’atrio il dott. Tonino Filomena, cui prontamente è stata data la parola in qualità di studioso locale. Molto interessante il suo racconto sulle presunte origini templari di Maruggio.

L’arch. Maria Adele Marsella e la dott.ssa Anna Rita Marsella hanno guidato i visitatori alla scoperta della Chiesa Madre, illustrando sia le particolarità architettoniche che quelle artistiche. Don Gregorio Mastrovito ha accolto il gruppo salentino porgendo a loro il saluto di tutta la comunità maruggese, auspicando che ciascuno si faccia portavoce verso gli altri delle rare bellezze che il nostro paese custodisce.

La giornata di visita si è conclusa nella Chiesa di “S. Maria delle Grazie”: qui sono stati presentati gli splendidi altari di epoca barocca, dedicati ai Santi francescani. Le lunette affrescate del chiostro dell’ex Convento dei Frati Minori Osservanti sono state il degno coronamento di una passeggiata che tutti i partecipanti hanno ritenuto coinvolgente e suggestiva.

Un sincero ringraziamento a quanti, a vario titolo, hanno contribuito spontaneamente ad arricchire la visita dei nostri ospiti. L’accoglienza dimostrata è il più bel ricordo che i nevianesi porteranno con sé dopo aver conosciuto la nostra Maruggio. Grazie anche all’amico Gianfranco Cipriani per aver documentato la visita attraverso i suoi scatti fotografici.

Il gruppo dei visitatori è stato poi accompagnato presso il Ristorante “Piccole Ore” di Campomarino, dove sono stati ricevuti con la celebre esperienza dei proprietari. Il menù proposto è un altro buon ricordo che i nevianesi difficilmente scorderanno. Anche ai coniugi Marsella va il più sentito ringraziamento per la disponibilità e la professionalità dimostrate.