“La natura è un’opera d’arte, ma questo scempio NO!” Campagna contro l’abbandono dei rifiuti

Con l’arrivo della primavera e della stagione estiva, il panorama del territorio di Maruggio e Campomarino è oggetto di deturpamenti ambientali: intorno ai contenitori stradali si accumulano quotidianamente rifiuti, che andrebbero invece conferiti in maniera più corretta.

I cittadini che quotidianamente si impegnano per il corretto conferimento dei loro rifiuti, sono – a ragione – infastiditi: il territorio è sporco e disordinato, e tutto l’impegno investito nella raccolta differenziata rischia di demotivare i più entusiasti.
I numeri, infatti, ci dicono che la maggioranza dei maruggesi raccoglie e separa in modo efficace i propri rifiuti.

Purtroppo ci sono ancora persone (poche, per fortuna) che non rispettando le regole del vivere civile, offuscano l’impegno di quei cittadini che stanno dimostrando un forte senso civico a favore dell’ambiente, della salute pubblica e del decoro del territorio.

Per contrastare l’indegna abitudine di abbandonare rifiuti ed oggetti ingombranti nelle campagne, si stanno adottando nuove strategie.

Saranno intensificati i controlli operati dal personale di Polizia Locale che – unitamente agli operatori della ditta incaricata per la raccolta dei rifiuti, che ogni giorno lavorano intensamente per raccogliere a mano i rifiuti abbandonati illegalmente e ripulire la sporcizia – effettueranno specifici servizi di vigilanza.

Verranno inoltre installate telecamere mobili in alcune zone che nel corso degli ultimi mesi sono state mete privilegiate degli incivili. Le telecamere verranno spostate periodicamente per tutelare il più possibile il territorio nella sua interezza.

La vergognosa situazione verrà, quindi, combattuta sanzionando chi non rispetta le regole.

Occorre, in ogni caso, lavorare sul piano culturale.

Studiando, ad esempio, un’efficace e periodica campagna di sensibilizzazione culturale a lungo termine, nella quale ci si appelli al senso civico della cittadinanza, e per informare i cittadini dei servizi messi a disposizione dalla ditta incaricata della raccolta dei rifiuti.

Le alternative esistenti all’abbandono – già attive sul territorio, ma forse non troppo conosciute – saranno certamente ben spiegate attraverso l’installazione di cartelli in prossimità delle aree più critiche caratterizzate dal maggior numero di abbandoni, ma si potrebbero anche stampare flyer e cartoline informative che potranno essere distribuite in modo mirato presso le sedi delle associazioni, a scuola, negli uffici pubblici, nei locali commerciali e in occasione di eventi ed iniziative pubbliche.

La campagna si potrebbe inoltre sostanziare anche uno spot da trasmettere sul web e sulle reti locali.

Si tratta quindi di responsabilizzare i cittadini, mostrando tante valide alternative ma soprattutto ricordando che l’abbandono di rifiuti fuori dai cassonetti (compresi i sacchi neri di rifiuto indifferenziato e le scatole di cartone) è un reato e che gli interventi effettuati per eliminare questi ingombri pesano ad ogni famiglia diverse centinaia di euro, a cui si devono sommare tutti i costi aggiuntivi.

I rifiuti abbandonati a bordo strada e intorno ai cassonetti non sono solo un problema estetico ed ecologico, ma anche un problema economico, perché comportano una spesa collettiva non indifferente.

Ma come si inquadra e come è sanzionato il reato di abbandono dei rifiuti?

Il reato di abbandono di rifiuti si materializza qualora vengano rinvenuti cumuli di materiale in stato di degrado e abbandono, sia in aree pubbliche che private.
La fattispecie trova sanzione all’art. 255 del D. Lgs 152/06: chiunque abbandona o deposita rifiuti ovvero li mette nelle acque superficiali o sotterranee è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 105 a 620 euro.

Se l’abbandono di rifiuti sul suolo riguarda rifiuti non pericolosi e non ingombranti si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da venticinque euro a centocinquanta euro.

Inoltre, il colpevole dell’abbandono di rifiuti ʺè tenuto a procedere alla rimozione, all’avvio a recupero e allo smaltimento dei rifiuti e al ripristino dei luoghiʺ. Lo stesso obbligo ricade sul proprietario o conduttore dell’area.

Il Sindaco ʺdispone con ordinanza le operazioni a tal fine necessarie ed il termine entro cui provvedereʺ. Se il colpevole ʺnon ottempera all’ordinanza, è punito con l’arresto fino a un annoʺ.

Elemento caratterizzante dell’abbandono è l’occasionalità dell’evento.

Quando la condotta diventa reiterata e conseguente ad un’attività organizzata non si ha semplicemente abbandono, ma si realizza una discarica abusiva. Cioè quando i rifiuti vengano accumulati in un’area trasformata di fatto in deposito degli stessi, mediante una condotta ripetuta, consistente nell’abbandono – per un tempo considerevole e comunque non determinato – di una notevole quantità, che occupa uno spazio cospicuo. E, si badi, la provvisorietà e lo stoccaggio in attesa di un trasferimento, da attuare in tempi lunghi, non escludono la sussistenza dell’illecito.

In ogni caso siamo tutti diversamente chiamati a prenderci cura del nostro territorio, perchè è la nostra casa, e al pari di essa bisogna tenerlo in ordine.

E occorre che tutti insieme si comprenda il valore del Bene Comune e il rispetto del patrimonio materiale del luogo in cui viviamo, e ci si sforzi di essere d’esempio anche per i più giovani, nelle cui mani abbiamo il dovere – come diceva Baden-Powell, fondatore dello scoutismo – di “lasciare un mondo più pulito di come l’abbiamo trovato”.

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