L’architettura sui banchi di scuola. Al via “Abitare il Paese – la cultura della domanda. I bambini e i ragazzi per un progetto di futuro”

Serve che l’architettura entri nelle scuole per generare una cultura della domanda di questa disciplina, per ridurre l’assuefazione all’ordinarietà di una edilizia mediocre e superare definitivamente lo stereotipo secondo il quale all’architetto ci si debba rivolgere solo quando si voglia ottenere l’effetto stupefacente di una costruzione ardita o una sequenza armonica di grigi nel design di un interno all’ultima moda. Urbanistica, architettura e politiche urbane hanno passato gli ultimi 80 anni a costruire piani, regole e modelli perdendo però di vista la ragione fondamentale di tutto questo: migliorare la vita delle persone. È questa la ragione per cui devono essere attivate, senza ulteriori rinvii, politiche e processi in grado di assicurare la qualità dell’abitare. È il momento di pensare la città del futuro prossimo perché in quel futuro si giocherà il destino dei bambini e dei ragazzi di oggi e di quelli che verranno.

Spiega così Giuseppe Cappochin, Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori l’obiettivo principale del Progetto “Abitare il Paese – la cultura della domanda – i bambini e i ragazzi per un progetto di futuro” che si avvale della collaborazione della Fondazione Reggio Children – Centro Loris Malaguzzi. Un progetto innovativo, ambizioso, lanciato nel corso del recente Congresso Nazionale degli architetti italiani.

La prima tappa del progetto si è appena conclusa ed ha riguardato l’attività di formazione per gli architetti che saranno protagonisti di questo “viaggio nella scuola italiana”. Saranno coinvolti oltre 3mila bambini e ragazzi tra i 3 e i 18 anni di oltre 70 scuole distribuite su 35 province e 15 regioni. Verranno anche coinvolti i loro insegnanti e dirigenti scolastici che interagiranno con gli architetti e le comunità locali puntando a “ragionare insieme” sulla strategia per la città del futuro. Gli istituti scolastici sono distribuiti su tutto il territorio nazionale (anche se si tratta di un progetto pilota) e includono le città metropolitane e le aree interne, ma anche quelle periferiche e aree di particolare complessità.

“Siamo particolarmente contenti di aver avviato questo significativo progetto in collaborazione con il Consiglio Nazionale degli Architetti – sottolinea Carla Rinaldi, presidente di Fondazione Reggio Children – perché quello del rapporto tra pedagogia e architettura è un tema particolarmente caro all’esperienza educativa di Reggio Emilia. Ma il progetto assume un valore particolare perché ribadisce la centralità dei bambini e dei ragazzi come cittadini dell’oggi e non solo di domani. Ed è quindi da oggi, da subito, a partire dai desideri, visioni e sogni di bambini e ragazzi, che può partire un ripensamento delle città presenti e future, ambizioso obiettivo del progetto Abitare il Paese”.

Il Progetto “Abitare il Paese – la cultura della domanda – i bambini e i ragazzi per un progetto di futuro” prevede incontri e tavoli di lavoro che saranno sviluppati, in forma coordinata, a livello territoriale e i cui risultati saranno presentati in una serie di eventi che saranno organizzati nei singoli territori. É previsto inoltre un evento conclusivo a livello nazionale al termine dell’anno scolastico 2018/2019 e, tra le varie iniziative, sarà realizzata una Mostra itinerante mirata a descrivere come deve essere, dal punto di vista dei bambini e dei ragazzi, la città del futuro. Un modo per contribuire a dare un volto all’idea di città del futuro intelligente e sostenibile, nella quale le risorse ambientali, culturali e umane, vengono valorizzate e concorrono a creare un ambiente in cui l’esistenza umana è in equilibrio, connettendo i primi e gli ultimi, gli anziani e i bambini. E così proprio i bambini e i ragazzi diventano i protagonisti di questo sforzo creativo e progettuale per arrivare, nel dialogo con gli architetti, ad essere protagonisti della costruzione del mondo in cui si troveranno a vivere.

Fonte: AWN – Archiworld Network

Due architetti della provincia di Taranto selezionati per il progetto “Abitare il paese”, con la Fondazione Reggio Children

Il Consiglio Nazionale Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC) propone il progetto “Abitare il Paese” che si avvale dell’esperienza di Fondazione Reggio Children – Centro “Loris Malaguzzi”, rivolto agli Istituti Comprensivi e Istituti Superiori che verranno individuati in sinergia con gli Ordini provinciali e che coinvolgerà bambini, ragazzi, dirigenti scolastici, tutor (2 architetti per ogni realtà territoriale) e le comunità locali.

Il Centro Internazionale “Loris Malaguzzi” è un luogo dedicato all’incontro di quanti, in Italia e nel mondo, intendono innovare educazione e cultura. Un luogo internazionale aperto al futuro, a tutte le età, alle differenti culture, alle idee, alle speranze e all’immaginazione. Un grande spazio che produce ricerca, innovazione e sperimentazione sui contenuti e sui processi educativi nei diversi ambiti del sapere.

Un luogo del possibile, luogo utile e necessario alla città e al quartiere che cambia, che mette al centro i bambini e le loro potenzialità, che vuole offrire occasioni di creatività a ragazzi, giovani, famiglie e nuove opportunità alla comunità educativa internazionale e a quanti hanno caro il tema della formazione e della innovazione.

Per la provincia di Taranto sono stati selezionati gli architetti Aldo Summa di Maruggio e Nicola Volpe di Massafra, che dall’8 al 10 Novembre parteciperanno a Reggio Emilia ad un corso di formazione che coinvolgerà, in totale, circa 60 persone da tutta Italia.

Dopo la formazione iniziale per i professionisti/tutor, il progetto prevede l’attivazione dei tavoli di lavoro territoriali, lo sviluppo del progetto attraverso due/tre incontri da tenersi nel corso dell’anno scolastico 2018/2019, per concludere il percorso con la fase finale di restituzione.

Si tratta di una prima esperienza pilota a livello nazionale. L’obiettivo è quello di farne una pratica regolare, che verrà ripresa anno dopo anno, sollecitando le candidature dirette dei territori.

Il progetto avrà diffusione capillare e rappresenterà un momento di “consapevolezza” inedito nel rapporto tra architettura e Paese, tra “il mestiere dell’architetto” e i percorsi formativi tradizionali.

> Visita il sito di “Reggio Children”

> Visita il sito della Fondazione Reggio Children – Centro “Loris Malaguzzi”